Domenica 19 settembre 2010: in una assolata giornata settembrina, a Trapani, durante una manifestazione ippica si profila all’orizzonte un uomo: Francesco Cardella. Per i non patiti di vicende giudiziarie il dott. Cardella è l’ex guru della comunità terapeutica saman, cofondata insieme a Mauro Rostagno e alla di lui compagna Elisabetta Roveri. Essendo un personaggio sopra le righe e non bastandogli, evidentemente, l’atto del “fondare” ha pensato bene di avviare anche la pratica dell’affondamento, della sua creatura, volendosi arricchire indebitamente e intascandosi soldi non propriamente suoi. Il risultato finale conta circa sei anni da scontare nelle patrie galere. Cardella è un buontempone e, fedele a questo status, ha fatto due cose mirate: è diventato diplomatico di una repubblica bananiera (Nicaragua) e ha contestualmente fatto domanda di grazia. E’ possibile che conti, nell’attuale governo, amici cari se la domanda di grazia non è stata corredata da uno “straccio di tentativo” di risarcire le parti lese che, giusto per la cronaca, sono la comunità Saman e il Comune di Trapani.

Così ho passato una piacevole mattinata al Comissariato di zona di Sesto San Giovanni a spiegare perché Saman non abbia nessuna intenzione di perdonare giudizialmente il pregiudicato Cardella. Perché, al di là dei quattro milioni di euro che la Cassazione ha stabilito essere il danno subito, saman non intende soggiacere all’arroganza di un uomo che non ti chiede nemmeno scusa dopo averti dato uno pugno sul grugno. Analogo ragionamento deve averlo fatto il Comune di Trapani negandogli l’agognato perdono. Ora, se la veda Alfano, ed in seguito Napolitano, ma se si vuole aggiungere una ulteriore nefandezza in questo paese di impuniti gli si dia la grazia.

Tanto più che ha 70 anni e in galera non ci va; tanto più che è diplomatico apparentemente non sgradito a questo e al precedente governo. Tanto più che incurante delle ipoteche che sono state iscritte sul suo unico bene immobiliare italiano ha pensato bene di blindare il suo patrimonio in un Trust rendendo così ulteriormente difficili e costose le azioni legali intraprese per vedere parzialmente soddisfatte le proprie ragioni.

Insomma un personaggio in linea con questi tempi grami, capace, un domani, di dire che è anche lui vittima di una magistratura abietta e di sinistra e che è stato punito solamente perché amico di Bettino Craxi. Anche le parti offese, forse, è il caso che inizino a dire di essere vittime di qualche cosa; che ne so…del momento storico, del fatto che siamo in Italia, del piove governo ladro, e sono sempre i soliti ad avere l’ombrello.