Delmastro via: questa è la forza del giornalismo in un paese che ha pochi editori liberi
Quante emozioni. Comunque la si pensi, ci siamo gustati una ventata inattesa, il risveglio della partecipazione al voto, che è l’aria della democrazia. E, subito dopo, ecco l’altra grande notizia ormai inimmaginabile, dalle nostre parti: il potere può essere intaccato, i politici possono ancora dimettersi. Bene allora celebrare, per una volta, la forza del giornalismo, della libertà di pensiero e del coraggio.
Difficile stare alla larga dalla retorica, ma tranquilli, per una volta non lo è. Mentre come birilli zompano un sottosegretario, una capo di gabinetto – in pratica i vertici del ministero della Giustizia dove traballa anche il Guardasigilli – e un’altra ministra, la granitica e stupefacente Santanchè, è stata finalmente spinta alla porta, in mezzo a questo inebriante all in, non possiamo far altro che domandarci cosa sarebbe, il nostro Paese, se esistessero gli editori davvero liberi; se questa testata, assieme a pochissime altre, non fosse una mosca bianca; se l’intreccio fra politica e informazione non fosse contaminato da decenni; se la vera specialità della casa, la criminalità organizzata, non avesse occupato tutti gli spazi, pure quelli meno pensabili.
Ho già avuto modo di sottolineare come dopo la pubblicazione della mia inchiesta su Delmastro e la bisteccheria aperta con la figlia del mafioso e i suoi più intimi fratelli d’Italia, quante colleghe e colleghi stranieri mi abbiano scaricato addosso tutto il loro stupore: com’è possibile che non si siano già dimesse tutte le persone coinvolte?
Ora, tutto d’un colpo, la sorpresa. Ha giocato un ruolo fondamentale anche la mazzata al referendum, è chiaro, e non facciamoci ingannare. Siamo diventati, così, all’improvviso, un Paese (quasi) normale? No. Però teniamoci stretta la cosa più bella: la forza del giornalismo. All governments lie, tutti i governi mentono, ci insegna un maestro novecentesco del giornalismo investigativo come lo statunitense I.F. Stone: il governo Meloni ha mentito e continuerà a farlo. Il potere funziona così e deve essere sfidato, continuamente. Troviamo allora il modo di dare ossigeno all’inchiesta e al coraggio dei giornalisti. Anche perché tutt’intorno non cade solo qualche birillo – facilmente sostituibile – di una politica ai confini dell’Impero. La libertà di informazione fa passi indietro, in tutto il mondo, soprattutto nei Paesi che ancora si professano democratici. Proprio come il nostro.