Da Giuliano Dell’Uva a Fabrizia Frezza, da Rossano Ferrari a Felice Limosani: ispirazioni e suggestioni di Edit Napoli, la fiera del design editoriale e d’autore
Edit Napoli, appena conclusasi, la fiera dedicata al design editoriale e d’autore, ha avuto il suo focus alla Santissima, nel cuore dei Quartieri Spagnoli, all’interno dell’ex Ospedale Militare (storicamente parte del complesso della Santissima Trinità delle Monache, nato nel 1536 come convento e poi trasformato in struttura militare) e oggi un hub culturale, lo specchio di una rigenerazione urbana.
Location magnifica. Per l’ottava edizione 80 espositori italiani e internazionali, provenienti da 12 Paesi, con un programma che unisce ricerca progettuale e produzione indipendente, tra mostre diffuse e nuovi format espositivi. Con la direzione di Emilia Petruccelli e di Domitilla Dardi, il tema scelto per il 2026 è Where Design Shapes, con il quale Edit Napoli rivendica il valore della ricerca e della cultura del fare
Tra le principali novità debutta Camera con Vista, format per interpretare la camera come spazio di sperimentazione che guardano simbolicamente verso il Vesuvio e trasformano il paesaggio in parte attiva del progetto. Per la prima volta Lancia è Main Sponsor della manifestazione e presenta, insieme a DWA Design Studio, un’installazione dedicata alla nuova Lancia Gamma, costruita attraverso luce, materia e movimento.
Ad accogliere il pubblico un site specific del designer e artista francese Olivier Vadrot mentre ci “ perdiamo “ nel “Caos Elegante” di Antonio Girardi, che ha già firmato Palazzo Dama a Roma, il ristorante A-Ma-Re Capri, l’Osteria La Segreta in via Margutta e il Luna Restaurant a Palazzo Parisio a Malta. Una suite affacciata sul Vesuvio, sospesa tra giorno e notte, prende forma intorno a una nuova interpretazione del divano letto AM/PM che si veste di nuovo in mezzo a nuovi complementi d’arredo, quali il Coffee Table in bambù, la lampada KAT il cui nome si ispira al termine inglese caterpillar (bruco), caratterizzata da una sequenza di sfere che ne richiama la forma.
Sui tutti svetta la palma Phoenix che è un po’ il suo marchio di Girardi. Non può mancare un omaggio all’America’s Cup con Crochet Coral Reef di Margaret e Christine Wertheim. L’installazione, realizzata interamente all’uncinetto, riproduce la complessità delle barriere coralline lavorata a mano da oltre 4mila persone.
Cambio di location e si va nello studio dell’archistar designer Giuliano Andrea dell’Uva, le case più belle del Mediterraneo le fa lui, la contemporaneità dei suoi oggetti in dialogo con gli affreschi dello storico palazzo di Montedidio. Alla Chiesa di San Rocco a Chiaia, Fabrizia Frezza con Alessandra Coccia e Felice Limosani presentano Archetipi di pace, installazione site specific costruita tra materia, luce e parola.
Le sculture di Fabrizia Frezza, realizzate in collaborazione con l’artigiano e artista Pericle Moretti, in terracotta, smalto e cocciopesto, danno forma a cinque archetipi disposti lungo il percorso: Presenza, Ascolto, Cura ed Equilibrio. Sull’altare maggiore, le quattro forme si fondono in un’unica entità: Pace. Mentre Limosani nella sua installazione video porta sui cinque altari altre parole, accompagnate dalle loro etimologie: Differenza, Distanza, Misura, Relazione e Pace.
Da Gallerie Riunite ( Intragallery) “Come scompare una cosa” mostra fotografie di cristallizzazioni di sale di Sophie Anne Helene dove il sale percorre questo lavoro come elemento metaforico che corrode mentre conserva, preserva mentre distrugge. Che dialogano le sculture di Hetty Laycock realizzate in vetro, bronzo, porcellana, cotone, cera d’api e altri elementi organici.
A Palazzo Ruffo della Scaletta, L’Equilibrista di Lombardini22 con Mangini e B&B Italia trasforma lo spazio in un sistema instabile di pesi e contrappesi, mentre alla Fondazione Plart debutta Controtempo, mostra dedicata al maestro del vetro Massimo Lunardone curata da Domitilla Dardi.
E si finisce con ‘Bellezza e libertà’ che nasce dall’incontro fra la visione artistica di Rossano Ferrari, habillé in damascato come “il viaggiatore del tempo” con Napoli e la memoria di un giornalista diventato simbolo della libertà di informazione, Giancarlo Siani, ucciso dalla camorra nel 1985 (l’art project manager della mostra Carmen Padula).