Un ballo da mille e una notte, sultani, principesse e illusionisti, alla corte di Generoso e Roberto di Meo per festeggiare un quarto di secolo di buone annate
Ci vuole un attimo e siamo già a un quarto di secolo. Hanno incominciato da una cantina di vini pregiati della terra madre irpina e dalla loro casina di caccia borbonica. E sono partiti con una idea geniale: portare il meglio del made in sud in giro per il mondo. Vini ad arte.
25 anni di ballo itinerante fra le più belle capitali del mondo: si è cominciato con Napoli, Roma, passando per Londra, Parigi, New York, Lisbona, Vienna, Praga, Mosca, Madrid, Tiblisi, Marrakesh… e ora Tangeri. E la prossima? E per il Jubileo arriva l’ultimo nato, la cuvée 100 Roberto di Meo, un blend di 10 annate di Fiano di Avellino dal 2006 al 2022, e sembra già di gustarlo sul palato come una poesia. Un’altra bella notizia: lo smoking color bianco/ avorio di Generoso cucito a mano dal suo couturier di fiducia Gennaro Annunziata, bloccato alla dogana (Motivo? Boh, vallo a capire) affossato da una pila di pratiche burocratiche, è finalmente arrivato.
La prima sorpresa al Gran Gala é stato Sacha Crespi, bello e chic come la nonna Consuelo, icona de jet set, lui invece è un illusionista, mago e mentalista di fama internazionale, ha intrattenuto gli ospiti gli ospiti con trucchi e magie, versava un calice di vino e uscivano petali di rosa. Incredibile. Mentre sotto le arcate del monumentale palazzo del sultano il Moulay Hafid Palace grande performance del violinista Pierpaolo Foti che ai grandi classici di Paganini da’ un suo tocco scapigliato/rock.
Oggi è il palazzo delle Istituzioni Italiane, in quanto fu un regalo al governo italiano, come spiega l’ambasciatore italiano in Marocco, Pasquale Salzano, napoletano, figlio della grande scuola della tradizione della diplomazia made in Naples. Le cose per il Giubileo d’argento sono fatte davvero in grande per i 600 invitati da ogni dove. Un buffet di squisitezze marocchine con varietà di tajine e cous cous con agnello, pollo Beldi, crevettes e jardinier des légumes, dolcetti e torroncini al nougat, pistacchi e miele.
E un gentile omaggio di calze Gallo ispirate alle geometrie moresche e una fragranza al profumo di spezie e fiori d’arancio dell’Erbolario. Il parterre è formato dalla principessa reale Beatrice di Borbone delle Due Sicilie, Álvaro de Marichalar, Valéry Giscard d’Estaing, Kirat Young, Fadila El Gadi, Karima Moual, Camil Mekouar, Sebastian Schütze, Coralie Hardouin di Belmonte, Elie de Dampierre, Abel Damoussi, Giorgio Nocerino, Daniel Aron, Homeyra Crespi, Claudia Ruspoli e Fabrizio Colonna, Isabelle Topolina. Mentre Ottavia Borghini Baldovinetti, nipote di Emilio Fede dell’evento ha curato la comunicazione. Prima tappa al Tangier American Legation e già si respirava aria di gran festa per il lancio del Calendario firmato dal maestro Massimo Listri intitolato “Dialoghi mediterranei” in nome della Associazione di famiglia “Vini ad arte”.
La scelta di Tangeri, città dove hanno cercato ispirazione scrittori, pittori e poeti, qui Paul Bowles ha raccontato l’inquietudine dell’incontro tra occidente e mondo arabo e Matisse ha colto una luce capace di attraversare i continenti. Il breve tratto di mare che separa le due sponde del Mediterraneo, prelude ad un incontro con un mondo da fair tale in cui specchiare i punti di incontro e di contrasto tra Napoli e Tangeri crocevia di culture sospese tra memoria e modernità. A Tangeri la luce si posa sulle terrazze bianche della Medina e sul mare dello stretto di Gibilterra. Ma esiste anche una Tangeri da set cinematografico ideale, pochi sanno che l’iconico film “Casablanca” fu girato a Tangeri per le parti esterne. Il resto negli studios di Hollywood.