“Con questa manovra sulla sanità il governo Meloni ha definitivamente gettato la maschera. L’intenzione vera è trasformare profondamente il nostro Servizio sanitario nazionale: da servizio universalistico a servizio di fatto assicurativo, da servizio pubblico a servizio sempre più privato”. Rosy Bindi, ex ministra della Sanità, è un fiume in piena a In altre parole, su La7: attacca duramente la legge di Bilancio del governo Meloni, denuncia il progressivo smantellamento della sanità pubblica e accusa l’esecutivo di favorire le strutture private con risorse sottratte a un sistema già in difficoltà. “Questa finanziaria è una tomba sul sistema sanitario pubblico”, tuona, con un intervento durissimo in difesa del principio universalistico delle cure.
A scatenare la sua indignazione sono soprattutto i numeri della manovra 2027. Il governo ha stanziato circa 2,4 miliardi di nuove risorse per il Fondo sanitario nazionale, una cifra che Giorgia Meloni rivendica come un record, ma che resta ben lontana dai 6,8 miliardi chiesti dalle Regioni, incluse quelle governate dal centrodestra, e dai 5,5 miliardi indicati dallo stesso ministro della Salute Orazio Schillaci. Bindi spiega: “Oltre alla richiesta di finanziamento per la sanità, le Regioni avevano chiesto 3 miliardi per la lotta all’inflazione, che pesa sulle famiglie ma anche sul sistema sanitario. Il governo, a fronte della richiesta documentata di 3 miliardi, ha previsto 138 milioni“.
Ma è soprattutto il nuovo bonus sanitario per gli anziani a far infuriare Bindi. La manovra introduce una card da 300 euro per gli over 75 con una pensione fino a 28mila euro lordi annui, destinata a spese sanitarie non coperte dal Servizio sanitario nazionale. Il costo complessivo previsto è di circa 1,6 miliardi di euro ed è una misura che Meloni ha presentato come un sostegno concreto a milioni di anziani, e che l’ex ministra considera invece un altro passo verso la privatizzazione delle cure.
Bindi osserva: “Magari c’è qualche pensionato che ha 28mila euro di pensione ma anche un po’ di patrimonio. O persino tanto patrimonio. Cominciamo a cogliere questa stranezza. Ma poi a cosa servirebbe questa card? A coprire i livelli essenziali di assistenza, cioè quelli che dovrebbero essere garantiti a tutti? No. Quindi, è una dichiarazione evidente da parte del governo che non è in grado di garantire a tutti i livelli essenziali di assistenza“. E aggiunge: “Si dà più di un miliardo per coprire servizi che non sono previsti dalla nostra sanità e si tolgono risorse al sistema sanitario che deve assistere tutte le italiane e tutti gli italiani? Ancora una volta questo è uno straordinario regalo alla sanità privata – denuncia l’ex ministra – E infatti dove andrà speso quel miliardo? Lo dicono loro chiaramente: nelle strutture private. Questo governo intende distruggere il nostro sistema sanitario universalistico“.
L’ex presidente della Commissione Antimafia richiama il principio su cui si fonda il Servizio sanitario nazionale: “Ciascuno di noi lo finanzia secondo le proprie possibilità e ne usufruisce secondo il proprio bisogno. Ed è garantito a tutti, indipendentemente dall’età, da dove abiti e da quanti soldi hai“.
Poi stigmatizza le scelte fiscali del governo, accusato di aggravare le disuguaglianze e di rinunciare a reperire le risorse necessarie per i servizi pubblici. “Il denaro c’è. Lo si prende intanto facendo un sistema fiscale equo, cosa che in questa finanziaria invece peggiorerà. Faccio notare che con l’aumento della flat tax per le partite Iva a centomila euro, a parità di reddito, il lavoratore dipendente e il lavoratore autonomo avranno una tassazione profondamente diversa. Mi si deve spiegare il motivo. È un sistema fiscale sempre più iniquo“.
L’ex ministra richiama quindi il principio costituzionale della progressività fiscale: “Chi più ha, più paga, più contribuisce ai beni comuni del nostro Paese”. E contrappone agli interventi una tantum del governo la necessità di finanziare stabilmente i servizi essenziali. “Ci sono molti modi per spendere i soldi. Si possono dare le mancette, come si sta facendo in questa finanziaria, si possono dare i bonus oppure si mettono tutti quei soldi per salvare due grandi opere pubbliche, che sono la sanità e la scuola“.