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Elezioni in Israele, il blocco di Netanyahu in vantaggio ma senza maggioranza. Media: “Herzog vedrà il premier ed Eisenkot per proporre un governo di unità nazionale”

Spoglio quasi terminato: 53 seggi alla coalizione dell'attuale premier, 48 a quello dell'opposizione. Mancano ancora i voti dei militari. Consultazioni al via dalla settimana prossima
Elezioni in Israele, il blocco di Netanyahu in vantaggio ma senza maggioranza. Media: “Herzog vedrà il premier ed Eisenkot per proporre un governo di unità nazionale”
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Il presidente Herzog vedrà Netanyahu ed Eisenkot per proporre un governo di unità nazionale

Channel 11 riporta che il presidente israeliano, Isaac Herzog, dovrebbe incontrare, già nei prossimi giorni, ancora prima della pubblicazione dei risultati finali e dell’inizio delle consultazioni, Benjamin Netanyahu e Gadi Eisenkot – separatamente – per iniziare a testare la fattibilità di un governo di unità nazionale.

Momenti chiave

    • 10:27

      Spoglio al 77%: blocco di Netanyahu fermo a 54 seggi, l’opposizione a 47. Partiti arabi crescono a 19

      Il blocco dei partiti che sostengono Benjamin Netanyahu resta fermo a 54 seggi nelle ultime proiezioni fatte sulla base del 76,8% delle schede di cui è stato completato lo spoglio, stando ai dati della Commissione elettorale israeliana, che assegna 47 seggi al blocco guidato da Gadi Eisenkot e assegna un seggio in più ai partiti arabi, che salgono a 19

    • 10:19

      VIDEO – Ben-Gvir: “Un governo d’unità nazionale con Eisenkot sarebbe paralizzante”

    • 10:15
    • 10:13

      VIDEO – La nottata elettorale nella sede del Likud

    • 10:06

      Borsa di Tel Aviv in calo: pesa l’incertezza politica

      Apertura in calo per la Borsa di Tel Aviv di fronte all’incertezza sull’esito delle elezioni in Israele. Anche lo shekel si disprezza mentre i primi risultati elettorali indicano una situazione di stallo politico sulla formazione del prossimo governo e sui possibili orientamenti della futura politica economica. L’indice di riferimento Ta-125 della Borsa di Tel Aviv crolla dell’1,7%, mentre il Ta-35, che comprende le principali società quotate, perde l’1,5%. L’indice Ta-90, che monitora i titoli con la maggiore capitalizzazione non inclusi nel Ta-35, scende del 3%. L’indice Ta-Insurance, relativo al settore assicurativo, registra un calo del 4,1%. E’ quanto riferisce ‘The Times of Israel’.
      Lo shekel si indebolisce dell’1% rispetto al dollaro, attestandosi intorno a 3,0843 shekel per dollaro. “C’è incertezza politica: gli investitori attendono i risultati elettorali definitivi e, al momento, non è chiaro quale sarà la composizione del prossimo governo”, sottolinea a ‘The Times of Israel’ Ronen Menahem, capo economista dei mercati presso la banca Mizrahi Tefahot. “Gli investitori cercheranno una coalizione stabile, in grado di attuare la politica fiscale e di stabilire le priorità di bilancio a sostegno della crescita economica”.

    • 09:44

      WSJ: “Usa avvisano i paesi del golfo, campagna militare contro l’Iran dopo il voto di midterm”

      Gli Stati Uniti hanno comunicato a diversi Paesi arabi del Golfo di tenersi pronti per una campagna militare breve e intensa dopo le elezioni di midterm. È quanto riporta il Wall Strett Journal che cita fonti informate. Le comunicazioni avvenute attraverso canali diplomatici e militari, scrive il quotidiano statunitense, si aggiungono a un numero crescente di indicazioni secondo cui gli Stati Uniti e Israele si stanno preparando a lanciare una nuova serie di operazioni su larga scala contro l’Iran, rischiando una grave escalation nella speranza di indebolire Teheran e spingerla verso i negoziati

    • 09:31

      Oltre il 72% delle schede scrutinate: 54 seggi al blocco di Netanyahu, 48 a quello di Eisenkot

      Alle 10:03, con il 72,4% delle schede scrutinate, i risultati parziali pubblicati dalla Commissione elettorale centrale attribuiscono 54 seggi al blocco pro-Netanyahu e 48 al blocco guidato da Eisenkot. I partiti arabi ora contano 18 seggi dopo che Ràam ne ha guadagnati due.

    • 09:13

      I Democratici di Golan esortano Eisenkot ad allearsi con i partiti arabi

      Il leader del partito israeliano di sinistra, I Democratici, Yair Golan, ha esortato la coalizione guidata da Gadi Eisenkot, di cui fa parte, ad allearsi con i partiti arabi per formare un governo, sottolineando che in tal modo si arriverebbe alla maggioranza dei seggi alla Knesset. “Netanyahu ha perso. So contare fino a 120. 65 è più di 55. È così che funziona la democrazia israeliana. Punto”, ha scritto Golan su X, in riferimento ai seggi che otterrebbe la coalizione anti-Netanyahu alleandosi con Lista Comune e Ràam

    • 08:45

      Spoglio al 66%: 54 seggi a Netanyahu, 48 all’opposizione di Eisenkot

       A spoglio ultimato del 66,2% delle schede, i risultati parziali diffusi dalla Commissione elettorale israeliana assegnano 54 seggi al blocco che appoggia Benjamin Netanyahu, 48 al blocco guidato da Yashar di Gadi Eisenkot. I partiti arabi conquisterebbero 18 seggi. Sotto la soglia di sbarramento del 3,25% restano i Riservisti (2,7%), Popolo d’Israele (1,6%), Charedi Public (0,2%)

    • 08:39

      Coalizione partiti arabi: “Ora la palla è nel campo di Eisenkot”

      Il numero di seggi conquistato dalla Lista Comune e da Ràam mette il blocco guidato da Gadi Eisenkot di fronte ad una scelta. Ad affermarlo è il deputato Ofer Cassif, della Lista Comune (Joint List), la coalizione di partiti arabo-israeliani formata da Hadash, Tàal e Balad. Assieme a Ràam dispongono secondo le proiezioni basate sullo spoglio dei voti finora completato, di 16 seggi.
      “Ulteriori elezioni sarebbero un regalo a Netanyahu. La palCoalla è nel campo del blocco del cambiamento“, ha dichiarato alla Radio dell’esercito israeliano, citata dal Times of Israel. Secondo gli ultimi conteggi, il blocco guidato da Netanyahu conta 56 seggi, quello guidato da Eisenkot ne ha 48 e i partiti arabi ne detengono 16; ciò significa che, di fatto, gli oppositori del primo ministro dispongono complessivamente di 65 seggi. Molti parlamentari del blocco di opposizione hanno però assicurato che non siederanno mai al governo insieme ai partiti arabi.

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