Un paio d’ore di ritardo all’arrivo. Ma lo show non è stato rimandato. Il leader libico Muhammar Gheddafi è atterrato nel primo pomeriggio a Roma accompagnato, come di consueto, da due “amazzoni” in tuta mimetica che lo scortano in ogni suo spostamento. Ad attenderlo in fondo alla scaletta sulla pista dell’aeroporto militare di Ciampino il ministro degli Esteri, Franco Frattini, e un picchetto d’onore dell’Aeronautica militare.

Circa 200 ragazze, reclutate dall’agenzia Hostessweb, hanno atteso il suo arrivo all’Accademia libica, vicino alla residenza dell’ambasciatore della Libia dove il leader della Rivoluzione alloggerà con la sua inseparabile tenda durante la permanenza a Roma. Eleganti, multietniche, alcune vestite anche con il velo islamico, le 200 hostess si sono raggruppate all’Accademia libica intorno alle 12.30. Grande riserbo sul programma a loro assegnato in vista dell’arrivo di Gheddafi. “Ci hanno dato pochissime istruzioni” ha ammesso una delle ragazze, mentre nessuna informazione è trapelata dalle coordinatrice dell’agenzia di hostess. Una parte delle ragazze ha però raccontato di essere già stata nella residenza dell’ambasciatore libico per incontrare il colonnello, quando nel novembre scorso Gheddafi, per due serate consecutive, ospitò circa 150 ragazze della medesima agenzia. Alcune invece hanno precisato che per loro si tratta dell’’esordio davanti al leader libico. Tutte, comunque, sono arrivate indossando vestiti eleganti e non troppo scollati. Tra di loro anche alcune ragazze di colore e mediorientali.

Ma c’è un piccolo giallo che riguarda due di queste ragazze, che hanno lasciato l’Accademia libica a Roma prima dell’inizio dell’evento, apparendo arrabbiate e deluse. Ai giornalisti assiepati fuori del cancello non hanno voluto spiegare il motivo, giustificandosi con un “noi non siamo nessuno”. E alla domanda se fosse stata una “brutta esperienza”, hanno risposto: “Lasciamo perdere”. Le due ragazze hanno lasciato rapidamente l’edificio coprendosi il volto dalle telecamere con il passaporto. La tensione nel gruppo era già emersa prima dell’ingresso in accademia, quando alcune hostess e un coordinatore avevano avuto un acceso diverbio.