C’è un’unica soluzione per uscire dal berlusconismo. Per uscire dalla melma berlusconiana di questi ultimi mesi, di questi anni. L’unico modo per uscirne è quello di andare a votare. L’unico modo è quello di dimostrare definitivamente, con l’evidenza dei numeri, che la maggioranza assoluta degli italiani non vuole (più) Silvio Berlusconi a Palazzo Chigi. Solo il voto potrà azzittire le trombe della propaganda di Arcore che, nonostante l’evidenza, continuano a raccontare un consenso plebiscitario nei confronti di Re Silvio. Tutte le opposizioni dovrebbero scendere nelle piazze per chiedere di andare a votare. Tutte, e tutte insieme.

E come ha proposto Paolo Flores D’Arcais su queste pagine, tutte le opposizioni dovrebbero dare vita a un’alleanza costituente in grado di presentarsi di fronte agli italiani con una proposta di governo “risorgimentale” in grado di ricostruire il paese dalle rovine dell’antipolitica del signor B. È una questione di responsabilità. Ed è una questione di vita o di morte per la democrazia italiana. Perché l’alternativa è una sola: vedere ancora una volta la minoranza degli italiani decidere chi deve governare questo paese; vederla portare in trionfo Silvio Berlusconi e i suoi bunga bunga dentro le stanze del Quirinale. Fino al 2020.

Una grande alleanza dell’Italia che non ci sta, ecco quel che serve. E a quel punto, chi rimanesse fuori in nome delle proprie idiosincrasie storico-ideologiche si caricherebbe sulle spalle il fardello dell’atroce responsabilità di aver consentito l’apertura della fase due del berlusconismo. Ma a quel punto, non potrebbe davvero più lamentarsi.