Sullo scandalo dei festini ad Arcore interviene indirettamente pure il Papa. Che parla di “indebolimento dei principi etici” e invita le istituzioni pubbliche a “ritrovare le radici morali”. E intanto il presidente della Conferenza episcopale, cardinale Angelo Bagnasco, annuncia che il consiglio permanente della Cei affronterà la vicenda Ruby.

Benedetto XVI ha denunciato il “senso di insicurezza” dovuto in primo luogo alla “precarietà sociale ed economica”, che però è “acuita anche da un certo indebolimento della percezione dei principi etici su cui si fonda il diritto e degli atteggiamenti morali personali, che a quegli ordinamenti sempre danno forza”. Lo ha detto nell’udienza ai funzionari e dirigenti della Questura di Roma. “Il nostro mondo, con tutte le sue nuove speranze e possibilità, – ha proseguito il Papa – è attraversato, al tempo stesso, dall’impressione che il consenso morale venga meno e che, di conseguenza, le strutture alla base della convivenza non riescano più a funzionare in modo pieno. Si affaccia pertanto in molti la tentazione di pensare che le forze mobilitate per la difesa della società civile siano alla fine destinate all’insuccesso. Di fronte a questa tentazione, noi, in modo particolare, che siamo cristiani, abbiamo la responsabilità di ritrovare una nuova risolutezza nel professare la fede e nel compiere il bene, per continuare con coraggio ad essere vicini agli uomini nelle loro gioie e sofferenze, nelle ore felici come in quelle buie dell’esistenza terrena”. Quindi il monito del Papa: ”La società e lei stituzioni pubbliche ritrovino la loro anima, le loro radici spirituali e morali, per dare nuova consistenza ai valori etici e giuridici di riferimento e quindi all’azione pratica”.

Intanto in mattinata il cardinal Bagnasco ha annunciato che lunedì prossimo al consiglio permanente della Cei si parlerà della vicenda Ruby.