Il primo nemico per chi ha denunciato Fausto Brizzi è il tempo. Due dei tre esposti presentati alla Procura di Roma contro il regista, infatti, rischiano di essere, come si dice in gergo, fuori termine. Ossia raccontano fatti che sarebbero avvenuti, a detta delle stesse esponenti, più di sei mesi fa. Sarebbe quindi scaduto il termine massimo per presentare denuncia per violenza sessuale. È questa la prima verifica che stanno facendo gli investigatori dopo l’apertura del fascicolo, nel quale Brizzi non risulta indagato. Ossia stanno cercando di capire se è possibile procedere.

Il ciclone che ha coinvolto Brizzi è scoppiato nell’ottobre del 2017 – sull’onda della vicenda del produttore Harvey Weinstein, che ha scatenato il movimento #meetoo –, quando l’ex Iena Dino Giarrusso (ora candidato M5S) ha raccolto le testimonianze di alcune ragazze che raccontavano di presunti abusi. Nella maggior parte dei casi, i volti delle giovani erano coperti e le voci camuffate, ma le storie di cui parlavano avevano dei tratti in comune compresa l’esistenza di una casa con una jacuzzi piazzata nel salotto.

Inizialmente il nome di Brizzi non viene rivelato, si parla genericamente di un “regista cinquantenne”. Dopo che è finito sulla stampa, il regista autore tra gli altri di Notte prima degli esami, oltre a respingere le accuse aveva anche annunciato di procedere “in ogni opportuna sede nei confronti di chiunque abbia affermato e affermi il contrario. In via precauzionale, e per evitare strumentalizzazioni, ho sospeso tutte le mie attività lavorative e imprenditoriali”. La Warner Bros poco dopo, infatti, ha tolto la sua firma dal film Poveri ma ricchissimi, uscito nelle sale a Natale.

Adesso si scopre che tre denunce sono state presentate in Procura. In due casi si raccontano di episodi avvenuti più di sei mesi fa e quindi appunto improcedibili. In un altro, si parla, invece dello scorso agosto (la ragazza dice di aver incontrato più volte il regista), e anche in questo caso i termini per presentare querela sono al limite.

Gli accertamenti degli investigatori romani sono appena iniziati nel massimo riserbo e necessitano di particolare attenzione, sia per tutelare le denuncianti sia per le accuse pesanti che devono essere tutte dimostrate.

“Ad oggi, anche a seguito di una verifica effettuata nel corso della mattinata odierna, non risultano iscrizioni a suo carico presso la Procura della Repubblica di Roma”, ha fatto sapere in una nota Antonio Marino, avvocato di Brizzi. “Il mio assistito, come già fatto in passato e in qualsiasi presente e futura circostanza – conclude Marino –, ribadisce di non aver mai avuto nella sua vita rapporti che non fossero consenzienti”.

Dell’intenzione di denunciare, alcune giovani (che hanno preferito mantenere l’anonimato) avevano già parlato a Le Iene. Intervistata da Giarrusso, una ragazza con il volto coperto, ha spiegato: “Ho fatto un colloquio con ben tre avvocati che mi hanno chiesto di raccontargli tutto quello che era avvenuto e i dettagli. C’erano i presupposti per presentare denuncia non per molestia, ma per violenza sessuale”. La ragazza dice di voler presentare la denuncia in tribunale affinché “possa emergere, al di là di quelli che possono essere i risultati di questa operazione, la verità”.

“Non ho sentito solidarietà verso noi ragazze – ha spiegato invece un’altra persona al programma Mediaset –, anzi, alla fine capisci perché una donna non denuncia in questo Paese. Questo atteggiamento che ho riscontrato mi ha fatto venire ancora più voglia di portare questa storia in Tribunale. Sono ancora più decisa, mi rendo conto che non sarà facile. Ho avuto un colloquio con gli avvocati, stanno valutando come procedere dal punto di vista legale”.