Dunque il caso Saras è troppo complicato. C’è grande “frantumazione delle competenze”, sostiene testualmente il pm milanese Luigi Orsi, tra coloro che nel maggio del 2006 hanno gestito lo sventurato collocamento in Borsa dell’azienda petrolifera controllata dalla famiglia Moratti. E allora quella disastrosa operazione finanziaria che provocò perdite milionarie per migliaia di investitori piccoli e grandi resta senza colpevoli. Nessuna responsabilità per Gianmarco e Massimo Moratti, che fin dall’inizio dell’inchiesta penale sono stati tenuti al riparo delle indagini. E vanno archiviate anche le accuse nei confronti di nove manager delle banche che gestirono l’operazione di collocamento. E cioè le americane JP Morgan e Morgan Stanley con l’italiana Caboto di Banca Intesa.

Dalle carte giudiziarie emergono però particolari sconcertanti. Piazzando i titoli a 6 euro ciascuno l’operazione ha fruttato ai Moratti qualcosa come 1,7 miliardi, ma nella sua relazione il consulente tecnico della procura Marco Honegger arriva alla conclusione che il titolo Saras poteva valere al massimo 5,1 euro. Nel prospetto informativo diretto ai risparmiatori non erano stati evidenziati una serie di dati negativi che potevano far rivedere al ribasso il prezzo di offerta, segnala Honegger. “Ci dev’essere un 6 davanti al prezzo”, scriveva invece in un’e-mail ai suoi collaboratori il gran capo di JP Morgan Federico Imbert poche ore prima dell’inizio del collocamento. E i Moratti, risulta dalle carte, puntavano addirittura a ottenere qualcosa in più, almeno 6,2 euro.

Risultato: poche ore dopo lo sbarco in Borsa il titolo aveva già perso il 15 per cento. Nel giro di qualche mese la quotazione si era dimezzata. E adesso Saras naviga intorno a 1,9 euro: quasi il 70 per cento in meno del prezzo di collocamento. Del resto le banche vengono pagate in percentuale al valore dell’offerta e quindi avevano tutto l’interesse ad alzare la posta. JP Morgan e Morgan Stanley hanno infatti incassato una cinquantina di milioni di euro. Questi, in estrema sintesi, i fatti. Ma il pm dice che c’è troppa “frantumazione delle competenze”. Insomma è assai difficile individuare il colpevole. E allora si archivi. Il caso è chiuso. Se un risparmiatore ritiene di essere stato truffato promuova una causa civile. Auguri.