Definirla “bella” non rende l’idea. Anita Ekberg era esagerata, quando passava era come ricevere uno schiaffo in faccia, della serie “sveglia, sono qui!”. E lo sapeva, ci rideva, ci giocava, dominava la scena, qualunque fosse: dalla passeggiata di via Veneto ai continui party dell’epoca, una festa perenne dove nasceva il generone romano in totale libertà. […]

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