» Cronaca
venerdì 07/09/2018

Ponte Morandi, tutti i 20 indagati: tra loro Castellucci (ad Autostrade) e dirigenti del ministero dei Trasporti

La Procura ipotizza i reati di omicidio colposo aggravato dalla violazione della normativa anti-infortunistica, omicidio stradale e disastro colposo. Sotto inchiesta tra gli altri anche Santoro (nella commissione ministeriale d'inchiesta)

Venti indagati. La Procura di Genova aveva ricevuto dalla Finanza un elenco di 30 nomi, ma ne ha tolto qualcuno. Si è puntato sulle figure che dal 2015 al giorno del crollo (14 agosto) hanno avuto a vario titolo le deleghe sul progetto di retrofitting per migliorare la sicurezza della pila 9 (quella crollata) e della 10. Toccati i vertici di Autostrade (Aspi), del Provveditorato ligure e della Direzione di vigilanza del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit).

Inoltre è stata iscritta ai sensi delle legge 231 sulla responsabilità delle società anche Autostrade, controllata dai Benetton attraverso Atlantia. E questo grazie al fatto che la Procura ha aggiunto il reato di omicidio colposo aggravato dalla violazione della normativa anti-infortunistica. Vengono poi accusati di omicidio stradale plurimo e disastro colposo. Reati che in teoria potrebbero portare a condanne fino a trent’anni.

Allo stato, però, non sono stati ancora scritti i capi di imputazione specifici. I vertici di Aspi, dunque: tra gli indagati compare l’ad Giovanni Castellucci che il 12 ottobre 2017 durante il Cda di approvazione del progetto di retrofitting apprese dell’urgenza dell’intervento tanto da esclamare: “Qui la sicurezza viene prima di tutto, anche del traffico”. Notificato l’avviso di garanzia anche al responsabile operazioni Paolo Berti. Due nomi che rappresentano i vertici di Aspi e che secondo la ricostruzione della Procura erano consapevoli delle criticità del ponte, proprio perché in Cda arrivarono tutte le carte del progetto confezionato da Spea Engineering a partire dal 2015.

La lista degli indagati così segue la catena di comando con i due manager che tra il 2015 e il 2018 hanno ricoperto la carica di responsabile Manutenzione e investimenti. Emerge così la figura di Mario Bergamo che, nel 2015, tenne a battesimo il progetto migliorativo di retrofitting del valore di 26 milioni. Una carica che Bergamo lascia in eredità, siamo nel marzo 2017, a Michele Donferri Mitelli, colui che in Cda illustra l’urgenza dei lavori straordinari e che tra febbraio e aprile con 5 lettere sollecita il Mit ad approvare il progetto anche per ragioni di sicurezza. Un tema che si lega alla figura di Stefano Marigliani attuale capo del Tronco 1 di Genova competente per il Morandi. Marigliani, indagato, aveva il potere di chiudere il viadotto. In questi giorni sia Autostrade con diversi comunicati stampa, sia Donferri nel suo verbale reso alla Finanza, avrebbero puntato il dito su di lui. Uno scaricabarile che non convince la Procura.

Indagato anche l’ex capo Tronco, Riccardo Rigacci, che ha lasciato il posto circa un anno fa. Indagato, poi, il responsabile del procedimento (Rup) Paolo Strazullo.

Si arriva così al comparto ministeriale sia sul fronte romano sia nell’ufficio interregionale del Provveditorato. Indagato Vincenzo Cinelli, responsabile della Direzione generale di vigilanza sulle concessionarie autostradali. È lui che nell’ottobre scorso riceve le carte del progetto che verrà approvato l’11 giugno. Cinelli, nominato dall’ex ministro Delrio, arriva al Mit un anno fa. Prima di lui, con scadenza mandato nel 2017, Mauro Coletta (indagato) che di vigilanza sulle concessionarie autostradali si è occupato per quasi dieci anni. Di più: tra gli iscritti dalla Procura anche Bruno Santoro responsabile della prima divisione specializzata nella vigilanza tecnica. Santoro è attualmente membro della Commissione d’inchiesta del ministero. E dunque si impone un problema di incompatibilità. Oltre a lui, la Procura valuta la posizione di Giovanni Proietti (non indagato), responsabile della quarta divisione della Direzione generale.

Per quanto riguarda il Provveditorato e nello specifico il comitato tecnico che a marzo certificò la bontà del progetto di retrofitting mandando un report al Mit per l’ok finale, la notifica dell’avviso di garanzia è arrivata al Provveditore Roberto Ferrazza perché presidente del comitato. Ferrazza nei giorni successivi al crollo era stato messo a capo della Commissione ministeriale. Incarico dato dal ministro Toninelli e poi revocato. Coinvolto anche Carmine Testa dell’ufficio ispettivo di Genova. Indagate, infine, figure minori con ruoli comunque importanti. Tra loro, anche alcuni manager di Spea che parteciparono alla stesura del progetto di retrofitting, poi Massimo Meliani e Fulvio Di Taddeo manager di Aspi in contatto con i consulenti del Cesi e del Politecnico, che tra il 2016 e il 2017 confezionarono due report sulle criticità del Morandi. Sono 59 le persone offese (43 vittime e 16 feriti).

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Dipendenti pubblici

Assenteismo seriale, 26 arresti a Massa: c’è anche il capo dei vigili

Si assentavano senza giustificazione dai luoghi di lavoro, spesso più volte nell’arco della stessa giornata, per svolgere le più disparate attività: andare a fare la spesa, accompagnare i figli, soste al bar e al ristorante, ma anche uscire per svolgere attività in esercizi commerciali di famiglia, senza timore di essere notati dai colleghi. È il comportamento che, secondo gli investigatori dei carabinieri, 29 dipendenti in parte della Provincia di Massa Carrara e in parte del Genio civile di Massa, mettevano in atto di continuo. Per 26 di loro il gip del Tribunale di Massa ha disposto gli arresti domiciliari, mentre per altri tre è scattata il divieto di dimora. In tutto 70 gli indagati. Tra gli arrestati figurano anche il comandante della polizia provinciale. L’attività investigativa svolta ha messo in luce l’esistenza di una lunga, consolidata e diffusa prassi di assenteismo ingiustificato realizzato attraverso un sistematico e ingegnoso aggiramento delle regole che disciplinano il rapporto di pubblico impiego. In particolare, spiegano gli inquirenti, gli artifici per assentarsi dal luogo di lavoro erano timbrature omesse, simulate, effettuate in luoghi non autorizzati o tramite familiari o colleghi compiacenti e false certificazioni.

Cronaca
Verso l’approvazione

Il decreto: più poteri alla vigilanza e una banca dati unica

Una banca dati unica delle opere, con i dati relativi ai collaudi, che diventeranno obbligatori per i concessionari. E poi un rafforzamento della struttura di vigilanza del ministero dei Trasporti, con l’assunzione di giovani ingegneri, un rafforzamento dell’autorità dei trasporti e aiuti per i mutui delle famiglie. Sono alcuni dei capitoli che entreranno nel “Decreto Genova” al quale sta lavorando il ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture guidato da Danilo Toninelli. Il decreto potrebbe essere calendarizzato per i Consiglio dei ministri già la prossima settimana. Un aiuto si starebbe valutando per le famiglie alle prese con i mutui immobiliari. Molte banche stanno sospendendo le rate e per questo si ipotizza che, al di là dei ristori che arriveranno da Autostrade, lo Stato possa creare un fondo per assorbire l’aumento degli interessi che scatta quando i versamenti non vengono fatti. Nel testo saranno inserite anche alcune norme che riguardano in genere la gestione delle infrastrutture in tutto il Paese, come appunto la banca dati unica sulle opere, che dovrà contenere anche i dati sulla sicurezza. Arriverà infatti anche l’obbligo, per i concessionari, di effettuare collaudi.

La Cattiveria

La Cattiveria del 07/09/2018

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Investimenti bloccati per 2 anni sulle strade in attesa del regalo Pd

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