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Iran, gli Usa colpiscono stazioni radar di Teheran. La risposta: missili su Kuwait e Bahrein. Trump: “Negoziati non durino più di 60 giorni”

L'annuncio del Comando centrale americano su X, dove è stato confermato inoltre che sono stati abbattuti quattro droni d’attacco iraniani lanciati verso lo Stretto di Hormuz. Il Pentagono innalza il grado di allerta per il controspionaggio da parte di Israele
Iran, gli Usa colpiscono stazioni radar di Teheran. La risposta: missili su Kuwait e Bahrein. Trump: “Negoziati non durino più di 60 giorni”
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Raid Usa su stazioni radar, Teheran vuole i beni congelati

La tensione tra Iran e Stati Uniti torna a salire con attacchi e accuse reciproche, mentre i colloqui restano in una fase di stallo, Donald Trump continua a prendere tempo e in Libano proseguono i raid israeliani.

Nonostante il cessate il fuoco, in vigore dall’8 aprile, nella notte tra venerdì e sabato sono arrivate le notizie di nuovi raid da una parte e dall’altra. Il Comando centrale americano ha annunciato di aver colpito postazioni radar iraniane di sorveglianza costiera a Goruk e sull’isola di Qeshm, a scopo difensivo contro ulteriori attacchi. Il Centcom ha anche dichiarato di aver distrutto almeno quattro di una serie di droni lanciati da Teheran contro navi commerciali nello stretto di Hormuz. Il ministero degli Esteri iraniano ha condannato i raid americani definendoli una “flagrante” violazione della tregua e un attacco “alla sovranità nazionale e all’integrità territoriale della Repubblica islamica”, denunciando il “comportamento ostile e provocatorio” di Washington. Il ministero ha inoltre esortato i Paesi della regione a smettere di offrire il proprio territorio e le proprie infrastrutture agli Stati Uniti avvertendo di riservarsi “il diritto di rispondere agli attacchi con fermezza e nell’ambito della legittima difesa”. E, proprio nelle stesse ore, sono stati di nuovo colpiti Kuwait e Bahrein, che ospitano due importanti basi americane, con una pioggia di missili e droni. I pasdaran hanno poi rivendicato di aver attaccato “basi nemiche” nella regione, in risposto ai raid Usa. Il ministero degli Esteri del Bahrein ha condannato gli attacchi iraniani affermando che assieme al Kuwait ha intercettato sette missili lanciati dalla Repubblica islamica e bollando “questa palese aggressione come una violazione della sovranità di entrambi i Paesi”.

Sul fronte diplomatico, mentre il presidente Trump cerca di guadagnare tempo sostenendo che i leader iraniani non vogliano concludere un accordo per “orgoglio”, un alto funzionario iraniano ha spiegato alla Cnn che lo stallo non si sbloccherà fin quando Washington non rilascerà i 24 miliardi di dollari di beni iraniani congelati. “Trump deve sbloccare questa situazione”, ha dichiarato Mohsen Rezaei, consigliere militare del leader supremo Mojtaba Khamenei. In particolare, l’Iran avrebbe chiesto lo sblocco di 12 miliardi di dollari di fondi congelati non appena verrà firmato il memorandum d’intesa con gli Stati Uniti, e di altri 12 miliardi in una fase successiva. Intanto Teheran se l’è presa anche con l’Aiea. “Se l’Agenzia vuole partecipare a una soluzione diplomatica, deve astenersi dal trasformare i rapporti tecnici in strumenti di pressione politica”, ha attaccato su X il viceministro degli Esteri Kazem Gharibabadi accusando il direttore dell’agenzia dell’Onu, Rafael Grossi di essere “al servizio degli Stati Uniti e dell’Occidente”.

Resta incandescente il (collegato) fronte libanese, dove l’esercito di Beirut ha denunciato la morte di nove persone, di cui tre soldati, nei raid aerei israeliani nel sud del Paese nonostante i negoziati in corso con lo Stato ebraico. Mentre il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha risposto alle accuse del presidente del Paese dei cedri Joseph Aoun: “Se il Libano fosse stato una merce di scambio per l’Iran (nei colloqui con gli Stati Uniti), avremmo raggiunto un accordo molto tempo fa. Fareste meglio a salvare il vostro Paese dal suo vero nemico, signor presidente!”.

Nel frattempo in un lungo servizio il New York Times pubblica foto e video che dimostrerebbero come Israele abbia usato il fosforo bianco su aree densamente popolate del Libano. L’Idf ha smentito ma stando alle immagini il 30 maggio scorso, a Nabatieh, sono comparse le caratteristiche scie di fumo prodotte da questo tipo di munizione. Altri video mostrano l’uso di fosforo bianco nei pressi della città costiera di Tiro e vicino a tre centri abitati — Qlayaa, Khiam e Yohmor nei mesi successivi alla ripresa degli scontri tra Israele ed Hezbollah. Il fosforo bianco è un’arma molto pericolosa perché a contatto con l’aria si incendia spontaneamente ed è estremamente difficile da spegnere. Spesso impiegato dalle forze armate per appiccare incendi e creare cortine di fumo durante i combattimenti, non è illegale di per sé, tuttavia il suo utilizzo deliberato contro civili o in aree densamente popolate viola le leggi internazionali di guerra.  

  • 09:51

    Libano: “Morti e feriti in un raid di Israele nel sud del Paese”

    Un numero ancora imprecisato di militari libanesi sono stati uccisi in un raid dell’Idf nel sud del Libano che ha colpito il mezzo sul quale si spostavano, sulla strada che collega Nabatieh a Khardali. Fra le vittime, ci sono un ufficiale dell’esercito libanese con il grado di colonnello e il suo autista, precisano fonti della sicurezza libanesi citate dai media arabi.

  • 09:50

    Consigliere di Khamenei: “Fase di stallo perché Usa bloccano beni congelati Iran”

    Un potenziale accordo di pace tra gli Stati Uniti e l’Iran dipende dalla disponibilità dell’amministrazione Trump a sbloccare 24 miliardi di dollari di beni iraniani congelati. Lo ha dichiarato alla Cnn un alto funzionario iraniano, avvertendo che gli Stati Uniti “entrerebbero in un tunnel buiò qualora riprendessero i combattimenti. “I negoziati sono in una fase di stallo e (il presidente degli Stati Uniti Donald) Trump deve sbloccare questa situazione”, ha dichiarato Mohsen Rezaei, consigliere militare del leader supremo Mojtaba Khamenei, in un’intervista alla Cnn a Teheran. “La palla è nel campo di Trump”. Secondo quanto riferito, l’Iran avrebbe chiesto lo sblocco di 12 miliardi di dollari di fondi congelati non appena verrà firmato un accordo provvisorio con gli Stati Uniti, e di altri 12 miliardi in una fase successiva.

  • 09:49

    “Intercettati i missili lanciati dall’Iran verso Kuwaitr e Barhein”

    L’Iran ha lanciato sette missili balistici contro il Kuwait e il Bahrein, rende noto il CentCom in un post su X, precisando che sei di questi missili sono stati intercettati e il settimo “non ha raggiunto l’obiettivo”. “Non ci sono al momento notizie di vittime fra il personale Usa, le notizie diffuse da Teheran secondo cui è stato danneggiato il quartier generale della 5 flotta in Bahrain sono false”, si precisa. I Guardiani della rivoluzione avevano rivendicato di aver colpito “basi nemiche” nella regione in risposta ai bombardamenti americani contro siti radar in Iran, a Goruk e sull’isola di Qeshm. Fonti militari americane avevano denunciato che in precedenza, sempre nella notte, Teheran aveva lanciato quattro droni verso lo Stretto di Hormuz e che i droni erano stati abbattuti perché “ponevano una minaccia immediata al traffico marittimo nella regione”. Esplosioni sono state comunque registrate presso l’aeroporto internazionale di Kuwait City e a Manama, in Bahrain, confermano i corrispondenti dell’Afp.

  • 09:46

    Scattate le sirene in Bahrain, ‘appello alla popolazione a raggiungere posti sicuri’

    Dopo l’allarme scattato in Kuwait che sta rispondendo ad un attacco con missili e droni, il ministro dell’Interno del Bahrain, secondo quanto riportato dall’agenzia Tasnim, avrebbe chiesto ai residenti di recarsi nel luogo sicuro più vicino. In Bahrain si sono attivate le sirene d’allarme e i voli sono stati sospesi, così come in Kuwait.

  • 09:44

    Il Kuwait attaccato da missili e droni

    Lo Stato Maggiore delle Forze Armate kuwaitiane ha annunciato che le difese aeree stanno attualmente respingendo attacchi ostili di droni e missili, stando a quanto riporta l’Afp. In un messaggio su X, l’esercito scrive che “le difese aeree kuwaitiane stanno attualmente affrontando attacchi missilistici e droni nemici”. Poi la precisazione: “I rumori delle esplosioni udite sono il normale risultato dell’intercettazione di attacchi da parte dei sistemi di difesa aerea nazionali”, come riporta l’Afp. Le difese aeree del Kuwait sono state colpite da missili e droni – ha aggiunto l’esercito del Paese del Golfo – tre giorni dopo l’attacco al suo aeroporto attribuito all’Iran.

  • 09:43

    Trump: “I leader iraniani non hanno firmato l’accordo di pace perché sono orgogliosi”

    Donald Trump ha dichiarato che i leader iraniani non hanno ancora raggiunto un accordo con gli Stati Uniti per porre fine al conflitto in corso perché sono “forti” e “orgogliosi“, ma alla fine, ha aggiunto, “non hanno altra scelta” se non quella di trovare un’intesa.
    “Sono forti, sono orgogliosi; ci sono cose che non avrebbero mai pensato di dover fare e che invece dovranno fare. Non hanno altra scelta e ci vuole un pò di tempo”, ha detto il presidente in un’intervista a Nbc News.

  • 09:43

    Trump: “L’Iran ha ancora il 21-22% dei suoi missili”

    All’Iran è rimasto ancora il “21-22%” dei suoi missili. Lo ha detto il presidente americano Donald Trump. “Hanno ancora capacità operativa. Possiedono dei missili, possiedono dei droni. Direi che, in termini percentuali, gli è rimasto forse il 21- 22 per cento dei missili”, ha detto Trump in un’intervista a Nbc News. La cifra è superiore al 18% indicato dallo stesso presidente americano a maggio.

  • 09:37

    Iran, gli Usa colpiscono stazioni radar di Teheran. La risposta: missili su Kuwait e Bahrein

    Gli Usa hanno colpito postazioni radar iraniane di sorveglianza costiera a Goruk e sull’isola di Qeshm, a scopo difensivo contro ulteriori attacchi. Lo ha annunciato il Comando centrale americano su X confermando inoltre di aver abbattuto quattro droni d’attacco iraniani lanciati verso lo Stretto di Hormuz.

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