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Trump: “Rodriguez faccia la cosa giusta o la pagherà cara”. Esercito Venezuela: “La sosteniamo, codardo il sequestro di Maduro”

Salgono a 80 i morti dell'attacco Usa. La Cina contro il blitz americano: "Rilasciate immediatamente il presidente venezuelano". Papa Leone: "Garantire la sovranità del Paese e rispettare i diritti umani”
Trump: “Rodriguez faccia la cosa giusta o la pagherà cara”. Esercito Venezuela: “La sosteniamo, codardo il sequestro di Maduro”
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Salgono a 80 i morti dell’attacco Usa in Venezuela

Sale il bilancio delle vittime dell’attacco americano in Venezuela. I morti sono infatti 80, il doppio della precedente stima. Lo riporta il New York Times citando alcune fonti, secondo le quali il bilancio potrebbe salire ulteriormente.

  • 11:22

    Kamala Harris: “Raid illegale, non ha reso gli Usa più forti”

    L’ex vice presidente degli Stati Uniti Kamala Harris ha definito “illegale e imprudente” l’attacco americano al Venezuela affermando che questa azione “non ha reso l’America più sicura”. Su ‘X’, l’ex candidata alla Casa Bianca ha scritto che “il fatto che Maduro sia un dittatore brutale e illegittimo non cambia il fatto che questa azione sia stata sia illegale che imprudente”. Secondo Harris “abbiamo già visto questo film. Guerre per un cambio di regime o per il petrolio che vengono spacciate per forza, ma si trasformano in caos, e le famiglie americane ne pagano il prezzo. Il popolo americano non vuole questo, ed è stanco di essere mentito. Non si tratta di droga o di democrazia. Si tratta di petrolio e del desiderio di Donald Trump di fare l’uomo forte nella regione”.

  • 11:07

    Nyt: “Gli Usa puntano su Rodriguez per come ha gestito l’industria petrolifera”

    La vicepresidente del Venezuela Delcy Rodríguez avrebbe impressionato i funzionari di Donald Trump grazie alla sua gestione dell’industria petrolifera, cruciale per il Venezuela e questo li avrebbe convinti che possa essere una sostituta accettabile di Nicolas Maduro. Lo scrive il New York Times che cita persone coinvolte nelle discussioni. Secondo l’articolo gli intermediari avrebbero convinto l’amministrazione americana che Rodriguez avrebbe protetto e sostenuto i futuri investimenti energetici americani nel Paese.

    “Seguo la sua carriera da molto tempo, quindi ho un’idea di chi sia e di cosa faccia”, ha detto un alto funzionario statunitense, riferendosi a Rodríguez. “Non sto affermando che sia la soluzione definitiva ai problemi del Paese, ma è certamente una persona con cui pensiamo di poter lavorare a un livello molto più professionale di quanto siamo riusciti a fare con lui”, ha aggiunto il funzionario, riferendosi a Maduro.

    Trump, spiega il Nyt, non aveva mai mostrato simpatia per la leader dell’opposizione venezuelana María Corina Machado. Trump ieri ha fatto aperture a Rodríguez, affermando che a Machado manca il “sostegno” necessario per governare il Venezuela. Nonostante la condanna pubblica dell’attacco da parte di Rodríguez, un alto funzionario statunitense ha affermato che è troppo presto per trarre conclusioni sul suo approccio e che l’amministrazione rimane ottimista sulla possibilità di collaborare con lei. Rodríguez, ricorda il media americano, è riuscita a stabilizzare l’economia venezuelana dopo anni di crisi e ad aumentare lentamente ma costantemente la produzione di petrolio del Paese, nonostante l’inasprimento delle sanzioni statunitensi, un’impresa che le è valsa persino il rispetto, seppur riluttante, di alcuni funzionari americani. 

  • 10:55

    La legge sull’antiterrorismo usata da Trump

  • 10:54

    Il profilo di Cilia Flores, la moglie di Maduro catturata insieme a lui

  • 10:00

    “Maduro respinse l’ultimatum di Trump per andare in esilio in Turchia”

    Il presidente venezuelano Nicolas Maduro avrebbe respinto a fine dicembre un ultimatum del presidente americano Donald Trump che lo invitava a lasciare l’incarico e a trasferirsi in un esilio dorato in Turchia. Lo riporta il Nyt citando fonti americane e venezuelane a conoscenza dei colloqui.  

  • 09:59

    Amnesty: “In Venezuela gravi preoccupazioni per i diritti umani”

    L’azione militare in Venezuela dall’amministrazione Trump “solleva gravi preoccupazioni per i diritti umani della popolazione venezuelana. Con estrema probabilità essa costituisce una violazione del diritto internazionale, inclusa la Carta delle Nazioni Unite, così come lo è l’intenzione dichiarata dagli Stati Uniti di gestire il paese e di controllarne le risorse petrolifere”. Lo scrive Amnesty International. L’organizzazione non governativa, “è particolarmente preoccupata per il rischio di un’ulteriore escalation delle violazioni dei diritti umani nel Paese”. Amnesty esorta il governo degli Stati Uniti a rispettare il diritto internazionale, a dare priorità alla protezione della popolazione civile e a garantire i diritti umani di tutte le persone private della libertà. Amnesty chiede inoltre alle autorità venezuelane di astenersi da ulteriori azioni repressive. L’organizzazione poi si dice “allarmata dal fatto che l’attacco contro il Venezuela e la cattura di Nicolás Maduro e Cilia Flores da parte di uno dei cinque stati membri permanenti del Consiglio di sicurezza Onu contribuisca ad aggravare ulteriormente il collasso del diritto internazionale e dell’ordine internazionale basato su norme giuridiche”.

  • 09:55

    Iran: “Azione Usa è terrorismo di Stato”

    “L’Iran condanna fermamente l’aggressione militare statunitense al Venezuela e il rapimento del legittimo presidente venezuelano Nicolas Maduro e di sua moglie, e considera l’azione un chiaro esempio di terrorismo di Stato”, ha dichiarato il ministro iraniano degli Esteri Abbas Araghchi in una conversazione telefonica con il suo omologo venezuelano Yvan Eduardo Gil Pinto ieri sera. L’Iran considera la mossa degli Stati Uniti un chiaro attacco alla sovranità e alla volontà nazionale del Venezuela e sosterrà il governo eletto venezuelano, ha aggiunto, secondo l’IRNA. Pinto, da parte sua, ha elogiato la solidarietà dell’Iran , sottolineando: “Siamo determinati a difendere la sovranità nazionale e il diritto all’autodeterminazione contro le politiche prepotenti e illegali degli Stati Uniti”.  

  • 09:52

    Fino a febbraio Starlink offre banda gratuita al Venezuela

    Starlink afferma di fornire servizi di banda larga gratuiti ai cittadini venezuelani fino al 3 febbraio, in seguito all’operazione statunitense che ha portato alla cattura del presidente Nicolás Maduro. Lo riferisce Cnn. Il servizio statunitense, di proprietà della SpaceX del miliardario Elon Musk, fornisce banda larga mobile tramite una rete di satelliti in orbita. In un post su X, l’azienda ha dichiarato di aver promesso “connettività continua” al Venezuela, un paese notoriamente alle prese con la censura online, con il governo di Maduro che in passato ha bloccato Facebook, YouTube, Instagram e altre piattaforme. I dati di Netblocks mostrano un’improvvisa perdita di connettività internet in alcune zone di Caracas ieri, che secondo l’azienda corrisponde a “interruzioni di corrente durante l’operazione militare statunitense”. Anche i media locali suggeriscono che in alcune zone della capitale non ci sia connessione internet.  

  • 09:51

    Proteste in diverse città Usa per la cattura di Maduro

    Nella giornata di sabato si sono svolte numerose proteste negli Stati Uniti, dopo l’operazione militare del presidente Donald Trump in Venezuela e il rapimento del presidente Nicolas Maduro e di sua moglie Cilia Flores. Lo riporta la Cnn spiegando che nelle principali metropoli come Washington, DC, New York, Boston, Chicago e Los Angeles, hanno sfilato centinaia di persone esponendo cartelli con frasi come “Nessuna guerra al Venezuela” e “Giù le mani dagli Stati Uniti dall’America Latina”.  

  • 09:50

    Cina: “Usa rilascino immediatamente Maduro”

    “La Cina chiede agli Stati Uniti di garantire la sicurezza personale del presidente Nicolas Maduro e di sua moglie, di rilasciarli immediatamente e di fermare il rovesciamento del governo in Venezuela”, ha affermato il ministero degli Esteri cinese in una nota, definendo l’attacco una “chiara violazione del diritto internazionale”.  

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