Perchè noi lettori italiani paghiamo i giornali due volte, una dal giornalaio e una attraverso i contributi pubblici?

L’Indagine conoscitiva del Senato “Sul sistema di reperimento delle risorse pubblicitarie dei mezzi di comunicazione di massa” del 31 maggio 2005 ha evidenziato che “nella distribuzione delle risorse pubblicitarie tra i differenti mezzi di comunicazione il mezzo televisivo complessivamente considerato raccoglie circa il 54 per cento delle risorse a fronte di un 37 per cento a favore della carta stampata”.

Poiché la torta pubblicità è stata fagocitata prevalentemente dalle emittenti televisive, la sopravvivenza dei giornali si è legata al contributo dello Stato e così noi lettori, quando andiamo in edicola, paghiamo il quotidiano una prima volta e poi, quando lo Stato eroga i contributi alla carta stampata con i soldi delle nostre tasse, lo paghiamo una seconda volta.

E comunque la democrazia ha bisogno di voci diverse.

Lo Stato apre i cordoni della borsa e versa ai giornali contributi diretti e indiretti. Lo fa con precise e molteplici norme di legge. I contributi indiretti riguardano principalmente: le agevolazioni per le spese postali, per le utenze telefoniche ed elettriche, per il credito in conto interessi e per l’acquisto della carta. I contributi diretti sono previsti per specifiche categorie di giornali e concessi finora in relazione al numero delle copie tirate, non necessariamente vendute.

Nel mese di Novembre 2010 il Governo ha emanato un nuovo Regolamento (DPR 25/11/2010, n.223), per cui i contributi diretti all’editoria, saranno assegnati, da ora in poi, in base al rapporto tra copie vendute e distribuite. Le copie effettivamente distribuite sostituiranno, quale parametro di calcolo per l’erogazione dei contributi, le copie tirate. E’ la maggior novità contenuta nel testo, che intende tutelare i giornali con autentica vocazione editoriale. Le norme entreranno in vigore a partire dai finanziamenti per l’anno 2011.

Siamo stati curiosi di vedere, comunque, come i quotidiani d’indirizzo politico, che rientrano nelle categorie espressamente individuate dalle leggi in materia, si siano finora distribuiti, e quindi prima della entrata in vigore delle nuove norme, il vantaggio offerto dai contributi diretti. Ci siamo limitati ad analizzare, per gli anni di riferimento 2006-2008, i quotidiani che appartengono alle categorie più rilevanti, includendo nelle prime due solo quelli più noti, come evidenziato nella tabella sottostante.

Categorie QUOTIDIANI CONTRIBUTI DIRETTI
ANNO DI RIFERIMENTO
2006 2007 2008
A L’AVANTI 2.506.619,35 2.530.638,81 2.530.638,81
A IL MANIFESTO 4.441.529,00 4.352.698,75 4.049.022,10
A RINASCITA 2.500.215,86 2.530.638,81 2.530.638,81
B AVVENIRE 6.300.774,18 6.174.758,70 6.174.758,70
B ITALIA OGGI n.d. 5.263.728,72 5.263.728,72
C IL CAMPANILE NUOVO 969.209,17 1.150.919,75 713.982,34
C CRONACHE DI LIBERAL (già Cronache dell’Indipendente) n.d. n.d. 2.798.767,84
C DEMOCRAZIA CRISTIANA 298.255,76 298.136,46 303.204,78
C EUROPA 3.613.912,92 3.599.203,77 3.527.208,08
C ITALIA DEMOCRATICA n.d. 1.476.783,76 n.d.
C ITALIA DEI VALORI 2.036.107,31 n.d. n.d.
C LIBERAL 1.124.917,33 1.200.342,31 n.d.
C LIBERAZIONE GIORNALE COMUNISTA 3.718.489,68 3.947.796,54 4.555.149,86
C LA PADANIA 4.028.363,82 4.028.363,82 3.947.796,54
C PEUPLE VALDOTAIN n.d. 301.325,06 306.447,59
C LA RINASCITA DELLA SINISTRA 415.150,59 934.621,50 918.561,04
C SECOLO D’ITALIA 3.098.741,40 2.959.948,01 2.952.474,42
C IL SOCIALISTA LAB 472.225,86 472.036,97 480.061,60
C TERRA (già Notizie verdi) 2.710.568,37 2.510.957,71 2.484.656,16
C L’UNITA’ 6.507.356,94 6.377.209,80 6.377.209,80
C ZUKUNFT IN SUDTIROL 765.831,90 650.081,04 661.132,42
D APRILE 198.388,03 206.317,47 201.292,49
D AREA-POLITICA COMUNITA’ ECONOMICA 315.338,15 343.004,05 365.786,62
D CRISTIANO SOCIALI NEWS 43.178,00 57.717,93 58.699,14
D IL DENARO 2.426.380,11 2.459.799,42 2.455.232,22
D IL DUEMILA 105.542,37 178.007,45 181.033,57
D IL FOGLIO 3.821.781,06 3.745.345,44 3.745.345,44
D METROPOLI DAY 2.272.067,32 2.024.511,05 2.024.511,05
D MILANO METROPOLI n.d. 288.432,89 74.125,41
D IL NUOVO RIFORMISTA (già Le Ragioni del Socialismo) 3.382.893,56 2.530.638,81 n.d.
D OPINIONE DELLE LIBERTA’ 1.927.448,91 1.976.359,70 2.009.957,81
D ROMA 2.582.284,50 2.530.638,81 2.530.638,81
D VOCE REPUBBLICANA 624.361,50 624.111,76 634.721,66
Fonte: Presidenza del Consiglio dei Ministri
Note:
– Categoria A = Contributi per Quotidiani editi da Cooperative di Giornalisti. (Art. 3 comma 2 Legge n. 250/1990)
– Categoria B = Contributi per Quotidiani editi da Imprese editrici la cui maggioranza del capitale sia detenuta da
Cooperative, Fondazioni o Enti morali. (Art. 3 comma 2 bis Legge n. 250/1990)
– Categoria C = Contributi per Testate organi di Partiti e Movimenti politici che abbiano il proprio Gruppo parlamentare
in una delle Camere o rappresentanze nel Parlamento europeo o che siano espressione di minoranze linguistiche
riconosciute, avendo almeno un rappresentante in un ramo del Parlamento italiano, ovvero che, essendo state in
possesso di tali requisiti, abbiano percepito i contributi alla data del 31.12.2005. (Art. 3 comma 10 Legge n. 250/
1990 e Art. 20 comma 3 ter D.L. n. 223/2006 convertito dalla Legge n. 248/2006)
– Categoria D = Contributi per Imprese di Quotidiani o Periodici organi di Movimenti politici, trasformatesi in
Cooperativa entro e non oltre il 1° Dicembre 2001. (Art. 153 Legge 388/2000)
– Il Campanile Nuovo nel 2006 faceva parte della categoria D

Abbiamo voluto fare un breve excursus su cinque dei quotidiani più significativi: l’Unità, l’Avvenire, Liberazione Giornale Comunista, il Manifesto e il Secolo d’Italia. Non abbiamo potuto considerare La Padania in quanto, nelle statistiche fornite dalla Federazione italiana editori giornali, i dati sulla tiratura e sulle vendite non erano presenti.

L’Unità e l’Avvenire si collocano in prima posizione, riscuotendo contributi tra i 6,2 e i 6,5 milioni di euro/anno, seguiti da Liberazione e dal Manifesto (tra i 3,7 e i 4,5 milioni di euro/anno), mentre il Secolo d’Italia si trova in fondo a tale classifica (intorno ai 3 milioni di euro/anno).

Ma interessante, non è tanto rilevare l’importo complessivo dei contributi che ciascun quotidiano percepisce, quanto piuttosto il costo che il cittadino deve sostenere per ogni singola copia di tali giornali.

Calcolando tale valore, la classifica precedente subisce un netto cambiamento e l’Avvenire e l’Unità diventano i due quotidiani che si posizionano agli ultimi posti, mentre il Secolo d’Italia si posiziona al primo posto. Al contribuente per l’anno 2008, rispetto a una copia del Secolo d’Italia, una copia dell’Avvenire costa 36 volte meno, una copia dell’Unità 9 volte meno, una copia del Manifesto 6 volte meno e una copia di Liberazione 1,7 volte in meno, come è possibile dedurre calcolando il rapporto tra contributi diretti erogati e copie vendute per ciascun quotidiano considerato.

Il fatto che ci sia questa sperequazione tra i contributi erogati ai quotidiani è determinato dal vecchio metodo di calcolo basato non sulle vendite, ma sulla tiratura delle copie. Difatti, nei tre anni considerati, su 100 copie tirate l’Avvenire ne ha vendute 65, l’Unità tra le 37 e le 46, il Manifesto tra le 28 e le 31, mentre il Secolo e Liberazione appena tra le 9 e le 18 copie.

Questa sperequazione con l’entrata in vigore del nuovo regolamento non dovrebbe esserci più (almeno speriamo!). Così, nello stesso tempo e per il bene della democrazia, tutte le opinioni avranno voce, ma riceveranno contributi in proporzione al numero dei propri sostenitori.

Sono i “numeri”, analizzati con semplici e appropriati strumenti statistici, che ci suggeriscono il modo per essere equi.

Ha collaborato alla presente analisi Marinella Ferrarotto