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L’ex ministro Scajola è di nuovo indagato: “Interruzione di pubblico servizio, ha fermato la rimozione di alcuni veicoli”

Il sindaco di Imperia è indagato insieme a un comandante della polizia locale. I fatti risalgono al 6 novembre del 2023
L’ex ministro Scajola è di nuovo indagato: “Interruzione di pubblico servizio, ha fermato la rimozione di alcuni veicoli”
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“Non rompiamo troppo i coglioni alla gente, strappate i verbali“. Secondo le testimonianze raccolte, il sindaco di Imperia ed ex ministro del governo Berlusconi, Claudio Scajola, si è rivolto così agli agenti della polizia locale che, due anni fa, nella città ligure, stavano multando alcuni veicoli, destinati alla rimozione forzata. Per questa ragione, come riporta La Stampa, il primo cittadino è stato raggiunto da un nuovo avviso di garanzia, poiché indagato per interruzione di pubblico servizio. Con lui è coinvolto anche l’ispettore della polizia locale Claudio Benvenuto.

I fatti risalgono al 6 novembre del 2023. Scajola era diretto a Oneglia quando, passando in via del Cantiere, “con toni molto accesi” ha invitato due membri della polizia locale a interrompere la rimozione di alcuni scooter, già caricati sul carro attrezzi. Il divieto di sosta era stato stabilito da un’ordinanza del comandante della stessa polizia locale. Secondo quanto scrive il quotidiano torinese, Scajola ha anche invitato il dipendente della carrozzeria a sospendere il proprio lavoro per tutta la serata. Benvenuto risulta indagato perché, contattato dai due vigili, avrebbe detto loro di seguire le direttive di Scajola.

Non è la prima volta che Scajola finisce nei guai per aver interagito con la polizia locale. Recentemente è stato assolto nel processo che lo vedeva imputato con l’accusa di favoreggiamento per aver ordinato a un comandante di interrompere un sopralluogo in un terreno a Caramagna. “C’è una pubblicità a indagarmi, ma non mi lascio intimorire” ha commentato all’Adnkronos il sindaco di Imperia. “Io sto sempre dalla parte del cittadino – prosegue – erano tre motorini, ho semplicemente detto che potevano lasciarli parcheggiati perché la manifestazione si sarebbe svolta il giorno dopo. L’ho fatto perché era nei miei poteri“.

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