Media: “Khamenei è stato ucciso, recuperato il corpo”
La guida suprema iraniana, Ali Khamenei, è stato ucciso e il suo corpo è stato recuperato dalle rovine del suo palazzo. Lo ha riferito un funzionario israeliano al Times of Israel.
La guida suprema iraniana, Ali Khamenei, è stato ucciso e il suo corpo è stato recuperato dalle rovine del suo palazzo. Lo ha riferito un funzionario israeliano al Times of Israel.
Momenti chiave
“L’Iran ha lanciato intenzionalmente missili contenenti sub-munizioni a grappolo contro un’area civile densamente popolata in Israele. Le armi a grappolo sono progettate per disperdersi su un’ampia superficie e massimizzare le probabilità di colpire, aumentando il rischio di danni estesi”. Lo riferisce l’esercito israeliano in una nota. “L’Iran ha agito con l’intento di massimizzare i danni ai civili israeliani. Dirigere attacchi contro civili costituisce un crimine di guerra. Continueremo a operare per proteggere Israele in conformità con il diritto internazionale”, aggiungono le Idf.

“Stamattina, in un potente attacco a sorpresa, abbiamo distrutto il complesso residenziale di Khamenei. Ci sono numerosi segnali che sia morto”. Così il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu in una dichiarazione video al Paese. “Abbiamo distrutto il sito dove si trovava il tiranno che ha diffuso il terrorismo in tutto il mondo”, ha affermato.
Nell’operazione congiunta di Stati Uniti e Israele contro l’Iran sono state lanciate trenta bombe contro il complesso dove vive la Guida suprema iraniana, l’ayatollah Ali Khamenei. Lo riferisce l’emittente israeliana Channel 12. Il giornalista Amit Segal, ritenuto vicino al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, afferma che Khamenei “era sottoterra, ma probabilmente non nel suo bunker personale”, ha affermato. Le immagini satellitari mostrano il compound in gran parte distrutto.
Donald Trump ha detto di aver avuto una “buona telefonata” con il premier israeliano Benjamin Netanyahu. “Siamo sulla stessa lunghezza d’onda”, ha detto Trump parlando all’emittente israeliana Channel 12. Il presidente Usa ha spiegato di avere “diverse vie d’uscita”: prolungare la campagna e “prendere il controllo di tutto”, oppure concluderla in pochi giorni avvertendo Teheran di non ricostruire, osservando che una ripresa “richiederebbe loro anni”.
C’è anche un gruppo di duecento ragazzi, che si trovavano nel Paese per motivi di studio, fra gli italiani bloccati a Dubai. A quanto si apprende, il gruppo non si trovava nell’area di Palm Jumeirah dove un albergo è stato colpito e stanno tutti bene. Al momento però non possono rientrare in Italia a causa della chiusura dello spazio aereo.
“Convocherò domani un Consiglio Affari esteri straordinario in collegamento video per affrontare la questione dell’Iran e degli eventi in rapida evoluzione in Medio Oriente”. Lo scrive su X l’Alta Rappresentante per la politica estera dell’Unione europea Kaja Kallas. “Sono in contatto con i nostri partner nei Paesi del Golfo. Gli attacchi indiscriminati del regime iraniano contro i suoi vicini comportano il rischio di trascinare la regione in una guerra più ampia e noi condanniamo questo fenomeno. È essenziale che la guerra non si estenda ulteriormente. Il regime iraniano deve fare delle scelte”, afferma Kallas.
Sono “minimi” i danni alle installazioni Usa nella regione del golfo, che le forze americane hanno difeso con successo contro gli” attacchi di centinaia di missili e droni iraniani”. Lo afferma il Comando centrale delle forze armate statunitensi, sottolineando che non ci sono indicazioni di vittime o feriti. L’operazione “Epic Fury”, si comunica, è iniziata all’1.15 del mattino ora di Washington “per smantellare l’apparato di sicurezza del regime iraniano, dando la priorità alle aree che ponevano una minaccia imminente. I target includevano le strutture di controllo e comando delle Guardie Rivoluzionarie, le aree di lancio di missili e droni e gli aeroporti militari. Dopo la prima ondata di raid, le forze del Centcom hanno difeso con successo contro centinaia di missili e droni iraniani. Le prime ore dell’operazione hanno incluso lanci di precisione. La task force Scorpion Strike ha poi impiegato per la prima volta nei combattimenti i droni kamikaze”.
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian e la Guida suprema Ali Khamenei “sono sani e salvi”. Lo ha dichiarato un portavoce del ministero degli Esteri iraniano a Sky News. “Sì, abbiamo avuto altri comandanti che sono stati martirizzati a seguito di questo atto terroristico di aggressione. Ma ciò che conta è che la nazione iraniana, le nostre forze armate, le nostre coraggiose forze armate, stiano adottando le misure necessarie per difendere l’Iran nel modo più forte possibile”, ha aggiunto.
Il genero e la nuora della Guida suprema dell’Iran, Ali Khamenei, sono stati uccisi nei raid condotti da Stati Uniti e Israele. Lo riportano i media iraniani, citando un membro del consiglio comunale di Teheran, che ha definito “martiri” i due parenti dell’ayatollah.
“Non comprendiamo le ragioni dell’attacco statunitense all’Iran. Forse l’amministrazione statunitense è stata trascinata”. Così il ministro degli Esteri Abbas Araghchi su X, facendo riferimento al fatto che Israele potrebbe aver convinto gli Stati Uniti ad attaccare. “L’Iran punirà coloro che uccidono i nostri figli. La nostra inimicizia non è rivolta al popolo americano, a cui ancora una volta vengono fornite bugie”, ha aggiunto. “Non so perché l’amministrazione statunitense abbia insistito nell’iniziare un negoziato con l’Iran e poi lo abbia attaccato nel bel mezzo dei colloqui. La stessa cosa è successa lo scorso giugno”, ha sottolineato.