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Iran, colpita una petroliera nello stretto di Hormuz, altre due costrette a cambiare rotta. Nuova ondata di attacchi Usa contro Teheran

Missili statunitensi hanno colpito l'area intorno a un terminal passeggeri a Shalamcheh, città dell’Iran occidentale vicino al confine iracheno: "Due morti e 11 feriti". Pasdaran: "Se prenderanno di mira le nostre infrastrutture, non passerà più una goccia di petrolio". Gli Houthi yemeniti attaccano due navi saudite nel Mar Rosso
Iran, colpita una petroliera nello stretto di Hormuz, altre due costrette a cambiare rotta. Nuova ondata di attacchi Usa contro Teheran
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Iran, colpita una petroliera nello stretto di Hormuz, altre due costrette a cambiare rotta

“Tre petroliere sostenute dagli Stati Uniti hanno tentato di attraversare la rotta minata a sud dello Stretto di Hormuz. Dopo che una delle petroliere, per via di un’esplosione, ha preso fuoco, le altre due si sono rapidamente voltate e si sono ritirate”. È quanto si legge in una nota delle Guardie Rivoluzionarie, diffusa dai media iraniani. “Lo Stretto di Hormuz è sotto il nostro controllo e rimarrà completamente chiuso finché gli Stati Uniti continueranno i loro atti di aggressione nella regione – si legge ancora nella nota dei pasdaran -. Nessuna petroliera sarà autorizzata ad entrare o uscire, e qualsiasi nave che cada nella trappola degli Stati Uniti e tenti di passare senza coordinamento con la Repubblica Islamica dell’Iran subirà la stessa sorte”.

  • 11:08

    Rubio: “L’Iran pagherà un prezzo sempre più alto finché non accetterà un accordo”

    Il segretario di Stato americano, Marco Rubio, ha avvertito che l’Iran continuerà a pagare “un prezzo sempre più alto” finché non accetterà un accordo con gli Stati Uniti e non sarà disposto a rispettarlo. Rispondendo a margine della riunione ministeriale dell’Asean (Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico) a una domanda sulle minacce del presidente Donald Trump di colpire ponti e infrastrutture energetiche iraniane, Rubio ha affermato che Teheran “chiede ogni giorno di fare un accordo”, ma poi cerca di “violarlo o cambiarne i termini”. “Ogni notte il prezzo aumenta sempre di più e continuerà a crescere finché non torneranno in sé”, ha dichiarato il segretario di Stato, aggiungendo che “l’Iran chiaramente non è ancora pronto a raggiungere un accordo, o almeno non uno che sia realmente disposto a rispettare”.

  • 10:31

    Rafforzata la presenza Usa nella regione: Trump invia forze speciali, personale sanitario e nuovi assetti militari

    Gli Stati Uniti stanno rafforzando la propria presenza militare in Medio Oriente con l’invio di forze speciali, personale sanitario e nuovi assetti militari, mentre il presidente Donald Trump valuta un possibile ampliamento delle operazioni contro l’Iran. Lo riferiscono fonti a conoscenza del dossier citate dal Wall Street Journal. Secondo le fonti, nell’ultima settimana reparti delle forze speciali sono stati dispiegati nella regione, mentre squadroni di caccia sono stati riposizionati in diversi Paesi del Medio Oriente. Inoltre, bombardieri dislocati in basi negli Stati Uniti e nel Regno Unito sono stati posti in stato di elevata prontezza operativa. Oltre 150 operatori sanitari, inoltre, sono stati inviati nei giorni scorsi al Landstuhl Regional Medical Center, in Germania, principale struttura di riferimento per la cura dei militari statunitensi feriti nelle operazioni in Medio Oriente.

  • 10:22

    Petrolio e gas in forte rialzo, il Brent sfiora i 98 dollari

    Sale ancora il prezzo di petrolio e gas, mentre si guarda all’evoluzione della crisi in Medio Oriente, con il conflitto tra Usa e Iran e la situazione dello stretto di Hormuz. Sul fronte del greggio il Wti guadagna il 3,1% a 89,56 dollari al barile. Il Brent sale del 3,9% a 97,83 dollari.
    Ad Amsterdam le quotazioni del gas sono in rialzo dell’1% a 63,16 euro al megawattora.

  • 10:05

    Il dipartimento di Stato avvisa i cittadini Usa: rischio escalation imprevedibile in Medioriente

    “A causa dell’acuirsi delle tensioni in Medioriente, la situazione della sicurezza rimane complessa, con il rischio di un’escalation imprevedibile. I cittadini Usa attualmente presenti in Medioriente dovrebbero mantenere un’elevata vigilanza ed essere preparati a cancellazioni di voli, chiusure periodiche dello spazio aereo e potenziali disagi nei viaggi”. È quanto si legge in un’allerta diffusa dal dipartimento di Stato Usa, in cui si sottolinea che “alcune compagnie aeree della regione hanno rinviato la ripresa dei precedenti orari di volo; altre hanno cancellato alcune rotte”. “Sedi diplomatiche statunitensi, anche al di fuori del Medioriente, sono state prese di mira. L’Iran e i gruppi che lo sostengono potrebbero prendere di mira altri interessi Usa all’estero o in luoghi associati agli Stati Uniti e ai cittadini statunitensi in tutto il mondo, comprese imprese statunitensi e altre istituzioni”, si legge ancora. “Gli americani al di fuori del Medioriente dovrebbero riconsiderare i viaggi verso e attraverso la regione. Gli americani che viaggiano nella regione o la attraversano dovrebbero verificare con le proprie compagnie aeree che i voli siano ancora in programma. Se il proprio volo è interessato da tali misure, contattare direttamente la compagnia aerea per i dettagli relativi alle modifiche”, conclude l’avviso. 

  • 10:02

    Pasdaran: “Colpite basi Usa in Giordania e in Kuwait”

    Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno riferito di aver attaccato le forze statunitensi presso il campo di Al-Adiri e la base aerea di Ali Al Salem in Kuwait. Lo scrivono i media statali iraniani, secondo cui sarebbero state presi di mira anche i campi di Arifjan e Doha. I Pasdaran inoltre hanno annunciato di aver distrutto in Giordania un radar americano del sistema antimissile THAAD, in rappresaglia contro gli attacchi degli Stati Uniti contro l’Iran. In un comunicato diffuso dalla televisione di Stato, hanno anche riferito della distruzione di un sistema Patriot, progettato per intercettare i proiettili balistici, nonché dell’incendio di un hangar presentato come utilizzato per la manutenzione di elicotteri.

  • 09:33

    Gli Houthi attaccano due petroliere saudite nel Mar Rosso: “Hanno violato il nostro blocco navale”

    Gli Houthi yemeniti hanno dichiarato di aver attaccato due petroliere saudite nel Mar Rosso, accusandole di aver violato il blocco navale imposto dal gruppo. “Una petroliera si chiamava Encelia e l’altra Layla. L’operazione è stata condotta con l’impiego di missili balistici e da crociera, nonché di droni”, ha dichiarato il portavoce militare degli Houthi secondo cui “gli attacchi sono stati precisi e hanno provocato un vasto incendio su entrambe le navi”. I dati marittimi analizzati dall’Afp hanno mostrato che almeno nove navi hanno fatto dietrofront prima di attraversare lo stretto di Bab-al-Mandab, dopo l’annuncio del blocco da parte degli Houthi, tra cui tre che avevano fatto rifornimento di petrolio al terminale saudita di Yanbu sul Mar Rosso. 

  • 09:22

    Axios: “Gli Usa sono tornati a usare il bombardiere a lungo raggio B-1. È un segnale di escalation”

    Secondo Axios, l’esercito statunitense ha utilizzato un bombardiere a lungo raggio B-1 per colpire gli obiettivi in Iran. Si tratta della “prima missione condotta dagli Stati Uniti con un B-1 da quando sono ripresi i combattimenti con l’Iran 12 giorni fa. L’utilizzo dei bombardieri B-1, in grado di trasportare una ventina di bombe da 900 kg o decine di missili da crociera – prosegue l’articolo – ha segnalato una significativa escalation ed espansione della campagna militare statunitense. Il B-1 può volare a velocità supersonica a bassa quota, trasportando un carico bellico più pesante di qualsiasi altro tipo di bombardiere. Il B-1 ha lanciato la sua missione da una base aerea nel Regno Unito ed è stato avvistato su siti web di tracciamento aereo”. Axios fa notare che il CentCom “non ha menzionato la missione del B-1 nel suo comunicato”. 

  • 09:14

    Iran, colpita una petroliera nello stretto di Hormuz, altre due costrette a cambiare rotta

    “Tre petroliere sostenute dagli Stati Uniti hanno tentato di attraversare la rotta minata a sud dello Stretto di Hormuz. Dopo che una delle petroliere, per via di un’esplosione, ha preso fuoco, le altre due si sono rapidamente voltate e si sono ritirate”. È quanto si legge in una nota delle Guardie Rivoluzionarie, diffusa dai media iraniani. “Lo Stretto di Hormuz è sotto il nostro controllo e rimarrà completamente chiuso finché gli Stati Uniti continueranno i loro atti di aggressione nella regione – si legge ancora nella nota dei pasdaran -. Nessuna petroliera sarà autorizzata ad entrare o uscire, e qualsiasi nave che cada nella trappola degli Stati Uniti e tenti di passare senza coordinamento con la Repubblica Islamica dell’Iran subirà la stessa sorte”.

  • 09:12

    Premier iracheno visita l’Iran: escalation con gli Usa e crisi energetica al centro dei colloqui

    Il primo ministro iracheno Ali al-Zeidi visiterà oggi l’Iran su invito ufficiale del presidente iraniano. Lo ricorda Al Jazeera. I colloqui con Masoud Pezeshkian si concentreranno sulle relazioni bilaterali e l’energia dovrebbe essere un tema cruciale. La visita avviene nel contesto dell’escalation tra Stati Uniti e Iran, e i funzionari iracheni hanno affermato che contribuire a porre fine a tale escalation è uno degli obiettivi del viaggio. Inoltre, il primo ministro iracheno è reduce da una visita negli Stati Uniti e dopo oggi proseguirà il viaggio diretto in Turchia. Le tensioni regionali saranno al centro di tutte e tre le tappe.