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Legge elettorale, sulle preferenze affonda anche l’emendamento dei vannacciani: centrodestra a pezzi. Giovedì l’ok finale

Dopo il "tradimento" degli alleati, Fratelli d'Italia si allea con Futuro nazionale, ma la proposta viene di nuovo silurata in segreto. Passa invece quella per garantire il voto ai fuori sede
Legge elettorale, sulle preferenze affonda anche l’emendamento dei vannacciani: centrodestra a pezzi. Giovedì l’ok finale
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FdI vota con Vannacci, ma sulle preferenze è ancora no. Giovedì il voto finale

Nuova giornata di votazioni sulla legge elettorale e nuovo colpo di scena, che non cambia però la sostanza: la Camera dice ancora no alle preferenze, bocciando a voto segreto, dopo quello di Fratelli d’Italia, anche l’emendamento di Futuro nazionale. Ma la maggioranza si divide di nuovo, con i meloniani che nel nome della “coerenza” votano per la prima volta col partito di Vannacci, mentre Lega e Forza Italia confermano la loro contrarietà. L’iter della riforma però va avanti, nonostante il pressing delle opposizioni che continuano a chiedere al centrodestra di fermarsi: si arriva perfino ad approvare all’unanimità l’emendamento che introduce il voto per gli elettori fuori sede nel comune di residenza. Giovedì, dopo le dichiarazioni di voto che inizieranno alle 9:30, è atteso il primo via libera dell’Aula al provvedimento, ancora una volta a scrutinio segreto.

Di prima mattina, a Montecitorio, inizia a circolare la voce che possa cambiare il parere relatore di maggioranza (Angelo Rossi di FdI) sull’emendamento del partito di Vannacci. E in effetti succede proprio questo: il parere, inizialmente contrario, diventa di “remissione all’Aula”, lasciando quindi liberi i deputati meloniani di dare il loro sì alle preferenze, in una versione molto più spinta rispetto alla proposta di mediazione coi capilista bloccati bocciata il giorno prima. “Abbiamo fatto la nostra battaglia a viso aperto”, sintetizza il ministro dei Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani. Una scelta che serve a sostenere la narrazione pro-preferenze da un lato, e a mandare un segnale agli alleati dall’altro.  Anche perché rimane aperta la possibilità di riprovarci a Palazzo Madama, come non ha mancato di osservare, tra le polemiche, lo stesso Ignazio La Russa: “Ho parlato da presidente del Senato e ho ricordato che nel sistema bicamerale quello che viene votato in un ramo del Parlamento può essere cambiato dall’altro”, dice respingendo le accuse di avere svestito i panni di “arbitro”. “Se a qualcuno non piace, riformuli la Costituzione”, taglia corto la seconda carica dello Stato.

Ma sarà da vedere, di qui a settembre, se davvero Meloni vorrà andare fino in fondo con le preferenze. Una modifica infatti comporterebbe il ritorno del testo alla Camera, inevitabilmente con la fiducia. Nessuno scommette, nemmeno a taccuini chiusi, sull’esito del voto di domani. Ma l’andamento dei voti segreti di oggi, compreso quello sull’articolo 1 del testo, di fatto il cuore della riforma, sembrerebbe ridurre il rischio di ulteriori sorprese.

  • 14:36

    Lungo vertice leader Pd, M5s e Avs

    I leader del campo largo, Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, assieme al responsabile organizzazione del Partito democratico Igor Taruffi e alla capogruppo dem alla Camera Chiara Braga, mettono a punto i prossimi passi in vista del rush finale sulla legge elettorale. Si sospende l’aula e i quattro (più due) si ritrovano sui divanetti del corridoio dei presidenti – la Corea in gergo parlamentare – per una buona mezz’ora per parlare di tattiche parlamentari e, soprattutto, sui voti agli emendamenti alle nuove regole del gioco. All’attenzione della segretaria dem, del presidente del Movimento 5 stelle e dei due leader di Avs ci sarebbe stato in particolare l’emendamento, presentato da Fratelli d’Italia, sul voto ai fuorisede, con l’esigenza di concordare una linea unitaria da tenere in aula. Al momento, secondo quanto filtra, il ‘blocco unito’ dovrebbe astenersi, mentre +Europa dovrebbe dare parere favorevole sull’estensione del voto ai fuorisede.

  • 14:33

    Arianna Meloni posta foto dell’esultanza del Pd: “Vergognosi”

    “Non dimenticate mai questa foto. Tenetela sempre a mente. La sinistra che esulta come se avesse vinto i Mondiali dopo aver bocciato la proposta di Giorgia Meloni di restituire agli italiani il diritto di scegliere chi mandare in Parlamento. Sono vergognosi“. Lo scrive su Instagram Arianna Meloni, responsabile politica di FdI e sorella della premier postando una foto dei deputati del Pd, tra cui la segretaria Elly Schlein, che esultano in aula alla Camera appena visto il risultato del voto di ieri sulle preferenze della legge elettorale.

  • 14:18

    Pronti i primi ricorsi sulla legge elettorale

    “Sono già pronti i ricorsi in decine di tribunali con l’obiettivo di un rinvio degli atti alla Corte costituzionale. Non è pensabile di andare a votare con una legge elettorale che stravolge la nostra Costituzione“. A dirlo Roberto Zaccaria, coordinatore della Rete contro la riforma della legge elettorale. “Siamo pronti a una mobilitazione in tutto il Paese contro una legge elettorale che stravolge i nostri equilibri democratici” ha sottolineato Zaccaria annunciando che domani sera ci sarà una riunione della Rete. “Si creerà un clima simile a quello del referendum”.

  • 14:14

    Braga (Pd): “Asse Meloni-Vannacci, governo ancora più a destra”

    “Oggi in Aula è nata una nuova maggioranza: un’asse Meloni-Vannacci che sposta il governo ulteriormente a destra. La maggioranza che ha elaborato la legge elettorale non esiste più. Occorre un chiarimento politico, non si può andare avanti facendo finta di nulla. Meloni deve porre fine a questa fallimentare stagione di governo: non servirà a nulla inseguire Futuro nazionale con un settimo provvedimento sulla sicurezza, invece di occuparsi dei problemi del Paese”. Lo ha detto Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera, intervenendo in Aula sulla legge elettorale.

  • 13:31

    Seduta sospesa

    La seduta alla Camera è stata sospesa. Riprenderà alle 15 con lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata.

  • 13:26

    Ziello: “Molti del centrodestra hanno tradito Meloni”

    “Se veramente il centrodestra fosse stato compatto avrebbe già messo le preferenze nel testo originario delle legge elettorale. Questa è l’ipocrisia più grande”, attacca in aula il deputato di Futuro Nazionale Edoardo Ziello che però apprezza Fdi che “ha provato a far salvare la faccia agli alleati, con un emendamento”, quello bocciato ieri. “Molti del centrodestra che hanno tradito Meloni“, ha aggiunto il vannacciano: “Chi tradisce con il voto segreto è funzionale alla sinistra e non noi che abbiamo votato con Fdi sulle preferenze”

  • 13:15

    M5s chiede riunione capigruppo: “C’è una nuova maggioranza, Fdi e Futuro Nazionale”

    Il deputato M5s Riccardo Ricciardi ha preso la parole per chiedere la convocazione della riunione dei capigruppo: “C’è una nuova maggioranza in questa Aula, Fratelli d’Italia e Futuro Nazionale, non si capisce dove stanno Lega e Forza Italia“, ha sottolinea il capogruppo M5s riferendosi al voto sull’emendamento del vannacciano Edoardo Ziello.

  • 13:02

    Respinto l’emendamento Ziello sulle preferenze

    Con 139 voti favorevoli e 233 contrari la Camera ha respinto l’emendamento del deputato vannacciano Edoardo Ziello sulle preferenze. Il relatore di maggioranza della legge elettorale Angelo Rossi (Fdi), a inizio seduta, aveva cambiato il parere da contrario a ‘remissione all’Aula‘. Fratelli d’Italia aveva dichiarato subito dopo l’intenzione di votare favorevolmente. Ma i deputati hanno bocciato la proposta. Anche in questo caso si è votato a scrutinio segreto.

  • 12:52

    Bocciato emendamento Azione su parità di genere

    L’Aula della Camera ha bocciato, con 223 voti contrari e 142 a favore, un emendamento alla legge elettorale sulla parità di genere proposto da Elena Bonetti (Azione).

  • 12:36

    Conte: “Se blocchi il Parlamento e vieni bocciata, devi andare a casa”

    “Se tu dopo quattro anni ti concentri e blocchi il Parlamento per la legge elettorale a pochi mesi dal voto, perché ti vuoi accroccare un obbrobrio giuridico per cercare di salvaguardare il tuo posto e vieni pure bocciata, devi andare a casa“. Lo dice il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, in collegamento con L’aria che tira, su La7.