Manovra, la bozza in 157 articoli: taglio dell’Irpef solo per un anno, stretta sulle pensioni. E spunta la “exit tax” per i ricchi che spostano la residenza all’estero
Il testo della legge di Bilancio per il 2027 ha ricevuto la bollinatura della Ragioneria dello Stato, è stato trasmesso a Palazzo Chigi e poi al Colle. A stretto giro, l’autorizzazione del Capo dello Stato: la prossima settimana, alle Camere, si apriranno ufficialmente i lavori. La bozza prevede 157 articoli, che dettagliano le misure illustrate a grandi linee mercoledì scorso dal governo in conferenza stampa, con Giorgia Meloni, i vicepresidenti del Consiglio, Matteo Salvini e Antonio Tajani, e il titolare del ministero dell’Economia, Giancarlo Giorgetti.
Dopo una difficile genesi, prende vita il nuovo step per il taglio dell’Irpef al ceto medio: la seconda aliquota al 33% viene estesa oltre i 50mila euro, fino a 55mila euro, andando a coinvolgere una platea di circa 3,2 milioni di contribuenti. L’intervento, che comporta una riduzione del gettito di circa 1,43 miliardi, è però limitato solo al 2027. Per gli autonomi è confermata l’estensione della flat tax fino a 100mila euro: sopra gli 85mila euro, però, scatta l’applicazione dell’Iva. Si concretizza anche la dimensione del contributo chiesto al settore finanziario. Tra Dta, Ires, Irap, Tobin Tax, da banche e assicurazioni, secondo le stime della Relazione tecnica, arriveranno 5,8 miliardi di euro nel 2027. In particolare, l’addizionale Ires sale di 3 punti percentuali, viene modificato nuovamente il regime delle Dta (imposte differite attive) e la tassa sulle transazioni finanziarie viene raddoppiata dallo 0,4% allo 0,8%. Un contributo viene chiesto anche alle società energetiche, che si vedranno l’aliquota Irap aumentare di 5 punti percentuali per due anni.
Exit tax sui privati e targhe personalizzate da ben mille euro
Tra le novità non annunciate spunta l’estensione della exit tax, la tassa sui super ricchi che espatriano, già prevista per le imprese, anche ai privati. Verranno coinvolte le persone che trasferiscono la residenza fiscale all’estero e che possiedono investimenti finanziari per almeno 800mila euro: si tratta di una tassa sui guadagni maturati in Italia con azioni, partecipazioni e altri strumenti finanziari, anche se non sono ancora stati venduti. L’aliquota ordinaria è del 26%, secondo quanto indicato nella relazione tecnica, ma l’imposta non si applica all’intero valore degli investimenti: a essere tassata è soltanto la plusvalenza, cioè la differenza tra il valore raggiunto dai titoli e il loro costo di acquisto.
Inoltre la novità delle targhe personalizzate sarà più cara di quanto inizialmente ventilato: da marzo serviranno fino a mille euro per i privati e 10mila per le imprese; poi da giugno gli importi si dimezzeranno.
Pensioni, arriva la stretta. Prorogato il Fondo mutui prima casa
Arriva poi la stretta sulla rivalutazione delle pensioni: l’adeguamento all’inflazione sarà pieno solo per gli assegni fino a quattro volte il minimo (2.447,4 euro), per quelli più alti l’adeguamento sarà invece parziale. Il fondo per l’uscita dal mercato del lavoro avrà 850 milioni di euro all’anno per il triennio 2027-2029. Confermata inoltre l’Ape sociale nel 2027. Sul fronte previdenza spunta anche la riduzione graduale dei tempi di pagamento del Tfs, il trattamento di fine servizio per i dipendenti pubblici che vanno in pensione: dal 2028 l’attesa scende da 9 a 6 mesi mentre dal 2029 i tempi si riducono a 3. Per finanziare la card per gli anziani è istituito un fondo da 1,6 miliardi, mentre alla sanità sono confermate risorse per 2,4 miliardi l’anno.
Per i giovani è prorogato fino al 2029, con 400 milioni, il Fondo mutui prima casa. Sono poi confermati, come annunciato, la flat tax sull’aumento delle retribuzioni fino a 2.500 euro e l’aumento della deduzione per l’assunzione di under 36 e lavoratrici madri (al 140% e 180%). Si riducono poi le detrazioni sulle erogazioni ai partiti politici, che passano dal 26% al 19%. Sul fronte delle coperture arriva il doppio rincaro nel 2027 del costo delle sigarette, mentre nel capitolo spending review compare anche un contributo strutturale per Palazzo Chigi da 60 milioni l’anno. Confermato il rinvio di 6 di plastic e sugar tax, con un mancato gettito di 316 milioni. L’editoria incassa aiuti per l’acquisto della carta e misure per il prepensionamento di 85 giornalisti l’anno.