Una nuova legge ad personam, per salvare il Cavaliere dallo scandalo Ruby. Come anticipato sabato scorso dal Fatto Quotidiano e sottolineato oggi da Repubblica, il Pdl aveva cercato di approvare un emendamento (non confermato), presentato del senatore Roberto Centaro per trasferire i reati di pedopornografia e prostituzione dalla competenza delle grandi alle piccole procure. Un atto che che avrebbe avuto l’effetto di bloccare le inchieste guidate da Ilda Boccassini, a capo della direzione distrettuale antimafia di Milano.

L’emendamento viene presentato da Centaro nell’ottobre 2010 durante la ratifica per l’Italia della Convenzione di Lanzarote per la protezione dei minori contro lo sfruttamento e l’abuso sessuale, nei giorni in cui gli avvocati del premier hanno appreso dell’inchiesta in corso su Ruby. Ma viene bloccato alla Camera.

Il tentativo è del 13 ottobre 2010: tredici giorni prima del 26 ottobre, quando il caso Ruby viene per la prima volta raccontato sul Fatto Quotidiano; ma sette giorni dopo quel 6 ottobre in cui – secondo le telefonate intercettate del “fidanzato” di Ruby, Luca Risso – era già pienamente in moto la macchina per tentare di attutire, ingarbugliare e azzerare le indagini segrete della Procura di Milano, in corso già da alcuni mesi. Fatto è che il 13 ottobre la proposta Centaro passa al Senato.

Ma a metà del percorso il Pd e i futuristi si accorgono del colpo di mano. A metà dicembre un emendamento firmato dalla democratica Donatella Ferranti e dalla relatrice finiana Angela Napoli rimette le cose a posto. La legge salta. Intanto l’inchiesta Ruby va avanti. Ad agosto la minorenne viene interrogata dai procuratori di Milano. Pochi giorni dopo, come si evince dagli sms inviati e dalle intercettazioni, Karima comincia l’azione di pressing sulla Minetti e sul ragionier Spinelli, per ottenere denaro dal premier. Dal 6 ottobre però tutto cambia. Non sarà più Ruby a cercare disperatamente Berlusconi, ma il contrario. Dalle intercettazione sembra che gli uomini del premier cerchino, in ogni modo, di sapere cosa ha detto la minorenne alla procura milanese. Il tentativo va in porto, la ragazza rivela il contenuto dell’interrogatorio segretato. Pochi giorni dopo, il 13 ottobre la legge ad personam fa il balzo avanti in Senato.

A Ruby vengono offerti grandi somme di denaro. Di questo c’è traccia in diverse chiamate. Il 27 ottobre la legge che modifica la competenza sulla prostituzione passa al Senato, e Ruby chiama nuovamente Spinelli per avere altri soldi. Il giorno dopo la ragazza cambia cellulare e racconta che Berlusconi l’ha chiamata per dirle “Ruby ti do quanti soldi vuoi, ti pago, ti metto tutta in oro, ma l’importante è che nascondi il tutto, non dire niente a nessuno”. Centaro, comunque  non cambia idea: “Le procure sono oberate di mille compiti e li trascurano. Chiederò di ascoltarli, se sbaglio cambierò idea, altrimenti riproporrò pari pari l’emendamento”.

A correre in soccorso (momentaneo) del premier potrebbe essere “un rebus giuridico”. Così lo definisce il Corriere della Sera in un articolo in cui descrive gli scenari possibili del processo al presidente de Consiglio. “Si può chiedere il processo immediato a Silvio Berlusconi per le imputazioni di concussione e prostituzione minorile?” Il dubbio non investe questioni di merito, scrive il giornale di via Solferino, e nemmeno la debole pretesa di farsi inquisire dal Tribunale dei Ministri anziché dai pm milanesi, ma un problema di procedura giuridica che non trova precedenti di Cassazione. E cioè la possibilità di chiedere il rito immediato per due reati connessi nel caso in cui un reato lo consenta o l’altro no. Uno dei due reati contestati al premier, e cioè la prostituzione minorile, essendo sotto i 4 anni di pena, è un reato a citazione diretta, per il quale cioè è il pm a mandare direttamente a giudizio in tribunale l’indagato. E per i reati a citazione diretta non è consentito il ricorso al giudizio immediato.

E’ lo stesso giornale di via Solferino, tuttavia, a sottolineare come nei tribunali “di ogni giorno” sia frequente assistere a giudizi immediati per reati connessi anche nel caso di fattispecie che alla lettera  non lo consentirebbero. Basti pensare ai ai rapinatori di banca con un coltellino che ogni giorno vanno in ‘rito immediato’, benché il delitto di rapina sia ‘Immediato’, ma la contravvenzione della detenzione e del porto del coltellino no.