Natale Vona, un pastore della chiesa evangelica è stato arrestato dai Carabinieri di Desio, in provincia di Milano, con l’accusa di usura ed estorsione. L’arresto è avvenuto in flagranza. Quando la vittima, un disoccupato di Bologna, gli ha consegnato il denaro, il religioso è stato bloccato dai carabinieri. A fare scattare la segnalazione alle forze dell’ordine è stata l’associazione Sos racket e usura guidata da Frediano Manzi che ha convinto la vittima a sporgere denuncia. La storia comincia tre anni fa, quando Gabriele, la vittima, fa un investimento di 12500 euro. Secondo le previsioni dell’istituto finanziario nel giro di pochi mesi la somma versata gli avrebbe reso nove volte tanto. Ma le cose vanno diversamente e dopo un anno e mezzo dall’operazione che doveva cambiargli la vita, continua a non vedere un quattrino.

I guai non vengono mai soli e mentre Gabriele attende sempre meno fiducioso il denaro, perde anche il posto di lavoro in banca e poco dopo, da disoccupato, si ritrova la casa sotto sfratto. Continua a telefonare ai promoters della società cui aveva affidato i propri risparmi che, fra rimandi e assicurazioni, lo invitano a Milano negli uffici di un’altra società finanziaria. E’ in quel momento che conosce Natale Vona, il religioso che di mestiere fa l’usuraio. “Ero disperato, avevo bisogno di soldi – dice Gabriele al fattoquotidiano.it – e siccome mi avevano assicurato che l’operazione si sarebbe conclusa entro brevissimo tempo, ho deciso di farmi prestare quel denaro”.

Comincia la spirale dell’usura. Gabriele si fa dare 5000 euro, ma firma a padre Natale un assegno di 7000, mesi dopo un’altro di 9000 e così via. Dopo un’altro anno la cifra che la vittima deve all’usuraio lievita fino a 16mila euro e dei soldi del famoso investimento neanche l’ombra. A quel punto cominciano le minacce, si fa vivo lo strozzino con la tonaca che gli intima di pagare, “Altrimenti veniamo a Bologna a prendere i nostri soldi”. Capisce finalmente che dietro al pastore c’è un’organizzazione criminale di cui Natale forse è solo l’ultimo anello della catena. Continua a sperare di ricevere il denaro che aveva investito, ma niente. A maggio 2010 scopre su Internet il sito dell’associazione Sos racket e usura e conosce Frediano Manzi che, dopo due incontri e decine di telefonate, lo convince a denunciare tutto. Non è una decisione facile perché, da ex bancario, sa bene che aver emesso un assegno a vuoto per 16mila euro, vuole dire non trovare più lavoro in nessuna banca. Nel frattempo le minacce si fanno più insistenti. Viene anche contattato dal fratello del religioso, Salvatore Vona che gli dice che lui è già stato all’Asinara e che se non paga non ha nessun problema a tornarci.

Alla fine però si rivolge ai carabinieri che organizzano l’operazione. Gabriele prende appuntamento con il pastore, ci va con una busta piena di carta e nel momento della consegna i militari lo arrestano e lo portano nella caserma di Desio con l’accusa di usura ed estorsione. “Dopo un anno di minacce finalmente la vittima ha trovato il coraggio di denunciare tutto – ha commentato il presidente dell’associazione antiracket – ma la piaga dell’usura, l’omertà e l’indifferenza della gente sono in continua crescita”. Cesano Maderno, Desio e tutto l’hinterland milanese sono sempre più inquinati dalla criminalità organizzata e nonostante il lavoro di quelli che combattono il racket, sono in diminuzione le persone e gli imprenditori che denunciano il pizzo, le estorsioni e le minacce. Anche perché, conclude Manzi “le associazioni come la mia vengono lasciate morire dalla politica e dalle istituzioni”. Con tanti ringraziamenti di quelle persone, magari insospettabili come Vona, che arricchiscono loro stessi e le consorterie criminali sulle spalle dei più deboli.