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Midterm, facciamo bene a festeggiare? L’anatra zoppa Trump potrebbe diventare rabbiosa

Le elezioni di medio termine cambieranno sì l’andamento del paese a stelle e strisce, ma cosa aspetta il resto del mondo nei prossimi due anni?
Midterm, facciamo bene a festeggiare? L’anatra zoppa Trump potrebbe diventare rabbiosa
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di Giovanni Muraca

L’onda “blu” democratica, prevista alla vigilia, è diventata realtà. I Repubblicani del GOP (Grand Old Party) perdono entrambi i rami del Parlamento, con una vittoria schiacciante dell’opposizione. Il blu colora anche Stati che i Dem avevano perso alle ultime presidenziali e che in questa tornata riconquistano, portando a casa 25 seggi alla Camera dei rappresentanti e 7 al Senato, ottenendo così la maggioranza in entrambe le Camere.

Una vittoria blu che viaggia sulle promesse disattese circa i conflitti mondiali (soprattutto la guerra in Iran) e su un’inflazione galoppante, dettata, come nel resto del mondo, dal prezzo del greggio, che oscilla intorno ai 6,35 $ al gallone. Il fulcro è rappresentato da Abdul El-Sayed in Michigan – benedetto da Obama; James Talarico in Texas, un italo-americano cattolico moderato che spodesta Ken Paxton travolto da numerosi scandali; Hakeem Jeffries, che a Washington conserva il suo mandato, e da David Crowley, che riscrive la storia del Wisconsin.

Era un risultato atteso quello che si è visto in queste ore: una secca bocciatura del mandato dell’imprenditore cresciuto nel Queens che non arriva solo dall’opposizione, ma anche da alcune correnti moderate repubblicane.

Dopo l’assalto del gennaio 2021 ci si poteva aspettare di tutto da parte del presidente Trump, ma stavolta sembra aver abbozzato un’ammissione della sconfitta, aggiungendo solo qualche postilla sul fatto che, se sulle schede elettorali fosse apparso il suo nome, il risultato sarebbe stato diverso. Un presidente che nelle prime ore si è mostrato stranamente conciliante verso la nuova maggioranza.

Oltreoceano si festeggia già per i risultati: le pagine social sono tappezzate dell’immagine della Statua della Libertà come simbolo di democrazia. Bisogna capire, però, che cosa succederà realmente nei prossimi due anni, evidenziando alcuni temi dirimenti sia per la politica interna sia per quella estera.
Trump ha fatto sapere che diventerà un presidente “Veto” qualora l’opposizione presenti delle leggi. La stampa locale definisce l’attuale capo della Casa Bianca “lame duck” (anatra zoppa), il che può non essere un buon segno.

Essendo cambiata la maggioranza nei due rami del Parlamento, si presenteranno diverse opzioni: il blocco dei finanziamenti alle iniziative della Casa Bianca e, soprattutto, il tema più temuto dallo stesso Donald, ovvero l’impeachment.

Ma c’è un aspetto che sta passando in sordina: i poteri che la Costituzione attribuisce al presidente degli Stati Uniti, ed è da qui che potrebbe nascere il problema. Secondo la Costituzione, il presidente potrebbe utilizzare a proprio favore i decreti presidenziali (ordini esecutivi). Non solo: in politica estera ha un margine di decisione molto più ampio che in politica interna. In altre parole, fuori dagli Stati Uniti, si potrebbe prospettare uno scenario immutabile, soprattutto in tema di conflitti.

Un timido segnale era arrivato poche ore prima delle elezioni che più che un’iniziativa aveva forse il sapore di un accordo sottobanco tra Israele e Stati Uniti in vista delle Midterm appena trascorse: l’annuncio della cessazione della fornitura di armi allo stato mediorientale.

Le Midterm cambieranno sì l’andamento del paese a stelle e strisce, ma cosa ci aspetta al di fuori dei confini nei prossimi due anni? Paesi europei che andranno al voto, due conflitti in corso a due passi da casa e un paese come la Germania che riconverte l’industria automobilistica in fabbriche d’armi: tutti temi di cui nemmeno i Dem sembrano appassionarsi. Vietnam, Iraq, guerra del Golfo, Corea: conflitti che nessuno ha voluto e che non hanno colore politico, ma di cui sappiamo quanto abbiano impattato su tutti i paesi eccetto gli Stati Uniti.

La metafora dell’“anatra zoppa” può avere valore all’interno degli Usa, non per noi. Perché, qualora la zoppia diventasse un problema, dobbiamo sperare che non si trasformi in rabbia e, in quel caso, ci sarà ben poco da festeggiare.

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