Media: “Khamenei è stato ucciso, recuperato il corpo”
La guida suprema iraniana, Ali Khamenei, è stato ucciso e il suo corpo è stato recuperato dalle rovine del suo palazzo. Lo ha riferito un funzionario israeliano al Times of Israel.
La guida suprema iraniana, Ali Khamenei, è stato ucciso e il suo corpo è stato recuperato dalle rovine del suo palazzo. Lo ha riferito un funzionario israeliano al Times of Israel.
Momenti chiave
Il “gruppo degli otto”, i principali leader del Congresso che per legge devono essere informati su questioni di intelligence sensibili, “è stato aggiornato in dettaglio all’inizio della settimana” sulla possibile azione militare in Iran. Lo comunica lo speaker della Camera Usa, Mike Johnson. “Ho ricevuto aggiornamenti dal segretario Rubio e resterò in stretto contatto con il Presidente e il Dipartimento della Guerra mentre procede l’operazione”, ha spiegato Johnson.
I piani militari Usa prevedono una serie di attacchi all’Iran intervallati con delle pause per valutare i danni causati. Lo afferma la Cnn citando un funzionario statunitense.

“Il regime iraniano ha scelto di diventare complice di Putin e gli ha fornito i droni shahed” utilizzati per colpire l’Ucraina e “anche le tecnologie per produrli”. Ma “anche altre nazioni hanno subito il terrorismo sostenuto dall’Iran. Pertanto, è giusto dare al popolo iraniano la possibilità di liberarsi di un regime terroristico e di garantire la sicurezza di tutte le nazioni che hanno subito il terrorismo proveniente dall’Iran”. Lo scrive il presidente ucraino Volodymyr Zelensky su X.
Lo riferiscono i corrispondenti dell’Afp e testimoni sul posto. Da stamattina si registrano diverse esplosioni nelle capitali dei tre Paesi del Golfo, in seguito al lancio di missili dall’Iran.
Germania, Francia e Regno Unito in una nota congiunta condannano “con la massima fermezza gli attacchi iraniani contro i Paesi della regione”. L’Iran deve astenersi da attacchi militari indiscriminati. Chiediamo la ripresa dei negoziati ed esortiamo la leadership iraniana a perseguire una soluzione negoziata”, si legge ancora. “In ultima analisi, al popolo iraniano deve essere consentito di determinare il proprio futuro”, conclude la nota.
Un alto funzionario israeliano ha dichiarato a Channel 1: “Rimarremmo scioccati se Khamenei apparisse in diretta. Secondo la nostra valutazione, non è più tra noi, ma stiamo aspettando una conferma definitiva”. Secondo un’altra fonte israeliana a N12, la guida suprema iraniana “molto probabilmente non è sopravvissuta agli attacchi”.
“Trump deve sapere che oggi abbiamo lanciato i missili attingendo solo dalle nostre vecchie scorte. Presto sveleremo armi che non avete mai visto prima”. Lo ha detto l’alto generale dei Guardiani della Rivoluzione iraniani, Ebrahim Jabbari, parlando alla tv di Stato.
“Rifiutiamo l’azione militare unilaterale di Stati Uniti e Israele, che comporta una escalation e contribuisce a un ordine internazionale più incerto e ostile. Allo stesso modo rifiutiamo le azioni del regime iraniano e della Guardia rivoluzionaria“. Con questo messaggio su X, il premier spagnolo, Pedro Sanchez, ha respinto gli attacchi unilaterali di Stati Uniti e Israele in Iran e ha fatto appello a una de-escalation e al rispetto del diritto internazionale. “Non possiamo permetterci un’altra guerra prolungata e devastatrice in Medio Oriente, scrive il leader socialista. “Esigiamo la de-escalation immediata e il pieno rispetto del diritto internazionale” è l’appello del leader socialista. “E’ ora di riprendere il dialogo e raggiungere una soluzione politica duratura per la regione”, conclude.
Sms agli iraniani, inviati dalle autorità della Repubblica islamica. A raccontarlo è il Wall Street Journal secondo cui le autorità stanno inviando messaggi ai clienti della telefonia mobile sulla risposta dell’Iran all’operazione di Usa e Israele per tenere alto il morale della popolazione. “Questa volta la risposta dell’Iran è stata più rapida, devastante ed estesa rispetto alla guerra dei 12 giorni (della scorsa estate) – afferma un messaggio, ricostruisce il Wsj – Le Forze armate iraniane hanno lanciato una risposta globale contro le basi di Usa e Israele”.
Il Congresso si spacca sull’attacco all’Iran. Il deputato repubblicano Thomas Massie, nemico del presidente, parla di “atto di guerra senza autorizzazione del Congresso“. Il senatore democratico Rube Gallego mette invece in evidenza come si può “sostenere il movimento democratico e gli iraniani senza l’invio di truppe”. Il senatore repubblicano Lindsey Graham, alleato di Trump, festeggia l’attacco definendolo “giustificato e dovuto”, mentre l’altro conservatore Roger Wicker lo ha ritenuto “un’operazione necessaria per proteggere gli americani e i loro interessi”. Il senatore democratico John Fetterman, che lo scorso anno aveva sostenuto gli attacchi Usa contro gli impianti nucleari iraniani, ha elogiato i raid di oggi. “Il presidente Trump è stato disposto a fare ciò che è giusto e necessario per produrre una vera pace nella regione. Dio benedica gli Stati Uniti, il nostro grande esercito e Israele”, ha dichiarato Fetterman in un post su X.