Società | di Elena Rosselli | 19 gennaio 2011
La Réclame, l’uso distorto del corpo delle donne negli spot. A partire da Toscani
Una delle pubblicità analizzate da "La Réclame", il nuovo format al femminile di Non Chiederci La Parola
L’ultimo lavoro di Cristina e delle sue collaboratrici ha preso di mira (definendolo “una caduta di stile”) il calendario che Oliviero Toscani ha realizzato per ”Vera pelle italiana conciata al vegetale”, un Consorzio che “raggruppa concerie pisane che producono pellami conciati con sostanze derivate da piante e cortecce”. Questa volta la “pelle” è il pube femminile: “Qui si mostra l’essenziale e non quello che si vede nei soliti volgari calendari delle pin up – ha commentato il fotografo – mostrano tutto, meno che quello. Un disvelamento al contrario. Queste dodici, magnifiche “tarte au poil” senza età, sono autentiche”. Oliviero Toscani ha rivendicato il suo lavoro come “strumento di denuncia”, ma il collettivo artistico per la creazione di video al femminile guidato da Cristina Tagliabue – giornalista e scrittrice – e Anna Maria Aloe – manager e ingegnere atipico – ritiene che questo ultimo lavoro del fotografo rappresenti appunto “una caduta di stile”.
L’analisi de “La Réclame” è molto didascalica e rifugge da ogni giudizio morale. “Non ci interessa dare un’opinione – spiega Tagliabue -. Vogliamo dare una chiave di lettura a chiunque si trovi a guardare per strada un cartellone pubblicitario contenente un’immagine femminile distorta. L’assurdità del messaggio viene fuori da sola, semplicemente scomponendo gli elementi del messaggio pubblicitario”. “Insistiamo anche sulla responsabilità di chi realizza questi lavori – prosegue la scrittrice e autrice video -. Un giornalista deve firmare quello che scrive. Stessa cosa devono fare i “creativi” che realizzano – con lauti guadagni – le pubblicità che vediamo ogni giorno”.
La Rèclame, che nella sua edizione settimanale sarà presto disponibile anche su YouTube, è un progetto partecipato di arte pubblica e creative commons: molte delle pubblicità recensite dal collettivo vengono, infatti, segnalate da utenti internet, da associazioni e dal passaparola attraverso la mail info@nonchiedercilaparola.com.





