Adriano Olivetti, l’utopista che conservava la capacità di nutrire speranze, progetti. Mutuando il titolo del libro di uno tra i suoi più stretti collaboratori, il sociologo Franco Ferrarotti, la sua è stata una “concreta utopia”. “Era un uomo di cultura che riteneva indispensabile e moralmente necessario mettere alla prova, sul banco della pratica quotidiana le […]

Per continuare a leggere questo articolo
Abbonati a Il Fatto Quotidiano

In offerta per il primo mese a solo 1€*

(*successivamente 17,99€ / mese)
Articolo Precedente

Coca & usura: chi comanda (sempre) a Roma

prev
Articolo Successivo

Quell’Italia che suona all’estero oltre i big

next