E’ tutto pronto a Milano per il trasloco della Regione Lombardia. A partire da metà ottobre, il nuovo grattacielo più alto d’Italia, già scherzosamente chiamato “il Formigone”, aprirà le porte ai dipendenti degli assessorati alla Sanità e all’Istruzione e Lavoro, e nel 2011 sarà inaugurato in pompa magna dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Costato 200 milioni più di quanto dichiarato ufficialmente. Uno spreco, anche considerato che resteranno liberiliberi 40mila metri quadri di uffici oggi occupati dai dipendenti della Regione in vari palazzi in città.

La querelle estiva tra Giulio Tremonti e Roberto Formigoni, con il ministro dell’Economia che accusava il governatore lombardo di aver speso troppo, è lontana; ma rimane il dubbio sollevato da Tremonti: la nuova sede è davvero necessaria? Per il presidente Formigoni sì, è un’opera fondamentale “perché ci permette di risparmiare rispetto a quello che sono gli affitti”. Ma i bilanci e l’opposizione in consiglio regionale, già dal 2003, raccontano un’altra versione.

A partire dal costo: 400,4 milioni di euro in conto capitale, cioè risorse proprie della Regione, dichiara la giunta. In dettaglio, per la costruzione e gli allacciamenti sono stati spesi 263,3 milioni di euro e 78 per oneri e urbanizzazione e acquisto dell’area. Eppure nel comunicato stampa del 30 aprile 2004, all’indomani della scelta del progetto, Regione Lombardia dichiarava 175 milioni. Perchè una crescita di 88 milioni? “Probabilmente era una stima iniziale”, risponde l’ufficio stampa del Pirellone. Ma analizzando i bilanci annuali di Regione Lombardia sotto la voce “spese per acquisto beni immobili e attività connesse all’acquisizione della nuova sede”, si scopre il valore reale dell’opera. Nel 2003 vengono accantonati più di 35 milioni di euro, 56 per il 2004, quasi il doppio nel 2005 con 105 milioni. E si continua fino a 161 milioni del 2009.

Il costo totale si scopre solo con l’ultimo bilancio del 2010: il conto finale sfiora i 610 milioni di euro, soldi negli anni sottratti ad altri capitoli di spesa come sanità, istruzione, edilizia popolare. Di questi soldi, 182 milioni sono stati usati per acquistare il polo Taramelli-Rosellini-Pola dove spostare provvisoriamente gli assessorati durante la ristrutturazione del grattacielo Pirelli.

“Colpisce la mancanza di trasparenza nelle procedure e voci di spesa”, commenta Marcello Saponaro, ex consigliere regionale dei Verdi, “che fa diventare un terno al lotto perfino sapere il costo finale del nuovo Pirellone”. Anche per gli affitti i conti non tornano: 25 milioni di euro risparmiati con l’accorpamento nella nuova sede è la stima della Regione, ma dal rendiconto 2009 risultano pagati “solo” 13 milioni di euro per affitto dei locali della Giunta. A questi sono da aggiungere i canoni per le altre società regionali: Ersaf, Navigli Lombardi, Iref, Ilspa, Irer, Cestec, Finlombarda, Arpa, Lombardia Informatica, oltre che quello della sede del Consiglio regionale. L’ufficio stampa della Giunta però non rilascia informazioni su dove trovare queste spese in bilancio, né informa sui metri quadri occupati dalle varie società. Anzi, aggiunge la beffa: “Se riesci a trovare queste voci in bilancio sei bravo”.

Al di là dei costi, la domanda centrale resta: perchè una nuova sede per un ente che si vanta di avere solo tremila dipendenti? Tutto è iniziato nel 2002 con l’incidente dell’aereo che si è schiantato sul Pirellone. I successivi lavori di ristrutturazione hanno portato al trasferimento di alcuni assessorati della Giunta regionale nel polo di Taramelli-Rossellini-Pola. Con il trasloco si fa avanti l’idea di Formigoni di costruire un nuovo Pirellone. Nel 2008 si apre il cantiere per un grattacielo di 161 metri, costruito dal consorzio Torre dei colossi Techint, Sirti e Cmb Costruzioni. E Impregilo, tristemente famosa per l’inceneritore di Acerra in Campania e l’ospedale San Salvatore de L’Aquila, inagibile al 90 per cento dopo la scossa che ha devastato l’Abruzzo.

A gennaio 2009 un passo falso: la Procura di Milano apre un’inchiesta per presunte tangenti. Il costo dell’appalto del nuovo palazzo della Regione è stato “ampliato a dismisura rispetto ai costi iniziali”, secondo l’accusa. Grazie a una strategia concertata da Infrastrutture lombarde spa, holding di Regione Lombardia e stazione appaltante, con il coinvolgimento dei dirigenti del consorzio Torre. Indagine però morta sul nascere e archiviata a dicembre. Oggi con l’apertura del nuovo grattacielo, chiamato “l’Altra sede”, si libereranno molti uffici nelle sedi di via Pola, Taramelli e Rossellini. Anche il grattacielo Pirelli scenderà da 1200 a 800 dipendenti. La stessa Giunta infatti, con la delibera 8777 del 22 dicembre 2008, si chiede come impiegare gli spazi vuoti. Spunta la “possibilità di utilizzo di altri soggetti del Sistema come Aler di Milano”. Perchè nonostante la riorganizzazione di tutti gli uffici milanesi di Regione Lombardia (e società controllate), resteranno vuoti ben 40 mila metri quadri. Diecimila in più di quelli disponibili per gli uffici nel nuovo grattacielo di Formigoni.