Falcone e Borsellino a Palermo, il procuratore aggiunto Mario Busacca a Catania: nel contesto della strategia stragista dell’estate infuocata del ’92 c’era un’altra vittima “eccellente”, come i suoi colleghi del capoluogo siciliano il magistrato doveva essere ucciso all’ombra dell’Etna dai killer di Cosa Nostra. A salvargli la vita, opponendosi alla furia omicida corleonese, furono i […]

Per continuare a leggere questo articolo
Abbonati a Il Fatto Quotidiano

In offerta per il primo mese a solo 1€*

(*successivamente 17,99€ / mese)
Articolo Precedente

Botte e bimbi lasciati sul balcone per punizione: l’asilo dell’orrore a casa della “Tata Patrizia”

prev
Articolo Successivo

Seif presenta la comunicazione di pre-ammissione per la quotazione su Aim Italia

next