C’è chi in oratorio andava per giocare a pallone, per fuggire alla strada, per trovare degli amici, o perché naturale prosecuzione del catechismo. C’è chi in oratorio andava perché era, a volte è ancora, l’unico luogo, senza alternativa; c’è chi in oratorio andava per scappare dalla paura, e invece c’è chi la paura la sperimentava: […]

Per continuare a leggere questo articolo
Abbonati a Il Fatto Quotidiano

Abbonati a soli 13,99€ / mese per il primo anno
( successivamente 14,99€/mese )

Articolo Precedente

Clan e parcheggi. Il nuovo business calabro-lombardo

prev
Articolo Successivo

“Cultura e politica possono diventare parte di un concerto”

next