Djokovic cinico e spietato, Sinner sprecone | Il commento
Un match durissimo, combattuto, agonisticamente valido ma che alla fine ha preso una piega surreale. E non perché abbia vinto Djokovic – è il tennista più titolato della storia, ci mancherebbe – ma per come è maturata la vittoria. Partiamo da una statistica base: Sinner ha vinto più punti di Djokovic. 152 contro 140. Dodici in più, nemmeno pochi. E già di per sé è un dato sorprendente. Se a ciò aggiungiamo che Djokovic ha sfruttato tre delle otto palle break avute, mentre Sinner solo due su diciotto, è facile intuire che per l’altoatesino è una vera e propria beffa. Anche perché Djokovic aveva salvato più palle break solo contro Andy Murray in semifinale nel 2012 in una singola partita dell’Australian Open.
Sinner ha vinto il primo set, ha avuto un passaggio a vuoto nel secondo, ma è tornato sopra nel terzo. Quando il match sembrava essersi incanalato dalla parte giusta per l’italiano, Djokovic ha notevolmente alzato la qualità dei propri colpi, soprattutto nei momenti decisivi. Colpa anche di un Sinner prima frettoloso, poi molto nervoso e impreciso. Strano per chi come lui ha fatto della freddezza e il cinismo la propria forza.
Fino al quinto e incredibile set: qui Sinner ha avuto otto palle break totali (due consecutive nel secondo gioco, altre due consecutive più un’altra ai vantaggi nel quarto game e ben tre consecutive nell’ottavo game, subito dopo il break di Djokovic). Ne ha sfruttate zero. Djokovic, al contrario, ha sfruttato l’unica avuta nel settimo game, nell’unico passaggio a vuoto al servizio. Sinner ha perso con il 75% di prime palle in campo e l’80% di punti vinti con la prima, oltre a 24 ace. Dati ottimi al servizio, suo colpo migliore oggi.
L’altra faccia della medaglia sono i 42 errori non forzati, troppi per i suoi standard. Una sconfitta che lascia l’amaro in bocca all’altoatesino, che dopo due finali consecutive in Australia cede in semifinale a Djokovic. Il serbo adesso ha una grandissima chance per il 25esimo slam, ma di fronte ci sarà Carlos Alcaraz, reduce da una vittoria ancora più faticosa contro Alexander Zverev.