Pasdaran: 33 navi hanno attraversato Hormuz nelle ultime 24 ore
Sono 33 le navi che hanno attraversato lo Stretto di Hormuz nelle ultime 24 ore. Lo hanno riferito i Pasdaran come riporta l’agenzia di stampa iraniana Fars. Petroliere, navi portacontainer e altre imbarcazioni commerciali hanno potuto transitare dopo aver ottenuto i permessi necessari, sottolinea la Fars, aggiungendo che la marina delle Guardie Rivoluzionarie ha garantito la sicurezza delle imbarcazioni e le ha scortate attraverso lo stretto.
Repubblicani Usa preoccupati dell’accordo con l’Iran: può rafforzare Teheran
I repubblicani preoccupati dal possibile accordo con l’Iran. Anche se i dettagli dell’eventuale intesa non sono ancora noti, i senatori conservatori Lindsey Graham e Ted Cruz hanno già manifestato il loro malumore. “Se il risultato” della guerra “è un regime iraniano guidato che chi grida ‘morte all’America’, che riceve miliardi di dollari e che esercita un controllo effettivo sullo Stretto di Hormuz, allora è disastroso”, ha detto Ted Cruz. “Se l’accordo è firmato perché si ritiene che lo Stretto di Hormuz non possa essere protetto dal terrorismo iraniano e che Teheran possegga ancora le capacità di distruggere le infrastrutture nel Golfo, allora l’Iran sarà percepito come una forza e nel tempo sarà un problema per Israele“, ha osservato invece Graham precisando che se “queste percezioni sono vere allora mi chiedo perché la guerra è iniziata”.
Trump posta immagine creata con AI: caccia Usa bombarda navi iraniane su Hormuz
Il presidente americano Donald Trump ha condiviso, sul suo Truth social, un’immagine creata con l’intelligenza artificiale in cui si vedono caccia Usa bombardare navi con la bandiera dell’Iran, presumibilmente nello Stretto di Hormuz. L’immagine è accompagnata dalla didascalia “Adios” ed è stata postata mentre sembra vicino il raggiungimento di un memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran.
Fonti, “Teheran rinuncia alle scorte di uranio arricchito”
Il potenziale accordo fra Iran e Stati Uniti di cui si discute nelle ultime ore includerà l’impegno dell’Iran a non perseguire un’arma nucleare e Teheran ha accettato di rinunciare alle sue scorte di uranio altamente arricchito. È quanto riferiscono funzionari regionali. Secondo una fonte, con conoscenza diretta dei negoziati, le modalità con cui l’Iran rinuncerà al proprio uranio altamente arricchito saranno oggetto di ulteriori negoziati nel corso di un periodo di 60 giorni ed è altamente probabile che una parte della quantità venga diluita, mentre il resto sarà trasferito in un paese terzo, potenzialmente la Russia. L’Iran possiede 440,9 chilogrammi di uranio arricchito fino al 60% di purezza, a un passo tecnico dal livello del 90% necessario per la produzione di armi, secondo l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea).
Sempre secondo la fonte regionale, lo Stretto di Hormuz verrà gradualmente riaperto parallelamente alla fine del blocco statunitense dei porti iraniani. Inoltre gli Stati Uniti consentiranno all’Iran di vendere il proprio petrolio attraverso deroghe alle sanzioni, ha affermato un secondo funzionario informato sui negoziati, aggiungendo che l’alleviamento delle sanzioni e lo sblocco dei fondi iraniani congelati saranno negoziati durante il periodo di 60 giorni. Entrambi i funzionari regionali hanno affermato che la bozza dell’accordo prevede la fine della guerra fra Israele e Hezbollah in Libano, nonché un impegno a non interferire negli affari interni dei Paesi della regione.
Pezeshkian: “Non intendiamo dotarci di armi nucleari”
L’Iran non intende dotarsi di armi nucleari. Lo ha dichiarato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian mentre si sta definendo un accordo con gli Stati Uniti per la fine della guerra. “Vogliamo rassicurare il mondo sul fatto che non stiamo cercando di dotarci di armi nucleari”, ha dichiarato Pezeshkian, secondo quanto riportato dai media locali. La squadra di negoziatotri di Teheran, ha aggiunto Pezeshkian, “non scenderà a compromessi” quando si tratta dell’”onore” e della “dignità” degli iraniani.
Media: “Iran si impegna a non realizzare l’arma nucleare”
Il potenziale accordo fra Iran e Stati Uniti di cui si discute nelle ultime ore includerà l’impegno dell’Iran a non perseguire un’arma nucleare. Lo riferiscono fonti regionali.
Channel 12: “Trump ha ribadito a Netanyahu che ci sarà l’accordo sul nucleare”
Durante il colloquio telefonico di ieri sera tra il presidente Usa Donald Trump e il premier israeliano Benyamin Netanyahu sarebbe stato concordato che, in vista di una possibile sigla di un memorandum d’intesa tra Usa e Iran, Israele potrà mantenere “libertà d’azione contro le minacce su tutti gli fronti, Libano compreso”. Lo riporta Channel 12 citando una fonte politica israeliana. Inoltre, riferisce sempre la fonte, Trump ha riaffermato che non firmerà ”un accordo definitivo che non preveda lo smantellamento del programma nucleare iraniano e la rimozione di tutto l’uranio arricchito dal territorio iraniano”.
Media: “Dopo accordo preliminare, possibile incontro tra le delegazioni il 5 giugno”
In seguito alla firma di un accordo preliminare, che dovrebbe chiamarsi “Dichiarazione di Islamabad”, delegazioni di Washington e Teheran potrebbero sostenere un nuovo round di colloqui più approfondite il prossimo 5 giugno: è quanto afferma la piattaforma media saudita Al Arabiya sul proprio sito in arabo, citando “fonti di alto livello”.
Il memorandum di intesa preliminare, secondo le stesse fonti, sarà annunciato dal Pakistan, che sta svolgendo funzioni di mediazione, “senza necessità della presenza delle parti coinvolte”.
Von der Leyen: “Bene i progressi, riaprire Hormuz”
“Accolgo con favore i progressi compiuti verso un accordo tra gli Stati Uniti e l’Iran. Abbiamo bisogno di un accordo che allenti realmente la tensione del conflitto, riapra lo Stretto di Hormuz e garantisca la piena libertà di navigazione senza ostacoli. L’Europa continuerà a collaborare con i partner internazionali per cogliere questa occasione e giungere a una soluzione diplomatica duratura. E per contenere le ripercussioni di questo conflitto, in particolare sulle catene di approvvigionamento e sui prezzi dell’energia”. Lo afferma la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen su X.
Il potenziale accordo si chiamerà ‘Dichiarazione di Islamabad’
Il potenziale accordo preliminare fra Iran e Stati Uniti si chiamerà ‘Dichiarazione di Islamabad’ e sarà un memorandum d’intesa a cui dovranno seguire negoziati su un accordo definitivo per trattare le questioni ancora in sospeso. Lo riferisce Al Arabiya citando fonti autorevoli, aggiungendo che ad annunciare il memorandum d’intesa sarà il Pakistan senza che sia necessaria la presenza delle parti negoziali. Washington e Teheran invieranno invece i capi delle loro delegazioni una volta che inizieranno i negoziati sull’accordo definitivo.