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Nuovi raid Usa sull’Iran: “Colpite decine di obiettivi, Hormuz rimarrà libero”. Teheran attacca basi in Kuwait e Bahrein

Le forze statunitensi colpiscono ancora nella notte. Il ministero degli Esteri della Repubblica islamica: "Se Washington non rispetta gli accordi, smetteremo anche noi"
Nuovi raid Usa sull’Iran: “Colpite decine di obiettivi, Hormuz rimarrà libero”. Teheran attacca basi in Kuwait e Bahrein
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Comando centrale Usa: “Colpite decine di obiettivi, l’Iran non controlla lo stretto”

“Il 12 luglio, il Comando centrale degli Stati Uniti ha portato a termine una nuova ondata di attacchi contro l’Iran, colpendo decine di obiettivi in diverse località con munizioni di precisione, al fine di ridurre la capacità iraniana di continuare a colpire il traffico marittimo internazionale nello Stretto di Hormuz”. Lo comunica il Comando in un post su X. “Le forze del Centcom”, si legge, “hanno colpito sistemi di difesa aerea militari iraniani, postazioni radar costiere, capacità missilistiche e di droni, nonché imbarcazioni di piccole dimensioni, impiegando caccia statunitensi, unità navali, droni aerei d’attacco a sola andata e – per la prima volta – droni marini d’attacco a sola andata. Lo stretto di Hormuz è un corridoio marittimo vitale per il commercio globale. L’Iran non lo controlla”, afferma il Comando centrale. “Le forze statunitensi sono schierate e pronte a garantire che la libertà di navigazione rimanga assicurata al traffico mercantile, nonostante la persistente e ingiustificata aggressività, le molestie, le minacce e le dichiarazioni arbitrarie dell’Iran”.

  • 10:18

    Teheran: “Se gli Usa non rispettano gli impegni, smetteremo anche noi”

    Esmaeil Baghaei, portavoce del ministero degli Esteri di Teheran ha dichiarato che qualora gli Stati Uniti non rispettassero gli impegni assunti nel recente memorandum d’intesa siglato tra i due Paesi a giugno, l’Iran smetterà di attenervisi. “Il nostro impegno sarà adempiuto in relazione a quello della controparte: laddove essi abbiano violato l’accordo con vari pretesti, neppure noi lo abbiamo attuato e continueremo a comportarci di conseguenza. L’Iran ha agito con serietà e buone intenzioni nei negoziati, e nessuno può accusarlo di aver violato i propri impegni. Sono stati gli americani a violare il memorandum d’Intesa e a fare a pezzi l’accordo”, accusa Baghaei.

    “Non c’è dubbio che l’intesa sia entrata in una fase di crisi, tuttavia dobbiamo tenere presente che la Repubblica islamica dell’Iran non è mai stata la prima a violare i propri impegni. Dichiariamo con orgoglio che la Repubblica islamica dell’Iran ha sempre partecipato a ogni negoziato con serietà, attenzione e considerando gli interessi e il bene del popolo iraniano, e ogni volta che ha raggiunto un’intesa ha agito nell’adempimento dei propri obblighi con buona fede e determinazione”, ha affermato il portavoce. “La parte che ha costantemente violato gli accordi è quella americana. Bisogna considerare che erano così impazienti nel rompere gli impegni che non hanno nemmeno permesso il trascorrere del periodo di un mese previsto dal punto 5 del memorandum d’intesa, relativo agli obblighi dell’Iran riguardo allo Stretto di Hormuz, iniziando fin dai primi giorni a cercare scuse e a fare marcia indietro”.

  • 09:12

    La borsa di Seul crolla del 9%

    La Borsa di Seul ha chiuso in forte ribasso, con l’indice Kospi che ha perso l’8,95%, travolto dalle vendite sui titoli tecnologici e dal peggioramento del clima sui mercati dopo il riaccendersi delle tensioni in Medio Oriente. Lo riferisce l’agenzia Yonhap.

  • 09:02

    Teheran: “Abbattuto un drone Usa sullo stretto”

    L’Iran sostiene di aver “colpito con precisione e abbattuto” un drone statunitense nell’area di Bandar Abbas, importante porto affacciato sullo stretto di Hormuz. Lo riferisce Al Jazeera, citando l’agenzia iraniana Tasnim, secondo cui il velivolo era un drone kamikaze di fabbricazione statunitense modello Lucas. 

  • 08:38

    Bahrein, difese antiaeree suonano per la terza volta

    Per la terza volta da stanotte, le sirene antiaeree stanno suonando in Bahrein nell’ambito dell’ondata di raid lanciata dall’Iran contro le basi Usa nel Golfo, in rappresaglia per i nuovi attacchi di Washington. 

  • 08:37

    Forze armate Giordania: “Abbattuti quattro missili iraniani”

    Le forze armate della Giordania hanno annunciato di aver abbattuto quattro missili iraniani, lanciati dall’Iran in rappresaglia per gli attacchi aerei statunitensi. “All’alba i sistemi di difesa aerea hanno intercettato e abbattuto quattro missili che erano entrati nello spazio aereo giordano provenendo dal territorio iraniano”, dichiara lo Stato maggiore, specificando che non si sono registrati feriti né danni materiali.

  • 08:35

    Esercito Kuwait: “In corso difesa da attacchi aerei”

    Con un post su X, le forze armate del Kuwait fanno sapere di stare “attualmente affrontando bersagli aerei ostili. Eventuali rumori di esplosione, se uditi, sono il risultato dell’intercettazione di attacchi ostili da parte dei sistemi di difesa aerea. Si richiede a tutti di attenersi alle istruzioni di sicurezza impartite dalle autorità competenti”, afferma lo stato maggiore dell’esercito in un post su X.

  • 08:33

    Pasdaran: “Colpite basi Usa in Giordania, Bahrein e Kuwait”

    In un comunicato diffuso questa mattina, le Guardie della rivoluzione iraniane annunciano che continueranno gli attacchi di “ritorsione” contro le basi statunitensi nella regione. “Lo stretto di Hormuz fa parte della nostra terra e non permetteremo a un esercito di assassini di bambini proveniente da un’altra parte del mondo di continuare le sue interferenze illegali”, si legge nella nota. “Abbiamo condotto un attacco con missili e droni contro un grande deposito di missili e carburante nella base aerea statunitense Prince Hassan, in Giordania. Sono state inoltre prese di mira le basi degli elicotteri, i velivoli per la guerra elettronica, gli aerei P-8, il centro di comando e il centro di controllo dei droni dell’esercito statunitense nella base di Sheikh Isa, in Bahrein”, proseguono i pasdaran. “Abbiamo inoltre colpito le autocisterne per il carburante e il sistema di difesa aerea Patriot nella base statunitense di Ali al-Salem, nonché il sistema radar Eps nella base di Ahmad al-Jaber, entrambe in Kuwait. In Kuwait abbiamo completamente distrutto la base missilistica terra-terra e due lanciatori missilistici Himars”, conclude il comunicato.

  • 08:29

    Comando centrale Usa: “Colpite decine di obiettivi, l’Iran non controlla lo stretto”

    “Il 12 luglio, il Comando centrale degli Stati Uniti ha portato a termine una nuova ondata di attacchi contro l’Iran, colpendo decine di obiettivi in diverse località con munizioni di precisione, al fine di ridurre la capacità iraniana di continuare a colpire il traffico marittimo internazionale nello Stretto di Hormuz”. Lo comunica il Comando in un post su X. “Le forze del Centcom”, si legge, “hanno colpito sistemi di difesa aerea militari iraniani, postazioni radar costiere, capacità missilistiche e di droni, nonché imbarcazioni di piccole dimensioni, impiegando caccia statunitensi, unità navali, droni aerei d’attacco a sola andata e – per la prima volta – droni marini d’attacco a sola andata. Lo stretto di Hormuz è un corridoio marittimo vitale per il commercio globale. L’Iran non lo controlla”, afferma il Comando centrale. “Le forze statunitensi sono schierate e pronte a garantire che la libertà di navigazione rimanga assicurata al traffico mercantile, nonostante la persistente e ingiustificata aggressività, le molestie, le minacce e le dichiarazioni arbitrarie dell’Iran”.

  • 08:26

    Iran: “Attacchi Usa vanificano sforzi per la pace”

    L’Iran “condanna fermamente” gli attacchi statunitensi sul suo territorio e accusa Washington di aver “vanificato tutti gli sforzi degli ultimi mesi per ridurre le tensioni e ristabilire la pace nella regione”. Secondo il ministero degli Esteri di Teheran, gli Stati Uniti hanno “violato apertamente praticamente tutti i termini” del memorandum d’intesa sottoscritto a giugno tra i due Paesi, causando il “ritorno dell’insicurezza” nello stretto di Hormuz.