In Italia – La perturbazione atlantica di lunedì 28 dicembre, giunta dopo l’irruzione artica di Natale (temperatura minima di -20,4 °C ad Asiago il 27, accade in media ogni tre anni), ha prodotto una nevicata d’altri tempi al Nord: 17 cm di neve fresca a Milano, 29 a Piacenza, 40 a Tolmezzo, 50 a Trento. Episodi ordinari fino a trent’anni fa, oggi rari in tempi di riscaldamento globale. Altrove, gagliardi venti meridionali, piogge intense (fin oltre 100 mm in alta Toscana), mareggiata con gravi danni nei lungomare di Napoli, acqua alta a Venezia e Trieste.

A fine anno ancora libeccio, piogge e inconsueta frequenza di temporali sulle regioni tirreniche, quasi all’asciutto invece quelle adriatiche, e al Settentrione le schiarite sul suolo innevato hanno fatto scendere le temperature notturne a -9 °C a Piacenza, -11 °C nel Vercellese e ben -19 °C a Terlano (a 2 km da Bolzano) in chiusura di un dicembre tra i più grigi da un ventennio. Tiepido invece al Sud. La nuova perturbazione di Capodanno ha rincarato la dose con ulteriori copiose nevicate sulle Alpi, anche a fondovalle (Aosta, Trento, Bolzano), ma soprattutto sull’Appennino Tosco-Emiliano dove lo spessore del manto nevoso è straordinario, quasi un metro a quota 1000 m e da un metro e mezzo a due a 1500 m.

Ciò grazie alla fugace combinazione locale di temperature invernali e precipitazioni abbondanti (380 mm all’Abetone dalla Vigilia di Natale), mentre il momentaneo calo di emissioni di CO2 per i lockdown Covid – tirato in ballo da molti – non c’entra niente, e il 2020 è stato un altro anno tra i più caldi in due secoli al Nord Italia. Oltre ai problemi climatici, tra i vari segni di degrado del territorio c’è la presenza di pesticidi, rintracciata nel 77 per cento dei campioni prelevati da fiumi e laghi come indica l’Ispra nel Rapporto nazionale pesticidi nelle acque: responsabile è un’agricoltura ancora insostenibile che impiega ogni anno 114.000 tonnellate di prodotti fitosanitari, poco meno di 2 kg per ogni italiano.

Nel mondo – Continua il freddo in Asia orientale, a fine dicembre inconsuete nevicate a 1000 m sui monti di Taiwan, glaciali punte di -47 °C in Mongolia e -44 °C nell’estremo Nord della Cina, ma anche -15,9 °C a Pyongyang e -12,8 °C a Pechino, valori però distanti dai record. Gelo più straordinario nell’isola di Hokkaido, -26 °C, ai minimi da un quarantennio. In Europa, nonostante l’episodio gelido di fine dicembre che ha portato temperature fino a -41 °C in Lapponia finlandese (valore decembrino più basso da 25 anni nel Paese), il 2020 è stato l’anno più caldo nelle serie secolari in tutta la Scandinavia, Estonia, Belgio, Francia e Svizzera. Il 27-28, caldo da primato per dicembre sulle coste della Groenlandia occidentale (13,0 °C a Nuuk), nell’isola subantartica della Georgia del Sud (26,4 °C) e alle Falkland (25,3 °C). Diluvi natalizi, alluvioni e frane in Ecuador e nell’isola portoghese di Madera, danni da vento, black-out e inondazioni anche in Inghilterra al passaggio della tempesta “Bella”, la stessa che ha causato le nevicate del 28 dicembre al Nord Italia.

Il 2021 vuole proporsi come l’anno dell’ambizione climatica: i governi britannico e italiano dialogheranno in vista della Conferenza delle Parti “Cop-26” di Glasgow (1-12 novembre) rimandata lo scorso autunno a causa dell’emergenza Covid, e degli eventi preparatori Pre-Cop e “Cop dei Giovani” di Milano (28 settembre-2 ottobre); inoltre al G7 e G20 clima e ambiente avranno un ruolo centrale, e il concorso di iniziative “All4Climate-Italy2021” lanciato dal nostro ministero dell’Ambiente mira a un confronto collettivo sul tema più scottante del futuro. Speriamo in risultati concreti, perché di tempo davvero non ne resta.

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