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Elezioni in Israele, il blocco di Netanyahu in vantaggio ma senza maggioranza. Media: “Herzog vedrà il premier ed Eisenkot per proporre un governo di unità nazionale”

Spoglio quasi terminato: 53 seggi alla coalizione dell'attuale premier, 48 a quello dell'opposizione. Mancano ancora i voti dei militari. Consultazioni al via dalla settimana prossima
Elezioni in Israele, il blocco di Netanyahu in vantaggio ma senza maggioranza. Media: “Herzog vedrà il premier ed Eisenkot per proporre un governo di unità nazionale”
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Il presidente Herzog vedrà Netanyahu ed Eisenkot per proporre un governo di unità nazionale

Channel 11 riporta che il presidente israeliano, Isaac Herzog, dovrebbe incontrare, già nei prossimi giorni, ancora prima della pubblicazione dei risultati finali e dell’inizio delle consultazioni, Benjamin Netanyahu e Gadi Eisenkot – separatamente – per iniziare a testare la fattibilità di un governo di unità nazionale.

Momenti chiave

    • 15:48

      Netanyahu: “Non permetteremo un governo con gli arabi, è pericoloso”

      Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che “non permetterà” che in Israele venga ”formato un governo pericoloso” con i partiti arabi, che hanno ottenuto un risultato storico nelle elezioni parlamentari di ieri. Lo ha scritto Netanyahu su ‘X’ affermando che il deputato della Lista Unita alla Knesset e partner della sinistra, Osama Saadi, “dedica i risultati elettorali ai palestinesi di Gaza, della Giudea e della Samaria e di Gerusalemme occupata”. Netanyahu ha scritto che Saadi “elogia il popolo palestinese e i terroristi in prigione. Con queste persone vogliono formare un governo pericoloso. Non dobbiamo permettere che ciò accada!”.

    • 15:33

      Oltre il 92% dei voti scrutinati: 53 seggi al blocco di Netanyahu, 48 all’opposizione e 19 alle liste arabe

      Con oltre il 92% delle schede scrutinate in Israele la coalizione del primo ministro Benjamin Netanyahu è a 53 seggi, seguita dal blocco di opposizione guidato da Gadi Eisenkot con 48 seggi. I partiti di opposizione israelo-palestinesi hanno finora ottenuto 19 seggi

    • 14:37

      Scrutinio sopra l’85%: 53 seggi al blocco di Netanyahu, 48 all’opposizione, 19 ai partiti arabi

      La Commissione elettorale centrale di Israele ha scrutinato l’85,6% delle schede. In base a queste, il blocco del premier israeliano Benjamin Netanyahu ha ottenuto 53 seggi, quello di Gadi Eisenkot 48 e i partiti arabi 19. Il Likud si attesa il partito più votato con 26 seggi alla Knesset, seguito da Yashar con 21 e dagli arabi della Lista Unita con 12. Anche a ‘Insiemè 12 seggi. Seguono i Democratici con 8, Yisrael Beiteinu 7, Ràam 7, Giudaismo Unito della Torah 7, Otzma Yehudit 7, Shas 7, Sionismo Religioso 6.

    • 14:16

      Il presidente Herzog: “Fare tutto il possibile per evitare nuove elezioni”

      Il presidente israeliano Isaac Herzog ha rivolto un appello alle forze politiche perché facciano “tutto il possibile” per evitare nuove elezioni dopo il voto di ieri in cui nessuno blocco è riuscito a ottenere la maggioranza, secondo i risultati ancora parziali. “Dobbiamo fare tutto il possibile, soprattutto dopo ieri, per evitare di dover ripetere le elezioni. Mi aspetto che tutti dimostrino una mentalità aperta”, ha aggiunto. Nei giorni scorsi Herzog aveva auspicato la formazione di un governo di unità nazionale nel caso in cui nessuno dei due principali blocchi fosse riuscito a ottenere la maggioranza dei 61 seggi alla Knesset.

    • 12:54

      VIDEO – Trump: “Il mio sostegno ha aiutato Netanyahu”

    • 12:26

      Scrutinio all’84,5%: 54 seggi al blocco di Netanyahu, 49 all’opposizione, 17 agli arabi

      Con l’84,5% delle schede scrutinate, i risultati parziali pubblicati dalla Commissione elettorale centrale assegnano 54 seggi allo schieramento guidato dal primo ministro Benjamin Netanyahu e 49 seggi a quello guidato da Gadi Eisenkot, di Yashar. I partiti a guida araba – la Lista Comune e Ràam – scendono a 17 seggi

    • 11:55
    • 11:47

      Conteggio dei dati definitivi con le “doppie buste” previsto per venerdì

      Le schede elettorali delle elezioni legislative israeliane dovrebbero scrutinate nella giornata di oggi, ma non quelli delle cosiddette doppie buste, ossia i voti espressi per corrispondenza e a distanza, che potrebbero non essere completamente conteggiati fino a venerdì. La Commissione elettorale centrale stima che ci siano circa 600mila doppie buste, un aumento significativo rispetto alle elezioni del 2022. Considerando che ogni seggio alla Knesset equivale a circa 40mila voti, queste schede potrebbero avere un impatto significativo sul panorama politico finale. I voti contenuti in queste buste, la maggior parte dei quali proviene dai soldati delle Forze di Difesa Israeliane, tradizionalmente tendono a non favorire i partiti arabi e ultraortodossi (Haredi), osserva il Times of Israel. I voti dei soldati verranno conteggiati insieme alle altre schede pervenute tramite voto per corrispondenza, o in modalità equiparata, a partire da questa sera. Il sistema delle cosiddette “doppie buste” comprende anche i voti dei detenuti, del personale medico, delle persone affette da patologie e rappresentanti israeliani in missione all’estero.

    • 11:41

      Trump: “Netanyahu sta andando piuttosto bene”

      “Ho sentito che è andato piuttosto bene”. È il commento del presidente americano Donald Trump alla ultime proiezioni elettorali israeliane, che vedono in risalita la quota di seggi ottenuti dalla coalizione del premier Benjamin Netanyahu. “Quando è stato reso noto il mio endorsement, questo lo ha aiutato molto – ha affermato Trump ai giornalisti prima di lasciare il Texas – Ma in realtà, ho sentito che sta andando piuttosto bene. Probabilmente sta vincendo o è in parità, ma il pareggio in questi casi è un pò una vittoria. Ma ho sentito che sta andando piuttosto bene”.

    • 11:05

      Hezbollah: “A noi non cambia nulla se governo è di destra, centro o di sinistra”

      “La politica sionista è quella ormai da decenni, per noi non cambia l’equazione col nemico: resistenza contro l’occupazione nel sud del Libano e sostegno pieno ai palestinesi”. Lo dice all’Ansa un funzionario politico di Hezbollah che preferisce rimanere anonimo perché non autorizzato a parlare con i media. Per il partito di Dio il cambio di governo in Israele non sposta nulla: “Non sarà un cambio di potere a cambiare l’atteggiamento espansionistico di Israele, lo vediamo non solo in Libano ma anche in Siria, dove nessuno o quasi oppone più resistenza, a Gaza, in Cisgiordania”. Gli interessi strategici dello Stato ebraico, aggiunge la fonte, “convergono da decenni con quelli degli Stati Uniti, che mirano a diventare i padroni assoluti di tutta la regione”. Nel novembre 2022, dopo il ritorno di Benyamin Netanyahu, il fondatore e il defunto leader del movimento sciita, Hasan Nasrallah, aveva usato la stessa formula: “A noi non cambia nulla se il governo israeliano è di estrema destra, di centro o di sinistra”.

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