“Ricostituzione del partito fascista”, la Procura Militare avvia un’indagine su Vannacci
La Procura militare di Roma, guidata da Marco De Paolis, ha avviato “accertamenti preliminari” in relazione ad un esposto presentato dal Sindacato dei Militari nei confronti del generale Roberto Vannacci, presidente di Futuro nazionale, del coordinatore nazionale Massimiliano Simoni e del responsabile del programma Lorenzo Gasperini e in cui si ipotizza la ricostituzione del partito fascista con la violazione della legge Scelba. L’attività della Procura “è in ordine alla posizione di appartenenti alle Forze Armate – spiega il procuratore in una nota – all’interno della struttura organizzativa Futuro Nazionale”. Obiettivo dei pm è verificare “l’eventuale sussistenza di fatti di propria stretta competenza in relazione a persone soggette alla giurisdizione militare”.
Nei giorni scorsi il segretario del Sindacato dei Militari, Luca Marco Comellini, insieme al giurista Massimiliano Strampelli, ha depositato un esposto-denuncia alla Procura di Roma. La tesi centrale è che il movimento riproporrebbe “il nucleo dottrinale antidemocratico e il metodo di lotta” del fascismo, e i denuncianti chiedono alla magistratura di verificare se si sia superato il confine tra legittima competizione politica e reato. Secondo l’esposto, concorrerebbero a delineare questo “nucleo dottrinale” fascista la retorica della superiorità nazionale, la concezione gerarchica della società, il culto della figura del capo e la delegittimazione costante delle istituzioni di garanzia. Vengono contestati anche il ruolo attribuito ai militari nella gestione dell’ordine pubblico, con “zone rosse” senza limiti temporali e la possibilità di dare a reparti militari il potere di arrestare persone sospettate di reati, oltre ai punti definiti “non negoziabili” dal partito (famiglia naturale, identità cristiana, tutela della vita).
Ieri il Il Financial Times ha lanciato l’avviso all’indirizzo della maggioranza di governo, sulla possibile alleanza (in vista delle elezioni nel 2027, dove Vannacci sarà appunto una figura chiave) con l’estrema destra guidata da Roberto Vannacci: “Il cavallo di Troia russo mette alla prova Meloni”, ha titolato l’autorevole testata londinese. Accusa a cui Vannacci aveva risposto con ironia: “Egregio Signore, Le rispondo con mano tremante, avendo appena scoperto di essere un ‘candidato della Manciuria’ inviato dalla Federazione Russa – è l’esordio del leader di Futuro Nazionale – per lamentarmi dei prezzi insostenibili della benzina nel mio Paese, l’Italia. Si affida a testate notoriamente russofobe come l’Ecfr e l’Iai per dipingermi come un ‘Cavallo di Troia’. Onestamente, mi aspettavo di più da Lei”. Il generale è tornato sul tema sui social, con un video, in cui si legge: “Mamma li russi. Grandi titoloni sulle possibili e potenziali influenze russe sulle elezioni italiane ma, guarda caso, nessuno si preoccupa sulle attuali, e già presenti, influenze sulle elezioni italiane da parte del Financial Times e da parte di tantissime altre testate manovrate dalla finanza internazionale e dai poteri forti“, dice nell’ultimo video pubblicato su Facebook.