Media: “Khamenei è stato ucciso, recuperato il corpo”
La guida suprema iraniana, Ali Khamenei, è stato ucciso e il suo corpo è stato recuperato dalle rovine del suo palazzo. Lo ha riferito un funzionario israeliano al Times of Israel.
La guida suprema iraniana, Ali Khamenei, è stato ucciso e il suo corpo è stato recuperato dalle rovine del suo palazzo. Lo ha riferito un funzionario israeliano al Times of Israel.
Momenti chiave
Nuove esplosioni sono state avvertite a Dubai, dove già stamattina erano stati intercettati missili iraniani. Lo riferiscono testimoni sul posto.
Il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, ha avuto oggi un colloquio telefonico con l’omologo iraniano Abbas Araghchi nel quale “ha condannato l’attacco armato non provocato degli Stati Uniti e di Israele, in violazione dei principi e delle norme del diritto internazionale e ignorando completamente le gravi conseguenze per la stabilità e la sicurezza regionali e globali”. Lo riferisce il ministero degli Esteri di Mosca, aggiungendo che Lavrov ha chiesto di “porre immediatamente fine agli attacchi” e ha ribadito “la disponibilità della Russia a contribuire alla ricerca di soluzioni pacifiche”.
“Tutto ciò che voglio è la libertà per il popolo iraniano”. Lo ha detto Donald Trump in una breve intervista telefonica col Washington Post poco dopo le 4 del mattino. “Voglio una nazione sicura, ed è ciò che avremo”, ha detto il presidente nelle sue prime dichiarazioni degne di nota dopo aver annunciato l’attacco contro l’Iran.
Il ministro degli Esteri dell’Oman, Badr Albusaidi, che ha mediato i colloqui indiretti sul nucleare tra Stati Uniti e Iran nell’ultimo mese, si è detto “sgomento” per la violenza scoppiata in Medio Oriente. “Negoziati seri e attivi sono stati ancora una volta compromessi. Esorto gli Stati Uniti a non farsi ulteriormente coinvolgere. Questa non è la vostra guerra”, ha dichiarato.
Il primo ministro canadese Mark Carney e il suo ministro degli Esteri, Anita Anand, hanno appoggiato l’attacco americano in Iran. “Il Canada sostiene gli Stati Uniti nell’azione volta a impedire all’Iran di ottenere un’arma nucleare e a impedire al suo regime di minacciare ulteriormente la pace e la sicurezza internazionale”, hanno affermato in una dichiarazione congiunta.
Israele stima “con alta probabilità” che nei raid aerei su Teheran sia stato eliminato Ali Shamkhani, segretario del Consiglio di difesa dell’Iran e consigliere politico della Guida Suprema dell’Iran, Ali Khamenei. Lo riferisce l’emittente Canale 12, che descrive Shamkhani come “l’uomo forte dietro il programma nucleare dei Pasdaran” e “tra le figure più estremiste del regime”.
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, dopo un confronto con il capo della polizia Vittorio Pisani, ha fatto diramare sul territorio una disposizione urgente per sensibilizzare e rafforzare i dispositivi di sicurezza su obiettivi ritenuti di prioritaria sensibilità, statunitensi e isrealiani come sedi diplomatiche, consolati, strutture religiose e centri culturali. L’alert del Viminale riguarda anche le strutture operative di pronto intervento sul territorio.
L’Esercito israeliano ha annunciato oggi di aver colpito nell’ovest dell’Iran “centinaia di obiettivi militari iraniani, compresi lanciamissili”, negli attacchi lanciati con gli Stati Uniti. “Parallelamente ai raid dell’Aeronautica in Iran – fanno sapere le Idf – il dispositivo di difesa antiaerea identifica e intercetta le minacce dall’Iran contro lo Stato di Israele”.
“Non so quanto convenga all’Iran indurire la situazione” e chiudere lo Stretto di Hormuz, al momento la circolazione viene garantita perché “stiamo aggirando quella parte di mare con le missioni Atalanta e Aspides. Ci auguriamo che sia sufficiente questo per garantire la libertà di circolazione”. Lo ha dichiarato il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani incontrando i giornalisti alla Farnesina. “Se l’Iran indurisce la situazione che vuol dire che il regime è in difficoltà, non lo hanno fatto l’altra volta e al momento non hanno fatto minacce di questo genere, però ripeto la situazione può degenerare un momento in altro”, ha aggiunto.
Le tensioni nello Stretto di Hormuz rappresentano uno dei principali rischi per la stabilità globale, poiché si tratta del punto di transito marittimo più critico al mondo per il commercio di energia. Situato tra l’Iran e l’Oman, lo stretto è un “collo di bottiglia” largo solo 33 km nel suo punto più stretto. La sua rilevanza è dovuta al transito di petrolio – da qui passa infatti circa il 20% della domanda mondiale di greggio (17-18 milioni di barili al giorno) – e gas – con oltre il 25% delle esportazioni globali di Gas Naturale Liquefatto (GNL), provenienti soprattutto dal Qatar, che passa da qui. Inoltre è l’unica via d’uscita dal Golfo Persico verso i mercati aperti per paesi come Arabia Saudita, Iraq, Kuwait e Emirati Arabi Uniti.
L’Iran ha ripetutamente minacciato di chiudere lo Stretto come forma di rappresaglia, un’azione che secondo gli esperti farebbe schizzare il prezzo del petrolio sopra i 120 dollari al barile. Recentemente Teheran ha avviato manovre militari congiunte con Russia e Cina nell’area per dimostrare la propria capacità di controllo delle rotte.
Il controllo dello stretto è regolamentato da accordi che prevedono corridoi di transito internazionale, ma la continua presenza di navi da guerra della US Navy e della marina iraniana rende l’area un costante teatro di potenziali incidenti.