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Venezuela, Francia all’Onu: “Usa minano fondamenta delle Nazioni Unite”. Delcy Rodriguez ha giurato come presidente ad interim

Con lui la moglie Cilia. Prossima udienza il 17 marzo. Il segretario Onu: "Preoccupato, violato il diritto internazionale". La replica Usa: "Non è occupazione"
Venezuela, Francia all’Onu: “Usa minano fondamenta delle Nazioni Unite”. Delcy Rodriguez ha giurato come presidente ad interim
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Trump minaccia Colombia, Cuba, Messico e Iran

“La Colombia è governata da un uomo malato a cui piace produrre cocaina, ma non ancora per molto” perché nel Paese è possibile una “missione statunitense simile” a quella venezuelana. Lo ha dichiarato il presidente americano Donald Trump ai giornalisti sull’Air Force One. Oltre alla Colombia, tra i Paesi minacciati da Trump c’è anche “il Messico deve darsi una regolata, dobbiamo fare qualcosa”, anche se la sua presidente Claudia Sheinbaum è “una persona fantastica, le offro ogni giorno di inviare truppe. Per quanto riguarda Cuba “è pronta a cadere” da sola, “non penso sia necessario agire” lì, ha aggiunto Trump affermando che i cubani ”ora non avranno più soldi in arrivo” dal Venezuela. Infine l’Iran che verrà “colpito molto duramente” dagli Stati Uniti se verranno uccisi altri manifestanti che stanno partecipando alla protesta di piazza contro il governo di Teheran e il carovita. “Stiamo monitorando la situazione molto attentamente. Se iniziano a uccidere persone come hanno fatto in passato, penso che saranno colpiti duramente dagli Stati Uniti”, ha detto Trump.

  • 16:13

    Rodríguez in carica per 90 giorni, con possibilità di proroga

    La Camera Costituzionale della Corte Suprema venezuelana ha assegnato a Delcy Rodríguez un mandato iniziale di 90 giorni, in conformità con l’articolo 234 della Costituzione, termine che potrà essere prorogato di altri tre mesi se approvato dall’Assemblea nazionale. Se fosse stata dichiarata una vacanza assoluta, il testo costituzionale avrebbe imposto la convocazione delle elezioni presidenziali entro 30 giorni. Tuttavia, la Corte Suprema ha evitato di pronunciarsi in via sostanziale sulla natura definitiva dell’assenza di Maduro, lasciando tale valutazione aperta a una fase successiva. Nella sua sentenza, la Camera costituzionale ha introdotto il concetto di “assenza forzata“, figura non espressamente prevista dalla Costituzione , ma che la Corte utilizza per giustificare una soluzione cautelare. La Corte Suprema ha descritto la cattura di Maduro come un sequestro di persona e ha sostenuto che questa situazione costituisce un evento di forza maggiore, senza implicare, almeno per ora, una dichiarazione formale di assenza temporanea o assoluta. “L’obiettivo è garantire la continuità amministrativa dello Stato e la difesa della Nazione”, si legge nella sentenza, precisando che essa non sostituisce i poteri degli altri poteri dello Stato, in particolare quelli dell’Assemblea nazionale. L’articolo 234 della Costituzione stabilisce che le assenze temporanee del presidente saranno compensate dal vicepresidente per un massimo di 90 giorni, prorogabili per un periodo di pari durata. Se l’assenza si protrae oltre tale termine, spetta al Parlamento decidere se si tratti di una vacanza permanente. La Costituzione riconosce come assenze assolute solo: la morte del presidente, le sue dimissioni, la sua rimozione con sentenza della Corte Suprema, l’incapacità fisica o mentale permanente, l’abbandono dell’incarico dichiarato dall’Assemblea nazionale o la revoca popolare del mandato. La cattura all’estero non rientra tra queste ipotesi, il che spiega il vuoto giuridico che la Corte suprema sta ora cercando di colmare attraverso l’interpretazione costituzionale.

  • 15:43

    Messico: “Il continente americano non appartiene a nessuna potenza”

    “Il Messico crede fermamente che l’America non appartenga a una dottrina o a una potenza. Il continente americano appartiene al popolo di ciascuno dei paesi che lo compongono”. Lo afferma la presidente del Messico Claudia Sheinbaum, in una conferenza stampa ribadendo che la storia dell’America Latina “è chiara e convincente” nel sostenere che “l’intervento militare non ha mai portato democrazia, non ha mai generato benessere o stabilità duratura”. Sheinbaum, dopo aver invocato il rispetto della sovranità e dell’autodeterminazione dei popoli, ha aggiunto che il suo governo collabora con gli Stati Uniti “in modo responsabile e deciso” nella lotta al narcotraffico, sui temi della sicurezza e nelle questioni umanitarie, con l’obiettivo di “ridurre la violenza e costruire una pace duratura”. Tuttavia, ha affermato che la violenza in Messico è in parte causata dal flusso illegale di armi dagli Stati Uniti e dal “grave problema del consumo di droga nel paese vicino”. La presidente ha concluso il suo messaggio con la frase: “Cooperazione, sì; subordinazione e intervento, no”.

  • 15:35

    Maduro in tribunale con un avvocato d’ufficio

    Nicolas Maduro sarà rappresentato nella sua prima apparizione in tribunale da un avvocato d’ufficio. Lo riportano i media americani. Si tratta di David Wikstrom, avvocato penalista che ha rappresentato il fratello di Juan Orlando Hernandez, l’ex presidente dell’Honduras condannato per reati simili a quelli contestati a Maduro e poi graziato da Donald Trump. Lo riporta il New York Times. Wikstrom è anche il padre di Derek Wikstrom, uno dei pubblici ministeri nel caso contro l’ex sindaco di New York. 

  • 15:11

    Consiglio di sicurezza Onu si riunisce alle 16 sul Venezuela

    Il Consiglio di Sicurezza Onu si riunisce questa mattina alle 10 locali, le 16 italiane, sul Venezuela: al centro del dibattito ci sarà la legalità della cattura dell’ex presidente Nicolas Maduro da parte degli Stati Uniti, ma è improbabile che Washington subisca forti critiche da parte degli alleati per la sua operazione militare. Russia, Cina e altri alleati del Venezuela hanno accusato gli Stati Uniti di violazione del diritto internazionale, ma i paesi vicini a Washington, molti dei quali si opponevano a Maduro, sono stati meno espliciti riguardo a eventuali preoccupazioni sull’uso della forza militare.

    Molti esperti legali affermano che l’azione ordinata da Donald Trump è stata illegale, ma essendo l’America un membro permanente del Consiglio di Sicurezza con diritto di veto, sarà in grado di bloccare qualsiasi tentativo da parte dei Quindici di ritenerla responsabile. E ad ora non sembra essere in discussione alcuna bozza di risoluzione sul tema.

  • 14:39

    Wall Street Journal: “Trump fino a sei mesi fa voleva un accordo con Maduro”

    Donald Trump fino a soli sei mesi fa voleva raggiungere un accordo con Nicolas Maduro. Nel corso di un incontro nello Studio Ovale lo scorso luglio, il presidente aveva detto ai suoi collaboratori che voleva un’intesa che consentisse alle aziende americane di pompare petrolio venezuelano, mostrando di privilegiare la strada della diplomazia. Il segretario di Stato Marco Rubio – riporta il Wall Street Journal – era però contrario e aveva messo in guardia Trump dal fidarsi dell’ex leader del Venezuela. Dopo mesi di tentativi nel cercare di persuadere Maduro a lasciare in cambio di un’amnistia per i suoi reati, alla fine di dicembre Trump ha optato per l’azione militare.

    L’ossessione di Trump per il greggio del Venezuela ha scatenato una lotta sotterranea fra i suoi consiglieri e le lobby del greggio per definire la politica della Casa Bianca nei confronti del Venezuela. Trump, mette in evidenza il Wall Street Journal, ha chiarito con i suoi consiglieri di essere interessato a un accordo con Caracas che servisse alla sua agenda dell’America First, inclusa la cooperazione sulle espulsioni di migranti, piuttosto che a promuovere una transizione democratica.

  • 13:53

    Maduro trasferito in tribunale a New York

    Il leader venezuelano Nicolas Maduro è stato trasferito, a bordo di un elicottero, verso il tribunale federale di Manhattan dove dovrà rispondere delle accuse di possesso di droga e armi. Maduro è sceso dall’elicottero ammanettato. L’udienza è prevista alle 12 ora locale, le 18 in Italia. Maduro indossa abiti da detenuto. Dietro di lui, scortato da agenti della Dea, la moglie Cilia Flores, anche lei ammanettata e con abiti da detenuta. I due sono stati catturati sabato a Caracas e sono stati trasferiti nel carcere di Brooklyn.

     

  • 13:32

    Petro (Colombia): “Pronto a riprendere le armi”

    “Sebbene non sia mai stato un soldato, conosco la guerra e la clandestinità. Ho giurato di non toccare mai più un’arma dopo gli accordi di pace del 1989 ma, per il bene del mio Paese, sono pronto a riprendere le armi che non amo”. Lo scrive su X il presidente colombiano Gustavo Petro.

  • 13:08

    Londra: “Al fianco della Danimarca sulla Groenlandia”

    Il premier britannico Keir Starmer ha assicurato il sostegno di Londra alla Danimarca in risposta alle pretese del presidente degli Usa, Donald Trump, sulla sovranità della Groenlandia. Incalzato da Sky News Uk a margine di una visita nel Berkshire inglese sulle dure parole con cui la premier danese Mette Frederiksen ha replicato a Trump, sir Keir ha manifestato oggi una rara presa di distanza esplicita dal presidente americano e ha detto: “Io sono dalla parte di lei, (Frederiksen) ha ragione sul futuro della Groenlandia”.

  • 12:32

    L’Ue: “Sosteniamo l’integrità territoriale della Groenlandia”

    “Abbiamo chiarito la nostra posizione e la ribadisco ancora una volta: l’Ue continuerà a sostenere i principi di sovranità nazionale, integrità territoriale e inviolabilità delle frontiere, nonché la Carta delle Nazioni Unite. Si tratta di principi universali, e non smetteremo di difenderli, a maggior ragione se l’integrità territoriale di uno Stato membro dell’Unione europea è in gioco”. Lo afferma una portavoce del Servizio europeo per l’Azione esterna nel corso del briefing quotidiano con la stampa rispondendo ad alcune domande sulle ultime affermazioni del presidente Usa Donald Trump sulla Groenlandia. “Non commenteremo nel dettaglio ma, in linea di principio, ci aspettiamo che tutti i nostri partner rispettino la sovranità e l’integrità territoriale e rispettino gli impegni internazionali”, aggiunge.

  • 10:51

    Petro (Colombia): “Tutto il popolo sudamericano dovrebbe scendere in piazza”

    “Tutto il popolo venezuelano, colombiano e latinoamericano deve scendere in piazza. La sovranità nazionale è sovranità popolare”. Così su X il presidente colombiano Gustavo Petro risponde alle minacce di Donald Trump. In una serie di post online nelle ultime ore, il leader colombiano ha affermato che avrebbe “verificato se le parole di Trump in inglese si traducono come dice la stampa nazionale”. Petro ha aggiunto che “risponderà loro una volta capito cosa significa realmente la minaccia illegittima di Trump”.

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