“La mia villa sul mare è un esempio di legalità”, aveva detto Raffaele Lombardo in merito all’abitazione di sua proprietà e poi donata alla moglie, Rina Grosso. Ma la Procura di Modica ha smentito il presidente regionale e ha disposto il sequestro dell’abitazione a Ispica, nel ragusano, per abuso edilizio. I sigilli sono stati posti su disposizione del procuratore capo Francesco Puleio. Contro la decisione è già stato presentato un ricorco davanti al tribunale del riesame. I legali del governatore siciliano sostengono che “tutti i permessi sono in regola” e minimizzano: “L’indagine interviene in un territorio devastato da gravi fenomeni di abusivismo”.

Quella che appare come una colata di cemento a dieci metri dal mare è in piena area protetta e archeologica. La villetta del presidente della regione siciliana Raffaele Lombardo, intestata alla moglie Rina Grosso, è stata appena sequestrata dalla procura di Modica perché si ipotizza sia abusiva. Una zona un tempo incontaminata, sospesa tra aree umide, cicogne e papiri, già oggetto delle proteste di Legambiente che nel rapporto Goletta Verde del 2008 ricostruiva tutta la vicenda. A partire dal primo sequestro delle fondamenta avvenuto nel 2004, con una promessa sulla stampa non mantenuta: Raffaele Lombardo aveva assicurato la demolizione e il ripristino dei luoghi.

Raffaele Lombardo ha intestato tutto alla moglie e i lavori sono ripresi con una Dia (denuncia inizio attività), nella quale un professionista si è assunto ogni responsabilità attestando la conformità urbanistica di tutta la costruzione. Peccato che catastalmente risulti “pascolo” e “vigneto”.

“Tutto regolare”, secondo i legali del presidente autonomista che hanno diramato un comunicato stampa in difesa del governatore e della moglie intestataria della casa sequestrata. Un documento di poche righe che porta la firma dello studio “Scuderi – Motta”, di cui è fondatore l’avvocato Andrea Scuderi, già candidato presidente della provincia di Catania per il centro sinistra, in collaborazione con numerosi professionisti, tra i quali spicca il nipote di Scuderi: Giuseppe Berretta, capolista del Pd alle ultime politiche. Insomma, il sostegno del partito democratico al presidente della regione siciliana rischia di apparire trasversale: dagli assessorati palermitani alle faccende di famiglia, cemento probabilmente “abusivo” compreso.