La conferenza stampa di Trump inizia con 50 minuti di ritardo
E’ iniziata con quasi 50 minuti di ritardo (doveva incominciare alle 19, ora italiana) la conferenza stampa del presidente degli Stati Uniti Donald Trump alla Casa Bianca. La sala stampa è gremita e Trump parlerà del suo primo anno del secondo mandato (ai giornalisti sono state consegnate copie di un documento intitolato “365 vittorie in 365 giorni. Il ritorno del Presidente Trump segna una nuova era di successi”). Naturalmente, l’attenzione della stampa è rivolta alle minacce del presidente Usa di annettere la Groenlandia.
Conferenza stampa di Trump alle 19 italiane
Donald Trump terrà una conferenza stampa alle 13 ora locale, le 19 in Italia. Lo riferisce la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, definendolo un “ospite molto speciale”.
Trump: “Nessuno ha fatto più di me per la Nato”
“Nessuna singola persona, né alcun Presidente, ha fatto di più per la Nato del Presidente Donald J. Trump. Se non fossi intervenuto io, ora la Nato non esisterebbe più!!! Sarebbe finita nel dimenticatoio della storia. Triste, ma VERO!!!”. Lo scrive su Truth il presidente Trump.
Wsj: “Trump sta correndo un rischio sconsiderato”
“Da oltre 75 anni, il sogno più ambizioso della strategia russa è stato quello di dividere l’Europa occidentale dagli Stati Uniti e spezzare l’alleanza Nato. Ora questa possibilità si profila all’orizzonte, mentre il presidente Trump porta avanti la sua campagna per acquisire la Groenlandia, incurante dell’opinione degli abitanti locali o della Danimarca, il paese che ne detiene la sovranità”. È l’inizio dell’editoriale con cui il Wall Street Journal boccia le ultime mosse del presidente Usa, sottolineando che “Trump sta correndo un rischio sconsiderato con l’alleanza Nato, che tutela gli interessi statunitensi nell’Artico”. Per l’Editorial Board del Wsj, “nessuno dovrebbe sottovalutare lo shock che il suo progetto sulla Groenlandia sta provocando tra gli alleati. Insieme ai dazi e al suo avvicinamento alla Russia a scapito dell’Ucraina, sta alienando l’Europa occidentale in un modo che sarà difficile da riparare”. In questo contesto, “la triste ironia è che Cina e Russia potrebbero essere i maggiori vincitori” dello scontro.
Canada: “Schierati completamente con Groenlandia e Danimarca”
Il Canada si schiera “completamente” al fianco di Groenlandia e Danimarca e invita le potenze medie del mondo a collaborare per resistere alle pressioni coercitive delle superpotenze aggressive. Lo ha affermato il primo ministro Mark Carney nel suo intervento al Forum Economico Mondiale di Davos, sottolineando che Groenlandia e Danimarca hanno un “diritto unico e inalienabile di determinare il futuro della Groenlandia”. Secondo Carney, gli eventi recenti hanno dimostrato che l'”ordine internazionale basato sulle regole” è di fatto “morto“. Di conseguenza, Canada e altri paesi non hanno altra scelta se non creare nuove alleanze per contrastare le tattiche di pressione e intimidazione delle grandi potenze. “C’è una forte tendenza, tra i paesi più piccoli, ad adeguarsi per evitare guai, sperando che la sottomissione garantisca sicurezza. Non sarà così”, ha avvertito Carney, aggiungendo che “le potenze medie devono agire insieme, perché se non sei al tavolo, finisci nel menu”. Carney ha ribadito l’impegno del Canada nel rafforzare la sicurezza del fianco settentrionale e occidentale della Nato.
Zelensky teme che crisi Groenlandia possa distogliere l’attenzione dall’Ucraina
Volodymir Zelensky non fa mistero del suo “timore” che la crisi della Groenlandia possa distogliere l’attenzione dalla guerra in Ucraina, nel pieno di una nuova ondata di feroci bombardamenti su Kiev. “Temo che si perda concentrazione nel pieno di una guerra a pieno regime. Siamo nel pieno di una guerra intensa, con un aggressore noto così come sono note le vittime”, ha affermato il presidente ucraino. “Voglio davvero che l’Europa si impegni con l’Europa, per ascoltarla davvero in modalità diplomatica. Penso davvero che accadrà e credo fermamente che non ci saranno minacce di altro tipo”, ha sottolineato.
Domani riunione del G7 Finanze su Groenlandia e Ucraina
Riunione domani dei ministri finanziari del G7 per discutere del caso Groenlandia e del sostegno all’Ucraina. L’incontro si terrà in videoconferenza. Gli inviti sono partiti dal ministero dell’Economia della Francia, Paese che ricopre la presidenza di turno. “Il ministro ha convocato la prima riunione dei ministri delle Finanze del G7 (della presidenza francese nel 2026) e ha invitato tutti i suoi omologhi a una videoconferenza mercoledì”, ha annunciato il dicastero, indicando all’ordine del giorno “le priorità della presidenza francese del G7”, “il sostegno all’Ucraina” e “la questione della Groenlandia”.
Bessent a Davos: “Rilassatevi, non reagite. Aspettate Trump”
“Dico a tutti: rilassatevi, fate un respiro profondo, non reagite, il presidente sarà qui domani e trasmetterà il suo messaggio“. È quanto ha detto nel suo intervento a Davos il segretario del Tesoro Usa, Scott Bessent, mettendo in guardia gli europei da qualsiasi ritorsione contro l’intenzione di Donald Trump di acquisire la Groenlandia e esortandoli a “mantenere una mentalità aperta“.
Premier Groenlandia: “Operazione militare improbabile, ma dobbiamo essere pronti”
Un’operazione militare contro la Groenlandia è improbabile, ma l’isola deve essere pronta a questa eventualità. Ad affermarlo è stato il premier groenlandese, Jens-Frederik Nielsen. “È improbabile che la forza militare venga utilizzata ma non è neppure escluso. L’altra parte l’ha detto chiaramente”, ha affermato nel corso di una conferenza stampa a Nuuk, alludendo a Donald Trump. “È per questo che bisogna essere preparati ad ogni possibilità, ma sottolineiamolo: la Groenlandia fa parte della Nato e se ci dovesse essere un’escalation, questo avrebbe conseguenze anche per il resto del mondo”.