Ogni settimana ricevo convocazioni nell’ufficio del Procuratore generale per firmare delle dichiarazioni su quasi tutti i miei articoli. La prima domanda che mi rivolgono è sempre la stessa: come e dove ha ottenuto queste informazioni?” (Anna Politkovskaja).

MENGELE

Lo scorso aprile è stata approvata dalla Duma una modifica di legge che consente la sperimentazione farmacologica su pazienti incapaci di intendere e volere anche senza il loro consenso. In pratica, è stata tagliata completamente la parte in cui si rendeva obbligatorio il permesso scritto della persona malata o del suo tutore. “La norma si riferisce soltanto a quei casi in cui non sia possibile trovare dei volontari”, ha specificato l’autore della modifica, il liberaldemocratico Valerij Seleznev. (da “Novaja gazeta” che ha parlato esplicitamente di metodo Mengele, l’angelo della morte dei lager nazisti. http://www.novayagazeta.ru/data/2010/071/18.html).

RITORNO

Si chiama “Ritorno” ed è un’associazione per il sostegno della tradizione storica che lavora a stretto contatto con il partito di Putin, “Russia unita”. Insieme hanno firmato un accordo per il ripristino delle antiche toponomastiche in città, strade, stazioni del territorio russo. Al primo tentativo, però, sono incappati subito in un intoppo. La decisione di cambiare il nome della regione di Sverdlovsk (“troppo odiato il nome del leader comunista”, è la giustificazione) in quella di Ekaterinburg, capitale dell’area, non è piaciuta a tutti. “Ma quale ripristino – ha tuonato il deputato Evghenij Artjukh – una regione di Ekaterinburg non è mai esistita tanto che una volta quest’area si chiamava governatorato di Perm”. “E’ soltanto uno spreco di denaro pubblico”, ha chiosato il deputato comunista Gheorghij Perskij. (Kommersant,

MIRAGGI

Una stagione estiva molto calda, quella che sta attraversando Mosca e la Russia tutta, con picchi di calore che arrivano fino a 38 gradi. Non viene risparmiata neppure l’area del nord est dove, tra un uragano e una grandinata, la colonnina di mercurio non accenna a scendere. Le autorità di Mosca hanno provveduto a rassicurare la cittadinanza sull’effetto “allargamento dei ponti”, dovuto alla gran calura perché sono costruiti con speciali materiali deformanti adatti a sopportare alte temperature. (Novaja gazeta).

QUELLO BUONO

Il vulcanico presidente ceceno Ramzan Kadyrov, fedelissimo del Cremlino, da un po’ di tempo mostra un aspetto inconsueto della sua personalità. Kadyrov, nemico giurato della giornalista Anna Politkovskaja uccisa a Mosca nel 2007 in un agguato, considerato “persona non grata” da quasi tutti i paesi dell’Unione europea, proprietario di un personalissimo zoo con animali esotici e noto per la sua mano pesante contro i ribelli ceceni, da alcuni giorni ha aperto un blog (“ja-kadyrov” sulla piattaforma più nota in Russia, “Zhivoj zhurnal”), in cui si definisce “persona affabile, aperta e sincera”, ha lanciato un appello ai combattenti ceceni ancora latitanti, invitandoli al ritorno a casa e “a una vita di pace” (“tanto ormai siete rimasti meno di un centinaio”, ha sottolineato) e ha persino invitato ad un incontro i membri dell’associazione per i diritti umani, “Memorial”, quella in cui militava Natal’ja Estemirova, l’attivista e giornalista uccisa due anni fa per il suo impegno contro la guerra. “Non riesco a capire questo cambiamento a 360 gradi di Kadyrov – ha detto Oleg Orlov, presidente di Memorial – fino a ieri ci definiva come nemici del popolo e oggi ci invita al dialogo. Noi, comunque, siamo pronti”. (Interfax) Gazeta

IL BUCO NERO DELLA RUSSIA

La Russia è il paese che ospita la metà di tutti i militanti neonazisti presenti nel resto del mondo. La rivelazione è il frutto di una ricerca dell’Ufficio di Mosca per i diritti dell’uomo ed è stata rilanciata, recentemente, dal giornale tedesco Der Tagesspiegel. Degli oltre 50mila militanti neonazisti censiti dalle autorità su tutto il territorio russo, 15mila imperversano nella città di S.Pietroburgo. Più modesta, invece, la presenza a Mosca: “soltanto” 2500, pare a causa di maggiori controlli esistenti nella capitale. Il loro slogan più gettonato, “La Russia ai russi”, piace comunque al 53% della popolazione. (Slavjanskij sojuz, sito di estrema destra).

PASSAPORTI ABKHAZI

La prima tranche di passaporti per i cittadini della neonata repubblica di Abkhazia è arrivata direttamente dalla Russia. Proprio l’ingombrante vicino del piccolo Stato strappato due anni fa alla Georgia si è premurato di stampare e distribuire i documenti per l’espatrio dei cittadini abkhazi con un attenzione particolare per gli studenti e coloro che devono farsi curare all’estero. (Interfax).

MORTE DI UNO STALINISTA

La morte del comunista cileno Luis Corvalan, deceduto il 21 luglio a 94 anni, non è passata inosservata in Russia. A ricordarlo è stato Vladimir Bukovskij, il dissidente sovietico che fu al centro di un clamoroso scambio proprio con il leader comunista durante la dittatura cilena di Pinochet. “Era un idealista, uno stalinista convinto – secondo Bukovskij – quel tipo di persona che in Russia era molto diffuso e che conosciamo bene. Non è mai cambiato e fino all’ultimo era convinto che il comunismo, prima o poi, sarebbe tornato”. Bukovskij ha anche aggiunto di non avere mai incontrato Corvalan, “neppure al momento dello scambio”. (Ria novosti).

 BOLLETTINO NERO

Sono state circa 167 le persone aggredite in territorio russo per motivi razziali nella prima metà del 2010. Di questi, 19 sono gli omicidi. Nello stesso periodo dell’anno 2009 i morti erano stati 52 e i feriti 242. La maggior parte delle aggressioni, quasi sempre compiute da gruppi di ispirazione neonazista, avvengono nelle regioni di Mosca e S.Pietroburgo. Al primo posto, tra le vittime, sono da sempre gli immigrati dell’Asia centrale (un tempo, facenti parte dell’Unione sovietica) e quelli del Caucaso. Negli ultimi tempi sono aumentati gli agguati ai danni dei cosiddetti “informali”, giovani militanti di gruppi antifascisti o delle aree antagoniste e alternative. Tra gli omicidi “eccellenti”, per i quali le indagini sono orientate verso gli ambienti dell’ultradestra, c’è da ricordare quello del giudice Eduard Chuvashov che indagava sul gruppo nazista dei “Lupi bianchi”. (Sova-center, associazione per i diritti umani).