“Io credo che Trump sia perfettamente conscio di quello che fa, per il suo arricchimento personale e per le sue mire politiche”. Così Marco Travaglio ad Accordi & Disaccordi, il talk condotto da Luca Sommi il sabato sera sul Nove, ha commentato la sconfitta di Trump alle elezioni di midterm e le voci su un peggioramento della salute mentale del presidente Usa.
Secondo il direttore del Fatto Quotidiano, gli elettori americani non avrebbero punito il tycoon per la corruzione, per il caso Epstein o per il suo atteggiamento autoritario. La ragione della sconfitta, secondo Travaglio, sarebbe da ricercare soprattutto nella guerra in Iran e nelle promesse tradite: “Secondo me l’hanno punito per la guerra in Iran. L’hanno punito perché l’ICE, cioè la polizia speciale che, per altro, non ha creato lui – l’ha creata Bush figlio, che adesso sta con i democratici -, e che lui ha peggiorato ulteriormente, anche se diciamo che era già abbastanza truculenta prima, e ha spaventato la gente che l’aveva votato”, ha continuato il giornalista. “E poi la questione dei data center, che deturpano il Paese e peggiorano la vita dei cittadini. E poi i latinos che lo avevano votato in maggioranza l’altra volta, i poveri l’avevano votato, il ceto medio che adesso rientra tra i poveri perché è scomparso, per la globalizzazione, per la fuga delle aziende, si sono sentiti traditi quando hanno visto il carrello della spesa, le bollette e soprattutto il pieno di benzina”.
“Se già stai male, vedi che uno sacrifica il tuo interesse di cittadino che l’ha votato per andare a fare una guerra che nessuno ha capito a che cosa serviva, che non ha nemmeno portato un cambio di regime, ove mai a qualcuno in America interessasse un cambio di regime in Iran. A stento sanno dov’è sulla cartina geografica. Io credo che gli americani siano sempre gli americani, semplicemente si sono dimostrati più Maga di lui”, ha concluso Marco Travaglio.