Inviati del regno saudita si sono incontrati a Bagdad con emissari dell’Iran. In Oman si stanno tenendo da settimane colloqui fra negoziatori della minoranza Houthi dello Yemen, inviati della Casa Bianca e rappresentanti sauditi. Il vice ministro degli esteri di Riad è volato a Damasco per incontrare Bashar Assad con l’intenzione di riaprire l’ambasciata nella capitale siriana. Infine il principe ereditario del trono degli Al Saud, Mohammed Bin Salman, ha rilasciato una lunga intervista in tv per dire che il suo paese ora desidera un “rapporto buono e positivo” con il suo acerrimo rivale Iran, cinque anni dopo che i due Stati hanno tagliato i legami e si combattono in guerre per procura in tutto il Medio Oriente.

L’arrogante MBS è cambiato? No, ma ha capito di aver perso. MBS aveva sperato di schiacciare rapidamente i ribelli nello Yemen e con una serie di altri Paesi del Medio Oriente ha sostenuto le truppe del presidente Abed Rabbo Mansour Hadi nella battaglia contro gli Houthi sciiti, che hanno il sostegno dell’Iran. Ma i ribelli stanno guadagnando terreno dall’inizio del conflitto (marzo 2015) e MBS ora ha capito che non può più vincere la guerra. Secondo le stime Onu, 300.000 persone sono state uccise e milioni sono affamate e malate, l’80% della popolazione dipende dagli aiuti per sopravvivere alla più grave catastrofe umanitaria del Medio Oriente.

L’Arabia Saudita ha speso decine di miliardi di dollari nella coalizione sunnita contro gli Houthi coinvolgendo negli attacchi aerei Egitto e Giordania, i petro-emirati del Golfo, ha arruolato migliaia di mercenari senza un apparente risultato. I ribelli hanno conquistato la capitale, Sanaa, e vaste aree dello Yemen nordoccidentale. In febbraio, hanno iniziato un’offensiva per conquistare la città ricca di petrolio di Marib. La guerra nello Yemen è persa, le manovre di contenimento dell’Iran sono fallite.

Questi gli elementi che hanno costretto MBS a una repentina conversione per evitare il fallimento totale, il cui passo più importante è una exit strategy dallo Yemen. Ma è bloccato da un dilemma che appare irrisolvibile: deve convincere i suoi nemici a porre fine a una guerra che stanno vincendo.

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