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Dagli Usa arriva un messaggio chiarissimo: basta con Trump e moderati, è tempo di scelte radicali

L’affermazione dei candidati socialisti, o comunque portatori di istanze cosiddette “radicali”, ha fatto piazza pulita dell’assunto che “si vince al centro"
Dagli Usa arriva un messaggio chiarissimo: basta con Trump e moderati, è tempo di scelte radicali
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Il messaggio è arrivato “forte e chiaro”. È arrivato ovviamente a Donald Trump, il principale destinatario, ma è arrivato in modo altrettanto forte dall’altra parte dell’oceano, fino alla nostra piccola Italia.

Negli Stati Uniti le urne consegnano un risultato che spegne ogni residua ragione ai teorici di un mondo Dem moderato, accomodante sulla difesa delle lobby, dei privilegiati e sordo ai bisogni della popolazione, stremata da prezzi impazziti, tagli al welfare e alla sanità, che vede i soldi pubblici destinati alle guerre e a fare ingrassare la finanza, guardando i ricchi diventare sempre più ricchi in un mondo dominato dall’ingiustizia e da inaccettabili disuguaglianza.

Il messaggio non arriva solo dallo tsunami blu che ha travolto Trump e il Gop, arriva soprattutto dai candidati che hanno vinto alle primarie Dem e quindi hanno conquistato – con buona pace dei Rampini di turno – i seggi alla Camera dei rappresentanti e al Senato. L’affermazione dei candidati socialisti, o comunque portatori di istanze cosiddette “radicali”, ha fatto piazza pulita dell’assunto che “si vince al centro”. La società americana, così come quella europea, non ha più un centro, rarefatto da in progressivo impoverimento delle classi medie.

Un disagio profondo che si muta in rabbia, ma anche in istanze chiare come quelle che hanno attraversato le piazze italiane e francesi negli ultimi due mesi: lotta al carovita e ai prezzi folli degli alloggi, difesa del welfare, diritto reale all’istruzione, aumento dei salari e soprattutto il rifiuto degli investimenti per le armi e delle politiche di guerra.

Temi che non sono dissimili sulle due sponde dell’oceano. In America la politica ha intercettato questo disagio. Lo ha fatto con candidati che non hanno avuto timore a parlare chiaro, a chiamare le cose con il loro nome, a dire che vanno tassati i super ricchi, le grandi industrie tecnologiche e che l’ambiente va difeso anche se questo cozza con gli interessi imprenditoriali.

Questa linea è risultata vincente ovunque sia stata presentata e pone le base per un cambiamento profondo anche in vista del 2028, quando si voterà per la Casa Bianca dove si potrebbe ipotizzare la sintesi vincente tra i Dem con un tandem Ocasio Cortez – Ossoff.

Il risultato e i volti dei vincenti negli States indicano la via anche alla sinistra europea e a quella italiana. Dicono che è tempo di scelte radicali (che non è una parolaccia) e che la scrittura del programma del campo largo non può subite il ricatto della zavorra dei cosiddetti “riformisti”, che possono serenamente seguire l’esempio della signora Stevens.

La gente, i giovani, i lavoratori chiedono di avere coraggio e di dire una volta per tutte da che parte si sta e chi si vuole rappresentare. Con questa chiarezza si può vincere.

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