Groenlandia, il premier: “Basta fantasie di annessione”
“Adesso basta”, ha reagito così il primo ministro groenlandese Jens Frederik Nielssen in seguito alle ripetute minacce del presidente americano Donald Trump di voler annettere l’isola artica. “Basta pressioni. Basta allusioni. Basta fantasie di annessione. Siamo aperti al dialogo. Siamo aperti alla discussione. Ma tutto questo deve avvenire attraverso i canali appropriati e nel rispetto del diritto internazionale”, ha scritto su Facebook il capo del governo groenlandese.
L’Iran chiede il rilascio di Maduro: “Rapito illegalmente”
“Il rapimento del presidente di un altro Paese non è un onore ed è illegale, quindi l’Iran chiede il rilascio del presidente venezuelano Nicolas Maduro“. Lo ha affermato il portavoce del Ministero degli Esteri Esmaeil Baghaei, invitando le Nazioni Unite a “salvaguardare l’Onu, poiché non prendere una reazione esplicita sulla questione danneggerebbe la comunità internazionale”. Riferendosi alle accuse degli Stati Uniti contro Maduro, Baghaei, citato dall’Irna, ha affermato che le accuse degli Stati Uniti servono solo a giustificare il loro atto illegale, poiché le leggi nazionali dei Paesi non possono essere una base per la violazione dell’immunità di altri Paesi.
Pechino: “I nostri interessi in Venezuela saranno protetti dalla legge”
La Cina ha assicurato che i suoi “interessi” in Venezuela “saranno protetti dalla legge“, in merito al robusto export di petrolio dal Paese caraibico verso il Dragone dopo il blitz militare Usa che nel weekend ha portato all’arresto del presidente Nicolas Maduro. el briefing quotidiano, il portavoce del ministero degli Esteri Lin Jian ha ribadito la contrarietà di Pechino “all’uso della forza nelle relazioni internazionali” da parte degli Usa che allo stato rischia di minare la pace in America Latina. Lin ha inoltre espresso il pieno sostegno cinese alla riunione odierna del Consiglio di Sicurezza dell’Onu dedicata al Venezuela.
Xi Jinping: “Azioni prepotenti stanno cambiando l’ordine internazionale”
Il mondo “sta attraversando un periodo di turbolenze e cambiamento”, dove “azioni unilaterali e prepotenti stanno avendo un grave impatto sull’ordine internazionale”. Lo ha dichiarato il presidente cinese Xi Jinping citato dalla televisione di stato Cctv. Senza citare gli Stati Uniti o il Venezuela, Xi ha affermato che “tutti i Paesi dovrebbero rispettare i percorsi di sviluppo scelti in modo indipendente dai popoli delle altre nazioni”. Il presidente cinese ha poi dichiarato che occorre “rispettare il diritto internazionale e gli scopi e i principi della Carta delle Nazioni Unite”. Inoltre “le grandi potenze, in particolare, devono assumere un ruolo guida”, ha aggiunto Xi durante un incontro con il primo ministro irlandese Micheal Martin in visita in Cina. In precedenza Pechino aveva chiesto a Washington di rilasciare ”immediatamente” il presidente venezuelano Nicolas Maduro catturato in una operazione americana e portato negli Stati Uniti.
Trump: “Non credo che Kiev abbia colpito la residenza di Putin”
Donald Trump ha detto ai reporter sull’Air Force One di non credere che l’Ucraina abbia colpito la residenza del leader russo Vladimir Putin. “Non credo che quell’attacco sia avvenuto”, ha risposto Trump, osservando come “nessuno sapeva in quel momento” se la notizia fosse vera. Mosca ha accusato Kiev dell’attacco.
Petro (Colombia): “Non sono un narcotrafficante”
“Non sono un presidente illegittimo, né un narcotrafficante”. Così il presidente colombiano Gustavo Petro si è rivolto su ‘X’ a Donald Trump e al Segretario di Stato Marco Rubio, chiedendo loro di “smettere di calunniarmi, il mio nome non compare in nessun caso di traffico di droga”. In un lungo post Petro ha anche ricordato quando fatto, in qualità di ”comandante supremo delle forze armate”, per combattere il traffico di droga, “ho ordinato il più grande sequestro di cocaina della storia mondiale”. Petro ha anche detto di avere “un’enorme fiducia nel mio popolo ed è per questo che ho chiesto al popolo di difendere il presidente da qualsiasi atto violento illegittimo contro di lui”. Trump ha accusato Petro di avere “fabbriche e stabilimenti di cocaina, e non lo farà per molto tempo”.
Venezuela, Trump: “Ci serve accesso totale al petrolio”
“Abbiamo noi il controllo del Venezuela” e agli Stati Uniti serve “l’accesso totale al petrolio e alle altre risorse del Paese per poterlo ricostruire”. Lo ha dichiarato il presidente americano Donald Trump parlando ai giornalisti a bordo dell’Air Force One. Trump ha poi detto di non aver ancora parlato con la presidente ad interim Delcy Rodriguez e di ritenere prematuro parlare di elezioni, prima bisogna stabilizzare il Venezuela.
Trump “Voglio anche la Groenlandia, ci serve”
“Abbiamo bisogno della Groenlandia per salvaguardare la sicurezza nazionale. E’ molto strategica”. Lo ha dichiarato il presidente americano Donald Trump incontrando i giornalisti a bordo dell’Air Force One, sostenendo che “anche l’Unione europea ha bisogno che possediamo la Groenlandia”. Il presidente americano ha aggiunto che “in questo momento la Groenlandia è accerchiata da navi russe e cinesi ovunque” e che “la Danimarca non sarà in grado” di gestire questa situazione. La Danimarca, ha scherzato Trump, ha aumentato la sicurezza della Groenlandia “aggiungendo un’altra slitta trainata da cani”.
Trump minaccia Colombia, Cuba, Messico e Iran
“La Colombia è governata da un uomo malato a cui piace produrre cocaina, ma non ancora per molto” perché nel Paese è possibile una “missione statunitense simile” a quella venezuelana. Lo ha dichiarato il presidente americano Donald Trump ai giornalisti sull’Air Force One. Oltre alla Colombia, tra i Paesi minacciati da Trump c’è anche “il Messico deve darsi una regolata, dobbiamo fare qualcosa”, anche se la sua presidente Claudia Sheinbaum è “una persona fantastica, le offro ogni giorno di inviare truppe. Per quanto riguarda Cuba “è pronta a cadere” da sola, “non penso sia necessario agire” lì, ha aggiunto Trump affermando che i cubani ”ora non avranno più soldi in arrivo” dal Venezuela. Infine l’Iran che verrà “colpito molto duramente” dagli Stati Uniti se verranno uccisi altri manifestanti che stanno partecipando alla protesta di piazza contro il governo di Teheran e il carovita. “Stiamo monitorando la situazione molto attentamente. Se iniziano a uccidere persone come hanno fatto in passato, penso che saranno colpiti duramente dagli Stati Uniti”, ha detto Trump.
Media: “Accordo Trump-Netanyahu per colpire l’Iran”
Donald Trump e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu avrebbero raggiunto un accordo per colpire l’Iran durante il loro incontro a Mar-a-Lago, in Florida. Lo scrive il quotidiano libanese ‘Al-Akhbar‘, affiliato a Hezbollah, sostenendo che le autorità di Beirut hanno ricevuto queste informazioni da fonti internazionali. Il quotidiano precisa che l’accordo tra Trump e Netanyahu prevede un attacco contro l’Iran se non interromperà completamente il suo programma nucleare e non metterà fine al sostegno ai suoi alleati nella regione. Nell’articolo si legge anche che l’Arabia Saudita starebbe cercando di mediare con Teheran per raggiungere un accordo. C’è infatti il timore, da parte di Riad, che il caos in Iran possa estendersi all’intera regione.