Media: “Khamenei è stato ucciso, recuperato il corpo”
La guida suprema iraniana, Ali Khamenei, è stato ucciso e il suo corpo è stato recuperato dalle rovine del suo palazzo. Lo ha riferito un funzionario israeliano al Times of Israel.
La guida suprema iraniana, Ali Khamenei, è stato ucciso e il suo corpo è stato recuperato dalle rovine del suo palazzo. Lo ha riferito un funzionario israeliano al Times of Israel.
Momenti chiave
Lunghe code alle stazioni di rifornimento nella capitale iraniana Teheran dopo l’avvio dell’operazione congiunta di Usa e Israele contro l’Iran. Tante le persone che hanno cercato di lasciare la città dove in molte aree oggi i negozi sono rimasti chiusi, come confermato da testimonianze riportate dall’agenzia di stampa Dpa.
“La nostra missione navale Aspides rimane in stato di massima allerta nel Mar Rosso ed è pronta a contribuire a mantenere aperto il corridoio marittimo”. E’ quanto scrive su X l’Alta rappresentante Ue, Kaja Kallas. Si tratta di una missione diplomatico-militare di sicurezza marittima dell’Unione europea, in risposta agli attacchi Houthi contro le navi nel Mar Rosso. Dopo l’attacco di oggi il gruppo filo-iraniano ha dichiarato che riprenderà a colpire.
“L‘Idf e l’esercito statunitense hanno lanciato un’ampia e potente operazione congiunta che ha danneggiato radicalmente il regime terroristico iraniano”. Lo ha detto in una dichiarazione il portavoce dell’Idf aggiungendo che attualmente il capo di stato maggiore Eyal Zamir e i comandanti dell’esercito stanno conducendo una valutazione della situazione.
Gli attacchi condotti contro l’Iran da parte di Israele e Usa rappresentano una “rinnovata aggressione”, a cui le forze armate di Teheran “risponderanno con piena forza”: lo si legge in una nota in farsi del ministero degli Esteri iraniano. La nota sottolinea che gli attacchi sono stati sferrati mentre Washington e Teheran erano “impegnate in un processo diplomatico”. “Così come eravamo pronti al negoziato, siamo anche più che pronti a difendere l’Iran in ogni momento”, afferma il comunicato.
Esplosioni sono state udite a Riad, la capitale dell’Arabia Saudita, nel contesto della rappresaglia iraniana che ha preso di mira anche diverse basi statunitensi in Bahrein, Qatar, Emirati Arabi Uniti e Kuwait. Due giornalisti dell’Afp che si trovano a Riad hanno sentito un boato e diverse esplosioni.
“Gli ultimi sviluppi in Medio Oriente sono pericolosi. Il regime iraniano ha ucciso migliaia di persone. I suoi programmi missilistici balistici e nucleari, insieme al sostegno ai gruppi terroristici, rappresentano una seria minaccia per la sicurezza globale”. E’ quanto scrive su X l’Alta rappresentante Ue, Kaja Kallas. “Ho parlato con il Ministro degli Esteri israeliano Saar e con altri ministri della regione. L’Ue sta inoltre collaborando strettamente con i partner arabi per esplorare percorsi diplomatici. La protezione dei civili e il diritto internazionale umanitario sono una priorità”, spiega Kallas.
“La situazione è molto preoccupante, già abbiamo ridotto da alcune settimane al minimo la presenza diplomatica a Teheran. Siamo pronti all’evacuazione anche degli italiani che volessero farlo, come abbiamo fatto in occasione della guerra di qualche mese fa”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani a SkyTg24. “Seguiamo minuto per minuto l’evolversi della situazione. Già da qualche giorno avevamo invitato gli italiani ad abbandonare il Paese, cosa che era stata fatta dai turisti e lavoratori – sono rimasti solo gli italiani che vivono là, sposati con cittadini italiani. Siamo pronti all’evacuazione”, ha aggiunto Tajani, precisando che la riunione d’emergenza alla Farnesina servirà a fare “una valutazione della situazione e per decidere eventuali provvedimenti da adottare per l’evacuazione dei nostri connazionali, se opportuna e se non è rischiosa”.
Innalzata dalle prime ore del mattino l’attenzione su tutte le manifestazioni e gli obiettivi sensibili a Roma, come le sedi di ambasciate e il Ghetto, dopo l’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran. Implementata anche l’attività informativa.
Un raid ha preso di mira in Iraq una base che ospita milizie filo-iraniane, provocando vittime. Lo ha riferito all’Afp un funzionario della sicurezza, precisando che è stata colpita la base di Jurf al-Sakher, nel sud dell’Iraq, che ospita prevalentemente miliziani del gruppo Kataeb Hezbollah. “Il bombardamento ha preso di mira la 47esima brigata di Kataeb Hezbollah”, ha dichiarato una fonte delle Forze di mobilitazione popolare (Hashd al-Shaabi). Al momento, secondo fonti locali, il bilancio è di almeno due morti.
Gli attacchi israeliani e americani hanno colpito “l’integrità territoriale e la sovranità nazionale del Paese, comprese le infrastrutture difensive e le località non militari in varie città del Paese”. Lo denuncia in una nota il ministero degli Esteri iraniano, secondo cui “la Repubblica islamica considera questa aggressione una chiara violazione della pace e della sicurezza internazionali e sottolinea che si riserva il diritto legittimo di rispondere in modo deciso”.
“La nazione iraniana ha sempre dato prova di pazienza e moderazione per evitare un’escalation e preservare la stabilità regionale”, rivendica Teheran, ribadendo che gli attacchi degli Stati Uniti e di Israele sono un “chiaro esempio di aggressione armata” e citando l’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite sul diritto dell’Iran all’autodifesa.