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Trump dopo la minaccia di Mosca a Londra: “Ho sentito Putin, non attaccherà i Paesi Nato”. Nyt: “Per il capo della Cia la situazione della guerra è cupa”

La portavoce del ministero degli Esteri Zakharova aveva ventilato rappresaglie contro basi britanniche. Gerasimov rivendica avanzata nel Donetsk. Media Usa: "Putin intensificherà i colpi e valuta l'uso di potenti missili balistici". Zelensky: “Colpiti servizi essenziali e abitazioni”. Kiev: "Colloqui con il Cremlino probabilmente a settembre". Moldavia: "Noi violati da droni russi alla vigilia del 35° dell’indipendenza"
Trump dopo la minaccia di Mosca a Londra: “Ho sentito Putin, non attaccherà i Paesi Nato”. Nyt: “Per il capo della Cia la situazione della guerra è cupa”
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Trump: “Ho parlato con Putin: non attaccherà la Nato. Non sono preoccupato”

Vladimir Putin “non attaccherà i Paesi della Nato”. Lo ha detto Donald Trump parlando nello Studio Ovale. “Ho avuto una buona conversazione con lui”, ha detto il presidente americano parlando con i giornalisti. Il presidente Usa in un’intervista ad Axios ha poi ribadito: “Non sono preoccupato.. affatto. Non c’è alcun problema”. Secondo le indiscrezioni riportate dal Wall Street Journal, il capo della Cia John Ratcliffe è volato a Mosca per avvertire la Russia di non attaccare i paesi della Nato. 

  • 13:19

    Kiev: “Colloqui con Mosca? Probabilmente a settembre”

    Potrebbero riprendere a settembre i colloqui tra Ucraina e Russia, con la possibile mediazione degli Stati Uniti, per mettere fine alla guerra. Lo ha annunciato Kyrylo Budanov, capo dell’ufficio presidenziale ucraino, in un’intervista a Novyny.live, citata da Interfax-Ucraina. “Probabilmente a settembre”, ha risposto Budanov alla domanda sulla possibilità di un nuovo incontro con Mosca. Il capo dell’ufficio presidenziale ha spiegato che Kiev intende “rilanciare” il percorso negoziale e ha anticipato che ci saranno “altri eventi” nelle prossime settimane. Interpellato sulla possibilità che si tratti di un incontro tra negoziatori ucraini e russi, Budanov ha risposto: “Lo spero”. Ha quindi aggiunto che Kiev auspica anche la partecipazione americana: “E anche quelli americani. Non possiamo farne a meno”.

  • 12:23

    Due jet spagnoli decollano da base romena verso “bersagli aerei” nello spazio ucraino

    Due caccia e un elicottero sono decollati da una base aerea romena prossima al Mar Nero dopo il rilevamento di un “gruppo di bersagli aerei nello spazio aereo ucraino”, presumibilmente droni, in prossimità del confine con la Romania. Lo rende noto il Ministero della Difesa romeno, stando a quanto riportato da diversi media locali, che danno notizia anche di un’allerta pubblica diramata attraverso il sistema nazionale alla popolazione del nord della contea di Tulcea.
    Nello specifico, come riportato, dalla Base aerea Mihail Kogălniceanu, impiegata anche dalle forze Nato, sono decollati due jet F-18 spagnoli alle 10:23 “per monitorare la situazione” dopo che i sistemi radar hanno rilevato i bersagli alle ore 10:08. L’allerta pubblica è stata inviata attraverso il sistema RO-Alert alle ore 10:18 su istruzioni del Centro nazionale di comando militare. In seguito, alle ore 10:33, le Forze aeree romene hanno fatto alzare in volo un elicottero Iar-330 Puma Socat.
    Nelle ultime settimane la Romania ha registrato una serie crescente di incursioni di droni lungo il confine orientale, tra cui tre allarmi distinti da lunedì. Settimana scorsa Bucarest aveva fatto alzare in volo due F-16 per distruggere un drone navale carico di esplosivo che minacciava la piattaforma di estrazione del gas Neptun Deep nel Mar Nero, mentre il 16 agosto un F-16 romeno aveva abbattuto un drone entrato nello spazio aereo nazionale dalla Moldova. Questi episodi si aggiungono ai tre presunti droni russi, di cui uno di tipo Shahed, abbattuti a fine luglio.

  • 11:51

    Cremlino: “Attacco russo contro Paese Nato? Spauracchio per distorcere la realtà”

    Le notizie diffuse dai media sulla presunta aggressione della Russia contro i paesi della Nato non hanno nulla a che vedere con la realtà. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitrj Peskov, citato da Ria Novosti. “La Federazione Russa sta subendo una politica molto aggressiva da parte dei paesi europei. E questa aggressività proviene proprio dai paesi europei. Qualsiasi affermazione contraria è una distorsione della realtà”, ha spiegato ai giornalisti. Peskov ha definito “spauracchi” le notizie riguardo di un possibile attacco. “Di questi spauracchi al momento ne vengono pubblicati moltissimi. Naturalmente, ciò non ha nulla a che vedere con la realtà e non ha nulla a che vedere con le intenzioni della Federazione Russa”, ha aggiunto.

  • 11:14

    Zakharova: “Ogni contingente in Ucraina che ostacoli la Russia diventerà un obiettivo militare”

    Qualsiasi contingente straniero in Ucraina “che ostacoli lo svolgimento dell’operazione militare speciale” diventerà “un obiettivo militare legittimo per la Russia”. Lo ha dichiarato durante un briefing con la stampa la portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, stando a quanto riporta Tass, aggiungendo che di conseguenza la responsabilità di un’eventuale escalation del conflitto sarebbe ricaduta sui politici occidentali.
    “Come abbiamo ripetutamente sottolineato, qualsiasi contingente straniero in Ucraina che ostacoli lo svolgimento dell’operazione militare speciale e il raggiungimento di una soluzione duratura è categoricamente inaccettabile e diventerà un obiettivo militare legittimo”, ha detto la portavoce, stando all’agenzia di stampa statale russa. “La responsabilità di ciò ricadrà su quei politici occidentali che hanno deciso un’ulteriore escalation”.
    Pertanto, ha osservato Zakharova, le esercitazioni annunciate dalla Coalizione dei volenterosi che si dovrebbero tenere in autunno nei Paesi Ue al confine con l’Ucraina, e che la portavoce definisce “esercitazione di occupazione”, altro non sono che “un ulteriore passo verso un maggiore coinvolgimento dei Paesi europei della Nato nel conflitto”, come scrive Tass. “Un conflitto che periodicamente sembrano voler risolvere a parole e per il quale pretendono di sedersi al tavolo dei negoziati”, ha chiosato. 

  • 11:03

    Mosca minaccia Londra: “Potremmo colpire siti militari britannici in risposta alle armi fornite a Kiev per attaccare la Russia”

    Mosca ha minacciato di colpire siti militari britannici in risposta agli attacchi ucraini condotti in territorio russo con armi fornite da Londra. In un briefing con la stampa, la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha affermato che la risposta di Mosca potrebbe riguardare “qualsiasi installazione militare britannica” in Ucraina e anche altrove. 

    “Invitiamo tutti i cittadini del Regno Unito a riflettere sulle inevitabili e catastrofiche conseguenze dei passi ostili delle loro autorità – ha affermato Zakharova -. Al governo britannico proponiamo di analizzare attentamente la situazione e di rinunciare immediatamente e con decisione all’atteggiamento ostile e aggressivo, che può solo prolungare l’agonia del regime neonazista di Kiev e creare rischi di un’escalation del conflitto a un livello completamente nuovo”. “Abbiamo ripetutamente avvertito che la risposta agli attacchi ucraini con l’uso di armi britanniche sul territorio della Russia potrebbe essere rappresentata da qualsiasi obiettivo militare e attrezzatura britannica in Ucraina e al di fuori di essa”, ha aggiunto la portavoce.

  • 10:20

    Capo di stato maggiore Gerasimov incontra truppe russe al fronte ucraino

    Il capo di Stato maggiore delle forze armate russe, il generale Valery Gerasimov, ha fatto visita alle truppe impegnate sul fronte ucraino, annunciando progressi nella conquista di città e villaggi dell’est del Paese. Secondo quanto riferito dal ministero della Difesa russo, che ha diffuso un video della visita, Gerasimov ha incontrato i militari del ‘Gruppo Meridionale’.
    Il generale ha sostenuto che le forze russe stanno avanzando verso Sloviansk, uno dei principali centri urbani del Donetsk, e ha elogiato i “successi” ottenuti dall’esercito. “Le truppe continuano a svolgere i compiti dell’operazione militare speciale. L’offensiva prosegue a ritmo incessante in tutte le direzioni”, ha dichiarato Gerasimov, citato dall’agenzia Tass. In questa fase la pressione russa è particolarmente forte nell’area delle principali roccaforti ucraine del Donetsk, in particolare Kostiantynivka, Kramatorsk e Sloviansk, mentre l’Ucraina ha recentemente rafforzato la propria catena di comando nella regione. 

  • 10:17

    Mosca: “Superata in alcuni punti la prima linea difensiva Sloviansk-Kramatorsk”

    Le truppe russe stanno avanzando su un fronte di 160 chilometri per prendere il controllo dell’intera regione ucraina di Donetsk e “hanno superato, in alcune zone, la prima linea difensiva del complesso fortificato di Sloviansk-Kramatorsk”. Lo ha affermato il capo di Stato maggiore, Valery Gerasimov, durante una visita ad un centro di comando vicino al fronte. Secondo Gerasimov, i soldati russi sono arrivati a circa “quattro chilometri dalla periferia orientale di Sloviansk, mentre a est di Kramatosk “stanno combattendo sul territorio dell’aeroporto, a tre chilometri dalla periferia della città”. 

    “L’obiettivo strategico principale del regime di Kiev rimane il mantenimento del controllo sulla parte rimanente del Donbass” e a tal fine “ha costruito e continua a migliorare una difesa profondamente stratificata, basata sugli edifici alti e sulle zone industriali delle principali città di Sloviansk, Kramatorsk e Druzhkivka, collegate tra loro da una sviluppata infrastruttura di trasporti e da un sistema di fortificazioni”, ha detto Gerasimov, citato nel canale Telegram del ministero della Difesa russo. Il capo di Stato maggiore ha aggiunto che le unità russe si sono avvicinate anche a Druzhkivka e “si trovano a un chilometro e mezzo dalla città. “In totale, durante i due mesi trascorsi sul fronte di Druzhkivka, sono stati liberati più di 100 chilometri quadrati di territorio” ha affermato Gerasimov. 

  • 09:55

    Mosca: “Massiccio attacco notturno sull’Ucraina con droni e missili. Colpita raffineria e fabbriche di droni”

    Il ministero della Difesa di Mosca ha affermato che la scorsa notte le forze russe hanno lanciato un “massiccio attacco” con missili e droni sull’Ucraina, colpendo in particolare una raffineria, industrie che producono droni, complessi metallurgici e centri logistici.
    Sul suo canale Telegram, il dicastero scrive che nella città di Kremenchuk, nella regione di Poltava, è stata bombardata “una raffineria di petrolio che fornisce carburante e lubrificanti alle forze armate ucraine ed è anche utilizzata per il trasbordo di prodotti petroliferi provenienti dall’estero”. Altri obiettivi sono stati colpiti a Kiev e nella sua regione, nelle città di Zaporizhzhia e Kryvyi Rih e nell’oblast di Odessa. Nei porti di Odessa e Chornomorsk, afferma il ministero russo, sono stati bombardati 24 magazzini con beni di uso militare destinati a rifornire le forze armate ucraine e nel porto di Reni infrastrutture utilizzate per lo scarico di merci militari e carburanti. Inoltre, sempre nella regione di Odessa, “sono stati colpiti impianti energetici che garantiscono il funzionamento dei porti ucraini e infrastrutture di trasporto utilizzate per scopi militari”, conclude la nota.

  • 09:52

    “Scongelare asset russi per sostenere l’Ucraina”: lettera alla Commissione Ue firmata da Svezia, Paesi Bassi, Spagna e Polonia

    Alcuni Paesi dell’Ue tra cui Svezia, Paesi Bassi, Spagna e Polonia stanno sollecitando Bruxelles a rilanciare gli sforzi per utilizzare gli asset sovrani russi immobilizzati per finanziare l’Ucraina, di fronte ai timori che Kiev si trovi nuovamente davanti a una crisi di finanziamento. Lo riporta il Financial Times online. I piani per finanziare l’Ucraina utilizzando oltre 200 miliardi di euro di asset della banca centrale russa detenuti nell’Ue e sottoposti a sanzioni – ricorda – sono naufragati lo scorso inverno, dopo che il Belgio, dove è custodita la maggior parte di questi beni, aveva bloccato l’iniziativa. Una lettera di una coalizione di Stati alla Commissione europea chiederà all’esecutivo Ue di riprendere il lavoro su questa ipotesi, secondo quattro persone informate sul documento, e di chiarire se siano stati compiuti progressi su quadri giuridici e tecnici alternativi che potrebbero consentire di aggirare il veto del Belgio. I profitti generati dagli asset custoditi presso Euroclear, il depositario centrale di titoli con sede a Bruxelles che detiene la maggior parte degli asset, vengono già utilizzati per finanziare un prestito fino a 50 miliardi di euro, concordato nel 2024. Con Kiev è sottoposta allo sforzo di proteggere le proprie città dai bombardamenti notturni di missili russi, le capitali Ue temono ora che il Paese abbia bisogno di finanziamenti aggiuntivi rispetto al prestito da 90 miliardi di euro garantito dal bilancio dell’Unione, messo rapidamente a punto lo scorso dicembre come alternativa all’ipotesi di utilizzare gli asset immobilizzati, segnala tra l’altro l’Ft.

  • 09:48

    Zelensky: “La Russia investe sui missili, rafforzare difese aeree”

    “La Russia continua a investire in missili e nell’espansione della sua guerra, il che significa che sono necessarie ulteriori contromisure. Questa settimana, i nostri alleati europei hanno preso decisioni importanti per rafforzare la difesa aerea ucraina”. Lo ha scritto su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. “È fondamentale che queste vengano integrate da ulteriori pacchetti di difesa missilistica balistica, in primis attraverso il sistema Purl”, ha spiegato. “Tutto ciò che rafforza la protezione dei nostri cieli salva concretamente la vita di molti ucraini ogni giorno. Per smorzare la volontà della Russia di continuare a combattere, dobbiamo neutralizzare efficacemente i missili a cui Mosca si aggrappa con tanta forza per prolungare la guerra”, ha aggiunto.

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