Gaza, Tajani: “Orientati a partecipare alla riunione del Board of Peace a Washington”
“Le prospettive di ricostruzione a Gaza sono state al centro di una riunione oggi a Monaco con i partner europei e regionali alla presenza della ministra degli Esteri palestinese Varsen Aghabekian Shahin. L’Italia è in prima linea con il piano da 60 milioni per aiuti umanitari, rafforzamento delle strutture sanitarie e per l’istruzione, riqualificazione delle abitazioni per gli sfollati, sostegno alle Istituzioni palestinesi”, ha poi spiegato Tajani su X. “Per portare pace e stabilità è prioritario continuare nel nostro impegno per l’attuazione del Piano di Pace e per la ricostruzione della Striscia insieme al nostro settore privato. È strategico mantenere il cessate il fuoco: l’obiettivo finale è raggiungere le condizioni per avere 2 Stati per 2 popoli, per questo non sono accettabili tentativi di annessione dei Territori Palestinesi”, ha aggiunto il ministro.
Starmer: “Schiereremo gruppo d’attacco di portaerei nel Nord Atlantico e Alto Nord”
Il Regno Unito schiererà quest’anno il suo gruppo d’attacco di portaerei nella regione del Nord Atlantico e dell’Alto Nord. Lo ha annunciato il primo ministro Keir Starmer a Monaco. Il gruppo sarà guidato dalla Hms Prince of Wales, “operando a fianco di Stati Uniti, Canada e altri alleati della Nato”. E’ “una forte dimostrazione del nostro impegno per la sicurezza euro-atlantica”, ha detto. “È anche per questo che stiamo rafforzando la nostra cooperazione nucleare con la Francia. Per decenni, il Regno Unito è stata l’unica potenza nucleare in Europa a impegnare il proprio deterrente per proteggere tutti i membri della Nato”.
Von der Leyen: “Sulla difesa usare anche la maggioranza qualificata: non serve modifica ai trattati”
“È nostro impegno collettivo sostenerci a vicenda in caso di aggressione. O, in parole semplici, uno per tutti e tutti per uno. Questo è il significato dell’Europa. Ma questo impegno ha peso solo se si basa sulla fiducia e sulla capacità. Ecco perché dobbiamo essere collettivamente pronti. Dobbiamo prendere decisioni più rapidamente. Ciò può significare affidarsi al risultato di una maggioranza qualificata piuttosto che all’unanimità. Non è necessario modificare il trattato per questo. Dobbiamo utilizzare quello che abbiamo. E dobbiamo essere creativi”. Lo ha detto la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen a Monaco
Von der Leyen: “È il omento per la clausola di difesa reciproca dell’Europa”
“Credo che sia giunto il momento di dare vita alla clausola di difesa reciproca dell’Europa. La difesa reciproca non è opzionale per l’Ue, è un obbligo previsto dal nostro stesso trattato, all’articolo 42, paragrafo 7. Per una buona ragione: è nostro impegno collettivo sostenerci a vicenda in caso di aggressione. O, in termini semplici, uno per tutti e tutti per uno. Questo è il significato dell’Europa. Ma questo impegno ha peso solo se si basa sulla fiducia e sulla capacità”. È quanto ha detto la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, intervenendo alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco.
Starmer: “Dobbiamo essere pronti a difenderci”
“Dobbiamo essere pronti a combattere e fare tutto il necessario”. Lo ha detto il primo ministro britannico Keir Starmer intervenendo alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco.
Von der Leyen: “Europa sia più indipendente, anche sul digitale”
“L’Europa deve diventare più indipendente: non c’è altra scelta. Indipendente in ogni dimensione che influisce sulla nostra sicurezza e prosperità. Difesa ed energia. Economia e commercio. Materie prime e tecnologia digitale. Alcuni potrebbero dire che la parola ‘indipendenzà è in contrasto con il nostro legame transatlantico. Ma è vero il contrario. Un’Europa indipendente è un’Europa forte. E un’Europa forte rende più forte l’alleanza transatlantica“. Lo ha detto la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen intervenendo alla conferenza sulla sicurezza di Monaco.
La Cina: “La porta del dialogo si è finalmente aperta”
“La porta al dialogo sia finalmente aperta”. Lo ha detto il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, parlando della guerra in Ucraina durante la Conferenza sulla sicurezza di Monaco. Wang ha esortato le parti a “raggiungere un accordo di pace globale, duraturo e vincolante”.
Wang Yi: “Europa e Cina non sono rivali, Onu non è il problema”
“Cina ed Europa sono alleati, non rivali” e “finché terremo a mente questo, saremo in grado di fare le scelte giuste di fronte alle sfide”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri cinese Wang Yi intervenendo alla Conferenza di Monaco sulla sicurezza ed esortando i leader a “lavorare insieme per ricalibrare il corso della storia e creare un mondo migliore”. Wang ha poi messo in guardia contro una “crescente turbolenza” verificatasi nell’ultimo anno, sostenendo che “l’umanità è giunta a un nuovo bivio”. Sottolineando la necessità di riformare le organizzazioni internazionali, e in particolare l’Onu, il ministro cinese ha comunque aggiunto che “non è perfetta nella sua forma attuale, ma resta l’organizzazione più universale e autorevole” di questo tipo. Secondo Wang il problema principale sono “certi paesi che cercano di amplificare le differenze e i disaccordi” all’interno delle Nazioni Unite e “di alimentare il confronto di blocco e persino di far rivivere la mentalità della guerra fredda“.
Wang Yi: “Umanità di fronte a nuovo bivio, serve multilateralismo vero”
“Negli ultimi dodici mesi si è registrata una crescente turbolenza, e l’umanità si trova a un nuovo bivio. Le organizzazioni internazionali, in particolare le Nazioni Unite, devono essere riformate, ma devono continuare a funzionare. Non sono perfette nella loro forma attuale, ma rimangono l’organizzazione più universale e autorevole di questo tipo”. Lo ha detto il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, intervenendo alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, sottolineando che il problema principale non è l’Onu, ma “alcuni Paesi che cercano di amplificare differenze e contrasti, fomentando la contrapposizione a blocchi e persino ravvivando la mentalità della Guerra Fredda“. Wang Yi ha aggiunto: “È evidente che i Paesi sono diversi, ma non c’è motivo per cui non possano rispettarsi e contribuire al successo reciproco. Il multilateralismo deve essere sempre sostenuto, perché la concentrazione di potere in pochi Paesi è semplicemente impopolare. Viviamo in un mondo multipolare e dobbiamo praticare un vero multilateralismo“.