Una pista da sci di plastica alle porte di Palermo: “Portiamo gli sport di montagna in Sicilia”. Dubbi su impatto ambientale e paesaggistico
Una pista da sci in plastica a meno di mezz’ora di auto da Palermo. Dall’11 novembre a San Martino delle Scale, frazione di Monreale, in mezzo a pini marittimi e ulivi, sci – o snowboard – ai piedi si potranno percorrere i 180 metri di questo pendio fatto di setole artificiali che hanno preso il posto della vegetazione. Per il nome della struttura, ovviamente, è stato scelto l’inglese, Dream Park. E a realizzarla, da quanto si legge, è il Gal Terre Normanne, un organismo di diritto privato a partecipazione pubblica, insieme ai dipartimenti regionali dell’Agricoltura e dello Sviluppo rurale, attraverso i fondi del Psr Sicilia, il programma che impiega i finanziamenti europei diretti a sostenere il comparto agricolo. Cosa ci sia di agricolo in un’attività ludica da esercitare sulla plastica non è dato sapere.
Ciò che è certo è che all’inaugurazione saranno presenti l’assessore regionale – di nuovo – all’Agricoltura, Luca Sammartino, e il sindaco della cittadina, Alberto Arcidiacono. L’altra certezza riguarda l’azienda bergamasca che ha fornito la pista, vale a dire Neveplast, che ha sede ad Albano Sant’Alessandro, e che è leader internazionale del settore. Altre strutture Neveplast si trovano a Castione della Presolana e Selvino, sempre nella Bergamasca, e a Mezzana, in provincia di Trento. Fuori dai nostri confini le più note sono quelle di Copenaghen, sul tetto di un termovalorizzatore, Virgen de la Vega, in Spagna, e Kopaonik, in Serbia. La tecnologia di Neveplast consente di riprodurre lo scivolamento sul manto nevoso e, come recitano le pubblicità, “di sciare in ogni stagione indipendentemente dalle condizioni meteorologiche e con attrezzature standard”.
Cosa ci sarà, a San Martino delle Scale, oltre alla pista? Un tapis roulant, naturalmente, un’area dedicata alle discese sulle ciambelle di plastica (tubby), e tre strutture prefabbricate: la scuola sci, il bar e la biglietteria. Per il presidente di Gal Terre Normanne, Marcello Messeri, “l’impianto è stato realizzato nel pieno rispetto dell’ambiente” e la “riqualificazione effettuata nell’area coniuga la valorizzazione del patrimonio naturalistico e la promozione della cultura dello sport, soprattutto tra i giovani”. Per il direttore tecnico, Francesco Rossi, “l’idea è quella di trasformare la passione per la montagna e gli sport invernali in un’opportunità anche per la Sicilia.
Al di là di tagli del nastro, comunicati stampa entusiastici e articoli di giornale altrettanto calorosi, va sottolineato come le piste artificiali portino con sé alcuni rischi. Il primo riguarda l’impatto ambientale: le superfici sintetiche sono sottoposte a un’usura continua dovuta allo scorrimento degli sci e agli agenti atmosferici. La possibile conseguenza è il rilascio di microplastiche. Ancorché le aziende sostengano di aver sviluppato tecnologie in grado di evitare la perdita di componenti, attualmente non esistono studi scientifici indipendenti che lo confermino. Ammesso che fosse vero, ciò non risolve la perdita di habitat e biodiversità causato dalla realizzazione degli impianti, nonché – aspetto da non trascurare – l’impermeabilizzazione del suolo. Tanto per fare un esempio: in Basilicata si vuole costruire la pista sintetica più lunga d’Italia in un’area protetta, sacrificando circa mille faggi. Sul fronte ambientale bisogna tenere in considerazione
L’altro rischio è legato all’impatto paesaggistico. E leggendo sui social le reazioni degli abitanti di Monreale viene da dire che più che un rischio è già un fatto concreto: una distesa di materiale sintetico modifica l’aspetto di un territorio, specialmente se viene inserito in un ambiente montano o in un’area naturalistica. Ma intanto mercoledì, per la gioia di qualcuno, si inaugura Dream Park San Martino. Al resto si penserà più avanti. Forse.
Video Facebook/Comitato San Martino delle Scale
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