Nome: Lorenzo. Cognome: Brunamonti. Titolo di studio: diploma in perito chimico. Filosofia di vita: “Viva la f*** e che dio la benedica”. Datore di lavoro: presidente del consiglio dei ministri. Tradotto? Dal 2008 è uno degli uomini ombra del premier Silvio Berlusconi, assistente alla sua persona, dice la busta paga. Lavora a palazzo Grazioli, a villa san Martino di Arcore e, naturalmente, alla Certosa, Porto Rotondo, Sardegna. Insomma, uno dei pochi che conosce miracoli e, soprattutto, segreti del presidente del consiglio. È così che si presenta su Facebook dove parla del capo, dei suoi trasferimenti, delle cene. A chi gli chiede di più risponde, con improbabili termini in inglese, ma più o meno intende dire che la cosa è strettamente riservata. Del presidente non parla, ma con le amiche del presidente sì, visto che Brunamonti, foto di presentazioni accanto a uno degli elicotteri di Berlusconi, ama dialogare con Iris Berardi, 19 anni da Forlì, la probabile seconda minorenne dopo Ruby, Nicole Minetti, l’igienista dentale che secondo la procura seleziona le girls presidenziali, la 32 enne da Siena Elisa Toti, altro nome che ricorre con frequenza nelle carte dell’inchiesta.

Quando l’assistente del presidente parla del suo organo sessuale lo chiama l’etrusco e, proprio la Toti, tra le altre, commenta compiaciuta. Un nomignolo, così tanto per non essere troppo boccaccesco, ma – nonostante gli sforzi – non è che gli riesca troppo bene. Come il 10 gennaio alle 10.30 quando si sente di dire alla comunità di Facebook (non ha il profilo bloccato, tutti possono sbirciarlo) di aver avuto un risveglio vigoroso: “Ammazza, ci si può appiccicare il bollino blu”. Ancora un commento di Elisa Toti.

Strano tipo Brunamonti. Che sia una presenza fissa a corte lo dimostra il fatto che gli avvocati difensori di B. Piero Longo e Niccolò Ghedini lo hanno citato come teste a difesa nel corso della loro controindagine. È uno dei primi ad essere sentiti, il 21 ottobre. Speriamo che, davanti ai giudici, non ripeta la sua filosofia di vita, non dica dei suoi weekend ad Amsterdam, “nella zona rossa”: ancora traducendo è probabile che intenda il Red Light District, il quartiere a luci rosse della città, quello delle prostitute in vetrina, per intenderci. O che non gli mostri la foto di un apparente spinello preconfezionato di cui si complimenta con i tabaccai olandesi.

Nato a Spoleto nel dicembre del 1974, Brunamonti viene assunto dal presidente del consiglio, ma non si capisce bene cosa faccia per il presidente, probabilmente una sorta di cameriere personale, ma è sicuramente congruamente retribuito visto che può permettersi auto e motocicletta Harley Davidson 883XL, colore arancio, sulla quale sfreccia sulle strade sarde e nelle notti romane, almeno quando non lavora, e soprattutto ha una certa intimità con Berlusconi, come dimostra la necessità di ascoltarlo come testimone della difesa sulle feste di Arcore.

Per il momento il ragazzo (a proposito, volete sapere la sua trasmissione preferita? Colpo grosso, ovviamente) pare ben istruito. E’ stato ascoltato dagli avvocati del presidente e ha ripetuto una filastrocca che ormai conosciamo tutti abbastanza bene. Cene sì, ragazze sì, Emilio Fede anche, forse Ruby e le gemelle De Vivo, “una certa Maristelle” (sua amica su facebook da metà settembre) ma niente bunga bunga. “Cene normali, come tutti sanno il presidente Berlusconi è molto cordiale con i suoi ospiti. Riunioni nella discoteca di Arcore nel dopo cena? Sì, partecipavo anche io. Ragazze mezze spogliate? No, mai. Sesso tra gli ospiti, etero o omosessuale? No. Drink? Sì, champagne e gin tonic”.

Questo le dichiarazioni che Brunamonti ha reso senza addentrarsi in particolari. Il fatto è che era come essere in famiglia. Essendo l’ombra del presidente conosce bene sia l’avvocato Ghedini che l’avvocato Longo. O almeno – e questo si riscontra facilmente anche su Facebook – ha un rapporto molto intimo con la dattilografa che verbalizza le sue dichiarazioni, Federica Seregni, romana, classe 1969. Su Facebook i due si lasciano messaggi del tipo, “a Lorè”, dice lei, “come sei mieloso ultimamente”. “Etrusco (il suo organo sessuale, appunto) in love”. “Preferisco quello trombatore”, risponde la dattilografa dello studio legale del premier. E qui è meglio fermarsi perché se Ghedini e Grosso avessero avuto contatti con il teste prima della deposizione (e non spetta a noi stabilirlo) la sua versione dei fatti diventerebbe carta straccia.

Altro punto sul quale gli addetti alla sicurezza del presidente dovrebbero riflettere è la riservatezza di Brunamonti. Qualcosa che nel paese delle auto blu e delle scorte suona già strano e sarebbe inverosimile in qualunque altro. L’assistente del premier intrattiene le ragazze, è vero, con i racconti di cene e degli ospiti “importanti”, non aggiunge altro. Anzi, un giorno lui racconta di una cena ad Arcore dove ha fatto una gaffe: “Parlando con persone molto importanti ho parlato del mio albero ginecologico e tutti si sono messi a ridere. Che figuraccia”. Ma chi erano questi ospiti risponde un’amica: “No, questo lo sapete non posso dirlo”. Bene, integerrimo. Ma è in altri frangenti che sbaglia. Per ogni spostamento col premier Brunamonti fa sapere la destinazione. “@Brianza”, “@Porto Rotondo”, “rientro a Roma”. Insomma, chiunque voglia conoscere l’agenda del premier non fa fatica: basta aprire il profilo di Lorenzo Brunamonti, lui vi dirà tutto. Non avrà visto cosa succedeva nella discoteca di Arcore, ma per il resto è uno degli uomini più informati.

di Emiliano Liuzzi